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	<title>Il Nuovo Corriere del Tufo &#187; vino sorano</title>
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	<description>Manciano · Pitigliano · Sorano</description>
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		<title>Ciliegiolo di Maremma e d&#8217;Italia, due giorni in Fortezza a Sorano alla scoperta di questo vitigno</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 08:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[33 azienda presenti e 57 vini in degustazione  Un evento interessante  e ben organizzato in una splendida location che dopo un solo anno si è già imposto come tra i più attesi del territorio. Il 16 e il 17 giugno si terrà a Sorano la seconda edizione di &#8220;Ciliegiolo di Maremma e d&#8217;Italia&#8221; nel suggestivo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>33 azienda presenti e 57 vini in degustazione </strong></p>
<p><strong><br />
<img class="  wp-image-3858 aligncenter" src="https://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2024/06/83b00b4e-17ab-42d9-b842-b3c768324b2a.jpg" alt="83b00b4e-17ab-42d9-b842-b3c768324b2a" width="476" height="715" /><br />
</strong></p>
<p>Un evento interessante  e ben organizzato in una splendida location che dopo un solo anno si è già imposto come tra i più attesi del territorio. Il 16 e il 17 giugno si terrà a Sorano la seconda edizione di &#8220;Ciliegiolo di Maremma e d&#8217;Italia&#8221; nel suggestivo scenario della Fortezza Orsini dove enoappassionati e operatori del settore potranno partecipare alla kermesse dedicata al Ciliegiolo per accendere i riflettori su questo vitigno autoctono che .<br />
Saranno due giorni di degustazioni alla scoperta delle migliori etichette di Ciliegiolo in purezza provenienti ovviamente dalla Maremma Toscana, dove il vitigno trova un habitat ideale grazie al clima e al terreno ricco di minerali, ma anche da altre zone della Toscana e dell’Italia intera, come Umbria, Liguria, Marche ed Emilia-Romagna.<br />
In programma sono previste anche degustazioni “verticali” con vecchie annate messe a disposizione dai produttori per offrire ai partecipanti un’esperienza ancora più approfondita; ci sarà inoltre un angolo dedicato agli abbinamenti con i formaggi e street food locale con diverse prelibatezze della zona.</p>
<p><img class="  wp-image-3859 aligncenter" src="https://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2024/06/b1500d32-0ab1-4e4c-a459-a9507677d09e.jpg" alt="b1500d32-0ab1-4e4c-a459-a9507677d09e" width="648" height="371" /></p>
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		<title>Il mondo si è fermato, il vino no</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2020 09:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Zecchini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Vino non si ferma è il nome dell’associazione di vignaioli italiani nata al tempo del Coronavirus. In realtà il termine “associazione” non è del tutto esatto poiché si tratta più di un movimento di persone (ad oggi oltre 400 produttori piccoli e medi) che hanno fatto rete e messo in campo la propria esperienza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3148" style="width: 304px" class="wp-caption alignleft"><img class="  wp-image-3148" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2020/05/H4A4430-619x1024.jpg" alt="_H4A4430" width="294" height="487" /><p class="wp-caption-text">Edoardo Ventimiglia</p></div>
<p>Il Vino non si ferma è il nome dell’associazione di vignaioli italiani nata al tempo del Coronavirus. In realtà il termine “associazione” non è del tutto esatto poiché si tratta più di un movimento di persone (ad oggi oltre 400 produttori piccoli e medi) che hanno fatto rete e messo in campo la propria esperienza per affrontare questo momento di crisi straordinaria e per gettare le basi per una ripresa di un settore vitale per l’economia del nostro paese.<br />
A livello locale uno dei coordinatori del movimento <strong>#Ilvinononsiferma</strong> è <strong>Edoardo Ventimiglia</strong>, proprietario insieme alla moglie <strong>Carla</strong> dell’azienda vitivinicola <strong>Sassotondo</strong> a <strong>Sovana</strong> e da tempo partner del nostro giornale.<br />
Il movimento è partito proprio dalla <strong>Toscana</strong> (oltre il 25% delle aziende aderenti) e anche in provincia di Grosseto ha avuto tante adesioni (sempre sul territorio segnaliamo l’azienda di <strong>Antonio Camillo</strong> a Manciano).<br />
<strong>“Dalla crisi si esce tutti insieme”</strong> è il motto che ha guidato la costituzione del movimento che oltre a condividere idee ed esperienze tra chi si occupa del settore ed evidenziare le criticità della filiera, ha l’obbiettivo di proporre soluzioni per problemi grandi e piccoli che l’emergenza Coronavirus ha fatto nascere.<br />
