I libri Effigi su Manciano, Pitigliano, Sorano.

Un anno di lockdown per il calcio locale

Un anno fa circa abbiamo conosciuto cosa è il lockdown, una parola e un significato fino a quel momento sconosciuto a molti di noi che purtroppo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle. Anche per il mondo del calcio si aprì una situazione surreale, impensabile fino a pochi giorni prima. Le squadre del nostro comprensorio giocarono come tutte le altre squadre d’Italia fino al primo marzo 2020 e quel giorno nessuno poteva immaginare che sarebbe stata l’ultima partita di un campionato che non è più ripreso e che è stato deciso a tavolino sulla base della classifica acquisita in quel momento. Ripercorriamo insieme cosa avvenne sui campi di calcio quell’ormai famigerato primo marzo 2020 partendo dal campionato di prima categoria. L’Aurora Pitigliano pareggiò con uno scoppiettante 3 a 3 a Caldana su un terreno pesantissimo, un risultato ottenuto con tanti giocatori pitiglianesi in campo che confermarono come il progetto della società gialloblù di valorizzare gli elementi locali stesse procedendo in maniera spedita grazie alla qualità del lavoro organizzato dall’allenatore Daniele Antolovic. La domenica successiva, ovvero l’otto marzo, giornata dedicata alla festa delle donne, ci fu lo stop e l’Aurora Pitigliano non giocò mai più la partita contro il Pienza in quello che si potrebbe definire il derby tra due delle più belle località della Toscana.

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Il Manciano giocò l’ultima partita vincendo in casa per 3 a 1 contro il Ponte d’Arbia dimostrando che la cura di Mister Antonio Larini stava dando ottimi frutti ma la successiva trasferta in programma a Massa Marittima rimase nel libro dei sogni. Il Sorano era in piena lotta per la salvezza, la sconfitta casalinga contro il Massa Valpiana aveva ulteriormente complicato la situazione ma la trasferta probabilmente decisiva a Gracciano non venne mai affrontata. In seconda categoria il San Quirico era alle prese con l’obiettivo di evitare la retrocessione, il pareggio a reti bianche ottenuto a Casteldelpiano era stato un segnale importante in tal senso ma lo scontro diretto in programma allo stadio Lombardi contro il Campagnatico venne cancellato definitivamente dal lockdown. Verso la fine dell’estate c’è stato il tentativo di ripartire pensando o illudendosi che la situazione potesse essere sotto controllo. In effetti il primo turno della coppa Toscana ha riservato belle sensazioni, Aurora Pitigliano, Manciano e Sorano si sono affrontate in un triangolare che ha richiamato molto pubblico sulle tribune ed ha fatto davvero sperare che il peggio fosse ormai alle spalle. Anche il San Quirico è apparso in grande spolvero, i giallorossi avevano allestito una squadra per puntare a vincere il campionato e raggiungere le tre squadre cugine nella categoria superiore. La partita di coppa contro l’Atletico Piancastagnaio è stata vinta per 7 a 2 con un poker di reti di Andrea Nuvola, il bomber prelevato dall’Aurora Pitigliano che faceva sognare i supporters giallorossi. Sembrava quasi un ritorno alla normalità con la cronaca che toccava ad occuparsi di calcio anziché di covid ma la tregua è durata poco, anzi pochissimo. Già alla prima giornata di campionato sono iniziati i problemi con alcuni casi di positività e con esso tutte le conseguenze che ne sono conseguite, cosicché dopo appena due partite la stagione è stata sospesa. Allo stato attuale la decisione della Figc è stata quella di annullare la coppa Toscana mentre i campionati restano sospesi e quindi teoricamente potrebbero anche ripartire. Alcuni club che non appartengono al nostro comprensorio stanno facendo pressione per disputare almeno una parte di stagione, noi crediamo che il calcio dilettanti svolge una funzione sociale fondamentale, quella di aggregare le comunità ed essere il collante per condividere passione sportiva e attaccamento al proprio paese. Senza questi presupposti viene meno il senso del calcio dilettanti e quindi riteniamo che sarà opportuno tornare a giocare quando ci saranno tutte le condizioni di sicurezza per i giocatori, per gli allenatori, per i dirigenti e per il pubblico, quest’ultimo è una componente fondamentale nel mondo del calcio dilettantistico proprio per le ragioni che abbiamo prima esposto. Speriamo che tutte le condizioni di sicurezza possano esserci il prima possibile, ci piacerebbe fissare il mese di settembre come data di ripartenza ma non ne siamo sicuri, siamo però certi che quando il calcio ripartirà nel modo in cui lo abbiamo sempre conosciuto sarà una grande festa, una festa che non coinvolgerà soltanto gli appassionati ma riguarderà tutti indistintamente.

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