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Da crisi a opportunità, come le aziende vitivinicole si sono riorganizzate dopo il lockdown

Ristorazione e viticoltura post Covid-19. Antonella Manuli proprietaria della Fattoria La Maliosa è stata ospite lo scorso 24 giugno del webinar organizzato da Paolo Massobrio di “Golosaria”, marchio leader nell’organizzazione di eventi legati al mondo dell’enogastronomia.
La discussione intitolata “Gli spazi aperti e la nuova sala” si è articolata intorno alla tendenza- nata per rispondere al distanziamento sociale imposto dagli obblighi post Covid-di sfruttare in modo diverso gli spazi aperti da parte delle aziende: esempi reali di ristorazione e attività delle aziende vitivinicole, aspetti organizzativi e legali/amministrativi dello spazio esterno. Per parlare di tutti questi temi, oltre ad Antonella Manuli sono stati ospiti di Paolo Massobrio: Giovanni Biondani e Giovanni Salvati di Design E.0, Massimo Spigaroli chef e patron de L’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (Pr), Maria Grazia Terlizzi, avvocato e cofounder BGrow.
Webinair
Antonella Manuli è intervenuta raccontando la propria esperienza aziendale su come riallacciare un rapporto con i consumatori riorganizzando le aziende secondo le nuove regole.
“Credo che questo lockdown ci abbia colti su una rampa di lancio di un cambiamento che era già in embrione. Come azienda vitivinicola sul finire dello scorso anno avevamo già pensato a qualcosa che strutturasse le visite e le degustazioni in azienda in base alle nuove normative enoturistiche.
Arrivata la doccia fredda del virus abbiamo provato a riorganizzarci, dapprima decidendo di continuare ad investire nonostante tutto sull’accoglienza in azienda e poi potenziando l’e-commerce con consegna gratuita in tutta Italia: “non puoi venire in cantina? Veniamo noi da te, gratis”. Una politica che ha avuto un grande riscontro sulle persone costrette per un lungo periodo tra quattro mura”.
Le riaperture con le nuove regole hanno poi concretizzato quanto pianificato nei mesi più duri: “Con le prime riaperture regolarizzate di maggio abbiamo capito fin da subito che bisognava cambiare questo concetto di visita in azienda e degustazione negli spazi chiusi, ovvero cambiare molto di quello che era stato fatto prima del Coronavirus. Questo soprattutto per un discorso di stress per il cliente che arriva in azienda per vivere un’esperienza gratificante e lo vuole fare in completo relax. Così ci siamo detti: tutte le nostre esperienze per il 2020 si svolgeranno all’esterno”.
Da crisi a opportunità: “Tutto questo potrebbe sembrare un ripiego, una limitazione ma per un’azienda come la nostra, immersa nel verde incontaminato delle colline maremmane è assolutamente un’opportunità. Abbiamo tanti spazi e tanti luoghi dislocati su tutto il territorio aziendale, penso alla Star-box nel vigneto dove si possono vedere le stelle o fare degustazioni al tramonto, una vigna eroica molto scenica dove fare i pic-nic, abbiamo un torrente che attraversa l’azienda dove abbiamo studiato dei percorsi di trekking. Insomma, questo virus, ci ha obbligati a concentrarci ancor di più e seriamente su quella che è la nostra Mission aziendale: ambiente e sostenibilità. Mi riallaccio a quanto detto da Massimo Spigaroli: chi arriva secondo non è mai primo e noi in Maremma volevamo essere i primi a fare questo tipo di attività e lo siamo stati”.

 

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