Punto primo. I vignaioli non si sono mai fermati come tiene a sottolineare <strong>Ventimiglia</strong>: “Questa rete che abbiamo creato serve per sopravvivere poiché a differenza di altre attività noi vignaioli non ci siamo mai fermati, abbiamo continuato a lavorare in campagna, a fare le consegne, a curare le cantine. Siamo convinti che in una situazione straordinaria come quella che si è venuta a creare, servano azioni straordinarie e veloci come quelle che abbiamo messo in campo noi produttori per costituire questa rete”.<br />
Ma quali sono le problematiche principali portate dal Coronavirus ad un viticoltore? “Essenzialmente due-ci spiega sempre Ventimiglia-la liquidità aziendale e il magazzino. La liquidità è legata alle perdite, si prospettano scenari pessimi con perdite pari al 50% rispetto agli ultimi anni per i più ottimisti. C’è il problema insormontabile della burocrazia che purtroppo come si sente dire un po’ ovunque danneggia ulteriormente le aziende e questo già prima del Coronavirus.<br />
Per quanto riguarda il magazzino la domanda è <em>cosa facciamo con il vino che produciamo?</em> Soprattutto le cantine che fanno vini di qualità. Parlando di questo e della dinamica delle nostre aziende purtroppo si riscontra una mancanza di conoscenza delle realtà vitivinicole da parte degli organi competenti che purtroppo è avvilente quanto la situazione che stiamo vivendo”.<br />
Proprio in questi giorni alcuni a livello nazionale si è sentito di alcuni viticoltori che hanno accettato come soluzione alla produzione in eccesso la distillazione, pratica che non trova d’accordo <strong>Ventimiglia</strong> e l’associazione in questione: “Parlare oggi di distillazione per i nostri vini è un’offesa al nostro lavoro, soprattutto se pensiamo alla storia e alla qualità delle produzioni. Può essere una soluzione per certe aziende magari, ma non per quelle che compongono questa rete di produttori. Parliamo inoltre di una soluzione vecchia di vent’anni che ha portato anche problematiche legate a frodi fiscali o simili”.<br />
Le richieste nel breve-medio periodo sono chiare, aiuti economici e incentivi per sistemare le aziende e migliorarle dal punto di vista dello stoccaggio (magari con incentivi per locali in affitto, per l’acquisto di macchinari per la conservazione dei vini ecc.) il tutto con una burocrazia a zero o quasi.<br />
Ma poiché siamo nella fase 2, come sarà il mercato del vino con e post coronavirus? Anche su questo <strong>Ventimiglia</strong> sembra avere le idee chiare: “Queste richieste servono solo per sopravvivere sia chiaro. Per il futuro servirà anche altro. Purtroppo il mercato estero sarà praticamente fermo per quest’anno e se pensiamo alla situazione tragica di alcuni consumatori DOC come gli <strong>Stati Uniti</strong> e soprattutto allo stato di <strong>New York</strong> dove vi era un mercato fatto di ristoranti, enoteche, piccoli locali che non ci saranno, non possiamo che essere pessimisti. Sia chiaro tutto questo tornerà, riapriranno quei locali, ma non per ora. Quest’anno dovremo accontentarci degli italiani e forse, speriamo dell’Europa. Per questo dico che queste misure servono nell’immediato per farci sopravvivere. Per il futuro presumo che si possano aprire nuovi mercati e dovremmo farci trovare pronti. Credo che la vendita di prossimità possa migliorare se ci sarà la voglia e la forza di farlo da parte di tutti. Un’altra prospettiva interessante è quella legata alla filiera di distribuzione che può cambiare. L’e-commerce è un palliativo del momento ma che la catena distributiva si può riorganizzare in modo differente magari accorciandola. Anche per questo con <strong>#Ilvinononsiferma</strong> stiamo cercando di coinvolgere anche altri attori come distributori e ristoratori oltre a noi produttori”.</p>
<p><img class=" size-full wp-image-1567 aligncenter" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/09/20953096_1644472578959566_4788928726480150138_n.jpg" alt="Sassotondo 1" width="720" height="960" /></p>
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		<title>Fuoco di Bacco</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Oct 2018 08:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Elena Tiribocchi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/10/WhatsApp-Image-2018-10-29-at-09.05.21.jpeg"><img class="  wp-image-2259 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/10/WhatsApp-Image-2018-10-29-at-09.05.21-274x400.jpeg" alt="WhatsApp Image 2018-10-29 at 09.05.21" width="321" height="469" /></a>Il poeta Carducci intorno al 1883 scriveva una delle sue poesie più famose, nella quale diceva: “[…] ma per le vie del borgo / dal ribollir de’ tini / va l’aspro odor de i vini / l’anime a rallegrar”. E tutto il componimento potrebbe raccontare qualcosa che anche dalle nostre parti si è vissuto e si vive tutt’ora; Carducci raccontava il periodo in cui nelle cantine si sentiva ribollire e prepararsi il vino novello e i paesi accoglievano la stagione autunnale. Da qui il titolo dell’opera che si riferisce all’11 novembre “San Martino, ogni mosto diventa vino”. Era la vita di un tempo, quella che si conduceva nei piccoli borghi; ed è lo scenario che viene riproposto ancora dalla <strong>Festa delle cantine di Sorano</strong>. Il teatro è il borgo, le cantine sono le protagoniste, accompagnate dal vino e dal cibo più tipico. Dal <strong>31 ottobre al 4 novembre</strong> 2018 torna la Festa delle Cantine. Anche quest’anno ci saranno otto cantine collocate per le vie del paese e accoglieranno i partecipanti con pietanze locali. Oltre al cibo e al vino ci saranno spettacoli e intrattenimento musicale itinerante. Non solo cibo ma anche natura e cultura attraverso escursioni tra Sorano, Sovana e Vitozza, durante i giorni dell’evento. L’organizzazione è curata dall’Associazione Giovani Capaccioli che si troveranno anche ad organizzare la cantina “do o’ professore” e quella “Hard rock café Sorano”. I cibi saranno preparati dalle abili mani degli organizzatori delle cantine e renderanno disponibili ai palati degli avventori i sapori più tipici della loro terra. Dall’arista di maiale al baccalà alla soranese, dalla vellutata di zucca ai tagliolini al tartufo per passare alla grigliata di maiale, acquacotta alla soranese, antipasti e bruschette tipiche e i formaggi del Caseificio di Sorano; e molto, molto altro. Tutto accompagnato da buon vino, ottima musica, calda compagnia. Per i maggiori dettagli si può consultare la pagina Facebook dell’Associazione Giovani Capaccioli e il programma che alleghiamo all’articolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/10/WhatsApp-Image-2018-10-29-at-09.05.22.jpeg"><img class="  wp-image-2258 aligncenter" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/10/WhatsApp-Image-2018-10-29-at-09.05.22-400x283.jpeg" alt="WhatsApp Image 2018-10-29 at 09.05.22" width="491" height="347" /></a></p>
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		<title>Vendemmia 2018, poca uva ma di qualità</title>
		<link>https://www.nctufo.it/vendemmia-2018-poca-uva-ma-di-qualita/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Oct 2018 15:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Zecchini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Molto buone”. Così Edoardo Ventimiglia, proprietario dell’azienda vitivinicola Sassotondo e presidente del Consorzio di tutela della Doc Bianco di Pitigliano, definisce le previsioni qualitative dei vini “futuri” a vendemmia appena conclusa. “Peccato per la quantità”. Aggiunge, e si tratta di un dettaglio non certo trascurabile, anzi non si tratta di un dettaglio ma di un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/01/nocchianello-spiga-di-granturco.png"><img class="  wp-image-1822 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/01/nocchianello-spiga-di-granturco-400x267.png" alt="nocchianello spiga di granturco" width="455" height="304" /></a>“Molto buone”. Così Edoardo Ventimiglia, proprietario dell’azienda vitivinicola Sassotondo e presidente del Consorzio di tutela della Doc Bianco di Pitigliano, definisce le previsioni qualitative dei vini “futuri” a vendemmia appena conclusa. “Peccato per la quantità”. Aggiunge, e si tratta di un dettaglio non certo trascurabile, anzi non si tratta di un dettaglio ma di un problema con il quale occorre fare i conti.<br />
La vendemmia 2018 nelle terre del tufo (una delle più brevi che si ricordi) insieme all’inconfondibile odore di mosto lascia sentenze precise: un prodotto grezzo con ottime prospettive per il futuro, ma poco. Un problema che si somma ai raccolti degli ultimi anni, vero tasto dolente: “Purtroppo, con le dovute differenze da zona a zona, abbiamo registrato un calo di produzione intorno al 25% rispetto all’annata 2017 che già era stata bassa rispetto alla media-racconta Ventimiglia. Più in generale possiamo affermare che le ultime tre vendemmie sono state scarse, se sommiamo insieme i quintali degli ultimi tre anni si ottiene un’annata normale secondo gli standard quantitativi previsti per la zona”. La quantità problematica è dovuta soprattutto a fattori meteorologici-“Il clima, oserei dire a tratti tropicale, come al solito ha fatto la differenza. L’eccesso idrico e l’aborto floreale primaverile spiegano in parte la bassa quantità, il resto l’ha fatto la peronospora e in alcune zone anche la grandine estiva”.  Di contro (e per fortuna) vi sono ottime prospettive per la qualità del vino che sarà: “Uva bella con ottimi valori laddove vi era se la quantità è problematica ci consoliamo con la qualità delle uve che promettono vini buoni con caratteristiche interessanti. Eleganti, saporiti e probabilmente longevi. In breve dei grandi vini vulcanici. A patto naturalmente che si sia lavorato bene in vendemmia con selezione e pulizia minuziosa dei grappoli”.</p>
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		<title>Edoardo Ventimiglia nuovo presidente della DOC Pitigliano</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jul 2018 10:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Zecchini]]></dc:creator>
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<div class="layoutArea">
<div class="column"><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/02/1458932377_6.jpg"><img class=" size-medium wp-image-773 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/02/1458932377_6-400x300.jpg" alt="Pitigliano panoramica" width="400" height="300" /></a>Duemiladiciotto di grandi cambiamenti nel modo enologico locale : dopo la primavera che ha visto il cambio di presidenza e consiglio direttivo della Cantina Cooperativa di Pitigliano, l’estate si apre con un altro importante cambiamento. Lo scorso mese di giugno Edoardo Ventimiglia è stato ri-eletto presidente del Consorzio di Tutela Bianco di Pitigliano e Sovana, a seguito dell’assemblea che ha visto il rinnovo di un a parte del consiglio. Marco Formiconi neo presidente della cantina cooperativa di Pitigliano sarà il vicepresidente, gli altri membri del nuovo consiglio sono: Maurizio Biserni (segretario), Donatella Mosci (tesoriere), Loriano Benassi, Pietro Ferri e Stefano Formiconi. Tante novità all’orizzonte, tanti cambiamenti per un’atmosfera positiva e differente rispetto al recente passato. Quali prospettive per la nostra DOC in un momento così importante per il mondo agricolo locale, lo abbiamo chiesto al nuovo presidente Edoardo Ventimiglia.</div>
</div>
</div>
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>Tanti cambiamenti in questo 2018. Quali quelli concreti nell’immediato?</strong><br />
Lo scorso 8 giugno l’assemblea ha eletto il nuov o consiglio di amministrazione del ns consorzio di tutela, si respira un’aria differente rispetto al recente passato. Riprenderemo alcuni progetti che si erano interrotti o avevano rallentato negli ultimi due anni e ne metteremo in cantiere di nuovi. Tema importante sarà quello che riguarda il disciplinare , con la nascita della DOC Pitigliano un brand nuovo , unico per i vini bianchi e rossi, che ci aiuterà sicuramente nel rilancio della nostra DOC. Il disciplinare è già stato fatto , pubblicato sul BURT della regione, stiamo aspettando che il nuovo Ministro nomini il Comitato Nazionale Vini per avviare l’iter verso la definitiva approvazione. Purtroppo la cosa sta andando per le lunghe e probabilmente si andrà alla vendemmia 2019, ma è un dossier già istituito grazie al contributo di Luca Pollini un tecnico di assoluto valore . Proseguiremo poi il percorso intrapreso con la riscoperta e la valorizzazione dei vitigni autoctoni e tradizionali: Nocchianelli, Procanico, Ciliegiolo etc. Stiamo considerando infine la possibilità di creare un biodistretto nel nostro territorio. Se ne occuperà una commissione costituita ad hoc e presieduta da Stefano Formiconi: legare la promozione dei vini ad un immagine di territorio di qualità e fornire un adeguata conoscenza e strumenti tecnici ai viticoltori sono insieme strumenti e obbiettivi del biodistretto</p>
<p><strong>Si parlava anche di una sottozona?</strong><br />
Si un’altra novità importante , inserita nel disciplinare della DOC Pitigliano, è quella legata alla menzione “Pitigliano Classico”, sul modello di Soave, Orvieto, Chianti etc. , ovvero un’area delimitata con la sua identità territoriale, legata al tufo, e storica.</p>
<p><strong><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/01/H4A0121.jpg"><img class="  wp-image-1836 alignleft" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/01/H4A0121-267x400.jpg" alt="_H4A0121" width="223" height="334" /></a>Vini vulcanici e territorio altro legame inscindibile che andrebbe ripreso sempre nell’ottica di quella promozione territoriale</strong><br />
Si, continueremo con una promozione specifica verso la declinazione “Vini Vulcanici”. C’è allo studio anche un’ulteriore rafforzamento del marchio “Volcanic wines” con la richiesta di validazione dei suoli vulcanici da parte della Società Geologica Italiana , fondata nel 1881, la più antica e rappresentativa associazione scientifica italiana nel campo delle geoscienze.</p>
</div>
</div>
</div>
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><strong>Si intuisce che siamo di fronte ad una possibile svolta, uno spirito diverso di cooperazione che può portare ottimi risultati. Quali? </strong><br />
Come dissi tempo fa in un’altra intervista “Si può fare&#8221;. Credo che il mondo del vino nelle nostre zone sia ar rivato ad un punto di non ritorno , o si decide di puntare in maniera differente su questo prodotto, o bisognerà guardare ad a ltro. Credo che ci siano tantissime potenzialità ancora inespresse. Territorio, nuovo brand, agricoltura biologica, vitigni tradizi onali e vulcano mi sembrano i capisaldi con i quali proseguire o in certi casi ripartire per guardare al futur o del nostro mondo vitivinicolo; un futuro che deve produrre reddito e far riavvicinare il territorio a questo settore, un futuro differente all’i nsegna dell’ottimismo. Queste sono le ragioni che mi hanno spinto, dopo due anni, ad accettare di nuovo l’incarico di presidente del consorzio di tutela.</p>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Enoturismo e antichi vitigni &#8220;Si può fare&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jan 2018 10:23:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Zecchini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 13 a Pitigliano si parlerà di enotursimo e antichi vitigni a seguito dell&#8217;inserimento dei nocchianelli nel registro nazionale delle varietà di vite. I nocchianelli anticamente coltivati nei comuni si Pitigliano e Sorano sono stati riconosciuti come autoctoni, capofila di questo lavoro è stato Edoardo Ventimiglia, proprietario insieme alla moglie Carla Benini dell&#8217;azienda vitivinicola Sassotondo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 13 a Pitigliano si parlerà di enotursimo e antichi vitigni a seguito dell&#8217;inserimento dei nocchianelli nel registro nazionale delle varietà di vite. I nocchianelli anticamente coltivati nei comuni si Pitigliano e Sorano sono stati riconosciuti come autoctoni, capofila di questo lavoro è stato Edoardo Ventimiglia, proprietario insieme alla moglie Carla Benini dell&#8217;azienda vitivinicola Sassotondo a cavallo tra i comuni di Pitigliano e Sorano. A pochi giorni da questo importante convegno abbiamo incontrato Ventimiglia per scoprire quali prospettive offre al territorio la riscoperta di questi vitigni e come può migliorare l&#8217;enoturismo nelle nostre zone.</p>
<p><strong><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/01/GEDC0957.png"><img class="  wp-image-1832 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/01/GEDC0957-400x300.png" alt="GEDC0957" width="479" height="359" /></a>Punto di partenza o punto di arrivo?</strong><br />
Un percorso è fatto di tappe e questa giornata è l’arrivo di una tappa importante. La storia che la precede è iniziata nel 1979 quando la Cantina Cooperativa di Pitigliano, presieduta allora da Stefano Formiconi, sostenuta dalla Cassa Rurale di Pitigliano e con la collaborazione dell’Università di Pisa e del C.R.A.I di Arezzo, avviò un progetto di recupero e salvaguardia degli antichi vitigni ritrovate nelle vigne di Pitigliano e Sorano.<br />
Ne furono individuati e recuperati 29: tra questi il Nocchianello bianco e il Nocchianello nero.<br />
Nel 2010 insieme al CREA di Arezzo abbiamo ripreso il progetto che ha portato, nel 2017, all’inserimento dei Nocchianelli nel registro nazionale. Se pensiamo che sul finire del 800 nei nostri comuni le varietà di nocchianelli erano tra le più coltivate e che cent&#8217;anni dopo in pratica erano scomparsi, ritrovarli oggi nel registro dei vitigni autorizzati  deve essere considerato come l’arrivo ad una tappa importante.</p>
<p><strong>E poi?</strong><br />
E poi si procede verso la tappa successiva, sapendo che “si può fare” e che da questa riscoperta possono nascere nuove opportunità di rilancio dell’agricoltura della zone del tufo.<br />
Il convegno divulga i risultati di un lavoro di ricerca che ha raggiunto un obiettivo importante e che apre la strada all’utilizzo pratico, in campo e in cantina, di queste piccole perle di un patrimonio genetico autoctono molto interessante.</p>
<p><strong><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/01/H4A0121.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1836 alignleft" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/01/H4A0121-267x400.jpg" alt="_H4A0121" width="267" height="400" /></a>Parliamo del vino in se, alla fine del convegno sarà assaggiato il nocchianello</strong><strong> nero, una produzione sperimentale 2015 di Sassotondo.</strong><strong><br />
</strong>Abbiamo in azienda sia il bianco che il rosso, ma solo sul rosso abbiamo fatto vinificazioni significative. Sono comunque due vitigni molto diversi: il bianco un po’ più precoce del procanico e piuttosto produttivo, il rosso matura dopo il sangiovese e non ha grosse rese. La maturazione tardiva del rosso ci consente di mantenere i profumi, frutto, spezie, che potrebbero essere compromessi da una maturazione precoce in queste stagioni caldissime.<br />
Naturalmente assaggeremo una vinificazione rustica e cosa potrà essere questo prodotto lo dirà il tempo. Sicuramente però siamo di fronte a un un vitigno che ha una storia, che presenta le note speziate e minerali tipiche dei vitigni vulcanici e che si sposa perfettamente con il nostro territorio.</p>
<p><strong>Abbiamo parlato e si parlerà nel convegno di enoturismo, facciamo un quadro generale di questo fenomeno</strong><br />
L&#8217;enoturismo è una pratica che in parte già funziona nelle nostre aziende: ogni anno a Sassotondo abbiamo circa mille visitatori a cui facciamo vedere vigneti e cantina. È un fenomeno in espansione e di forte tendenza che produce ricchezza, non solo per le aziende ma per tutto il territorio. A livello nazionale ed europeo si discute di norme che definiscano il quadro, soggettivo e fiscale in primis, in cui queste attività possono essere svolte. Le disposizioni di legge introdotte recentemente possono essere un passo avanti ma ci sono ancora delle falle che possono rappresentare un pericolo più che un’opportunità e c’è il rischio del solito appesantimento burocratico. Detto questo, per il futuro mi auguro che l’enoturismo diventi una risorsa importante per tutto il nostro territorio, un territorio che, per quanto riguarda la viticoltura e il vino,  vive una fase difficile tanto che esiste il rischio concreto di una diminuzione del potenziale vitivinicolo (uno tra i pochi luogo in Toscana dove succede questo).Occorre riflettere e ripartire. Il nocchianello simbolicamente parlando, può rappresentare una rinascita. SI PUO’ FARE!!!</p>
<p><em>Il convegno è stato promosso e organizzato da Banca TEMA, sabato 13 gennaio alle ore 10:00 presso la Sala Petruccioli di Piazza della Repubblica a Pitigliano. La degustazione di nocchianello seguirà il convegno spostandosi presso gli antichi granai della Fortezza Orsini sempre a Pitigliano. Parteciperanno anche l&#8217;associazione Cantine nel Tufo di Pitigliano e l&#8217;Associazione Italiana Sommelier di Grosseto. </em></p>
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/01/26230939_2047167975517231_8072043758045749109_n.png"><img class="  wp-image-1834 aligncenter" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/01/26230939_2047167975517231_8072043758045749109_n-283x400.png" alt="26230939_2047167975517231_8072043758045749109_n" width="328" height="463" /></a></p>
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		<title>Un fuoriclasse delle terre del tufo, il San Lorenzo 2014,</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 09:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quattro e Cinque, due numeri sinonimo di eccellenza che rappresentano e rappresenteranno l’azienda Sassotondo almeno per la prossima stagione  vitivinicola. Oltre alla corona, massimo riconoscimento della guida Vinibuoni d’Italia edita da touring club, Quattro sono le  “Viti” ottenute dal “San Lorenzo 2014” nella guida “Vitae” 2018 prodotta dall’AIS (Associazione Italiana Sommelier) e Cinque sono invece i “Grappoli” [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/11/23755736_10212725474523112_7219469699569789402_n.jpg"><img class="  wp-image-1716 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/11/23755736_10212725474523112_7219469699569789402_n-333x400.jpg" alt="23755736_10212725474523112_7219469699569789402_n" width="249" height="299" /></a>Quattro e Cinque, due numeri sinonimo di eccellenza che rappresentano e rappresenteranno l’azienda Sassotondo almeno per la prossima stagione  vitivinicola. Oltre alla <strong>corona</strong>, massimo riconoscimento della <strong>guida Vinibuoni d’Italia</strong> edita da touring club, <strong>Quattro</strong> sono le  “<strong>Viti</strong>” ottenute dal “<strong>San Lorenzo 2014</strong>” nella guida “<strong>Vitae</strong>” 2018 prodotta dall’<strong>AIS</strong> (Associazione Italiana Sommelier) e <strong>Cinque</strong> sono invece i “<strong>Grappoli</strong>” ottenuti nella guida <strong>Bibenda</strong> della <strong>FIS</strong> (Fondazione Italiana Sommelier), Bibbia per ogni amante del vino e della ristorazione che ha premiato sempre lo stesso San Lorenzo 2014. In questi anni i riconoscimenti per questa etichetta si sono moltiplicati, ma andiamolo a conoscere un pò meglio questo Ciliegiolo in purezza della DOC Maremma Toscana. Questo vino è il cru aziendale prodotto solo con uva ciliegiolo dall’omonima vigna, piantata negli anni ’60, situata proprio di fronte alla spettacolare rupe tufacea su cui sorge Pitigliano. Il ciliegiolo storico vitigno della maremma toscana è stato riscoperto e valorizzato dall’azienda sassotondo e da pochissimi altri fino a portarlo con il san lorenzo ai vertici della produzione nazionale. Il San Lorenzo matura per ventiquattro mesi in botti di rovere di slavonia da 1000 lt e affina per 12/18 mesi in bottiglia nelle cantine scavate nel tufo vulcanico di pitigliano. Perfetto con fagiano alle castagne, piccione in tre cotture, cinghiale in dolce forte o infine con il classico peposo. Soltanto tremila bottiglie prodotte.</p>
<p>Di seguito la descrizione del San Lorenzo 2014 nella guida <strong>Vitae 2018</strong>:<br />
<em>“Rubino intenso e luminoso. Proposta olfattiva ampia, che varia da sentori di mora e ciliegia scura, caramelle alla menta e angostura, a ricordi di bastoncino di liquirizia, peonia, chiodi di garofano e pepe nero.  Si aggiungono delicati sbuffi minerali e spunti boisè.</em><em>Sorso avvolgente, dinamico nella progressione tannica, ben integrata nell’alcol e compendiata dall’elegante freschezza. </em><em>Si concedono di nuovo molte delle impressioni percepite all’olfatto, in un vortice entusiasmante di sensazioni che si dilatano nella lunga persistenza.”</em></p>
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/11/SASSO01_11_0750_1024x1024.jpg"><img class="  wp-image-1717 alignleft" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/11/SASSO01_11_0750_1024x1024-400x400.jpg" alt="SASSO01_11_0750_1024x1024" width="311" height="311" /></a>Quindi la descrizione del San Lorenzo 2014 nella guida <strong>Bibenda 2018</strong>:<br />
<em>“Il millesimo freddo e piovoso ne avrà forse ridimensionato la potenza, ma non scalfisce l’aristocratico profilo di questo fuoriclasse, da storico cru di oltre mezzo secolo, prospiciente la rupe tufacea di Pitigliano. Pigmento rubino profondo ed estratto sembrano meno copiosi, e meno esuberante del solito si rivela l’incipit olfattivo, che richiede paziente aerazione prima di aprire, con bell’effetto di studiata eleganza, a viola di bosco, iris, lavanda, confettura di visciole, more, ribes nero, pepe, chiodo di garofano, alloro, ginepro, tocco minerale di grafite e misurato boisé. Speculare la parabola gustativa, ove a dare la spinta non è tanto il vigore alcolico, quanto la formidabile spalla acida, in sinergia con tannini finemente cesellati. Più pronto del consueto, senza nulla togliere a un indubbio potenziale evolutivo. Perfetto con il Cinghiale arrosto come lo prepara Domenico Pichini del Tufo Allegro di Pitigliano.”</em></p>
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		<title>Cibo, Vino, Tradizioni e… Festa!</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Oct 2017 09:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Elena Tiribocchi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’autunno nelle terre di Maremma è tutt’altro che un mese monotono, molte sono le feste e gli appuntamenti legati ai prodotti che proprio in questo periodo hanno il loro splendore. E così anche questo anno, più precisamente nel lungo fine settimana che va dal 28 ottobre al 1 novembre, nel borgo di Sorano si svolgerà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/10/21617964_1958595777754107_7662021406795221268_n.jpg"><img class="  wp-image-1642 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/10/21617964_1958595777754107_7662021406795221268_n-273x400.jpg" alt="21617964_1958595777754107_7662021406795221268_n" width="378" height="554" /></a>L’autunno nelle terre di Maremma è tutt’altro che un mese monotono, molte sono le feste e gli appuntamenti legati ai prodotti che proprio in questo periodo hanno il loro splendore. E così anche questo anno, più precisamente nel lungo fine settimana che va dal 28 ottobre al 1 novembre, nel borgo di Sorano si svolgerà la Festa delle cantine, come spiegato da Giorgio Calistri, Presidente dell’Associazione Giovani Capaccioli di Sorano. Come ogni anno, anche questa edizione, è legata all’idea della riscoperta di vecchi sapori e antiche tradizioni. Il fulcro della manifestazione sarà nel poter degustare cibi tipici e vino novello nelle antiche strutture dislocate per tutto il centro storico.<br />
Il percorso in questa edizione è ben segnalato da una cartina, che permetterà ai visitatori di spostarsi agevolmente tra le vie del paese. E non ci sarà solo cibo ma le serate saranno sempre accompagnate da musica e canti popolari. Mentre nella piazza principale – Piazza Busatti – si terrà una mostra mercato artigianale.<br />
I punti adibiti a cantine saranno nove e dunque sarà possibile passeggiare per le vie del borgo e lasciarsi trasportare dal percorso di gusto e bellezza, tutto in una cornice storica ritrovata e preparata per l’occasione. Infatti ogni cantina proporrà un tema, del cibo e della musica diversa dalle altre.<br />
In questa edizione l’organizzazione, come ormai da anni, è stata curata dall’Associazione Giovani Capaccioli; i diversi gruppi che si occuperanno della gestione delle cantine sono composti dalle altre associazioni in alcuni casi e da liberi cittadini in altri. Tutti comunque impegnati nella realizzazione di questa manifestazione con tanto impegno per far sì che il paese abbia il giusto splendore che si merita.</p>
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		<title>Il voto all’annata vitivinicola 2017 di Edoardo Ventimiglia</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 10:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Zecchini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche mese fa incontrammo il proprietario dell’azienda vitivinicola Sassotondo Edoardo Ventimiglia, ormai nostro fedele collaboratore; era il periodo degli eventi di aprile quando si promuove il prodotto e si partecipa alle fiere aspettando la nuova annata. Siamo tornati nuovamente a Sovana, in piena raccolta, per fare un pò di chiarezza sulla prossima annata sulla quale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/09/20914465_1644472638959560_4370728916370633_n.jpg"><img class="  wp-image-1568 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/09/20914465_1644472638959560_4370728916370633_n-300x400.jpg" alt="20914465_1644472638959560_4370728916370633_n" width="290" height="387" /></a>Qualche mese fa incontrammo il proprietario dell’azienda vitivinicola Sassotondo Edoardo Ventimiglia, ormai nostro fedele collaboratore; era il periodo degli eventi di aprile quando si promuove il prodotto e si partecipa alle fiere aspettando la nuova annata. Siamo tornati nuovamente a Sovana, in piena raccolta, per fare un pò di chiarezza sulla prossima annata sulla quale esistono pareri discordanti, cosa dobbiamo aspettarci da questa vendemmia appena conclusa ma soprattutto dai vini che verranno.</p>
<p><strong>Nell’aria si respira un bel po’ di pessimismo, la stagione estiva con il caldo intenso è ancora sotto gli occhi di tutti, ma questo 2017 sarà veramente da dimenticare?</strong><br />
Assolutamente no. Certo definirla un’annata difficile è un eufemismo. Le condizioni atmosferiche sono state quelle che tutti abbiamo visto: gelata primaverile, siccità prolungata, le due intense ondate di calore estive, in alcune zone abbiamo avuto anche la grandine…insomma non è mancato veramente nulla. Se questa domanda mi fosse stata fatta alla fine di agosto non avrei avuto problemi a definirla un’annata estremamente problematica.</p>
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/09/20953096_1644472578959566_4788928726480150138_n.jpg"><img class="  wp-image-1567 alignleft" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/09/20953096_1644472578959566_4788928726480150138_n-300x400.jpg" alt="20953096_1644472578959566_4788928726480150138_n" width="192" height="255" /></a><strong>Invece?</strong><br />
Invece fortunatamente è arrivato Settembre che è stato un vero proprio spartiacque. Con il cambio del mese si sono verificati miracoli e non è un modo di dire. Il clima settembrino è stato perfetto, ha piovuto un po’, temperatura fresca e ottima escursione termica tra il giorno e la notte, le piante hanno tirato il fiato e hanno potuto finalmente respirare. Questo ha permesso alla vigna di ritrovare un equilibrio e, lì dove non vi erano stati troppi danni gravi, le uve si sono avviate verso una maturazione ottimale. Passeggiando tra le viti si vedeva il miglioramento giorno dopo giorno, è stato importante tenere l&#8217;uva in vigna il più a lungo possibile, i risultati migliori li avrà chi ha colto più tardi. Altro elemento importante che ha contribuito ad alleviare i danni è stato il terreno tufaceo, in altre zone della Toscana ci sono stati più problemi.</p>
<p><strong>Diciamo che i danni più grossi allora riguarderanno la quantità?</strong><br />
Sicuramente, un quaranta per cento in meno rispetto allo scorso anno, per alcuni anche oltre,  ma per la qualità non escludo prodotti estremamente interessanti.</p>
<p><b>Un voto?</b><br />
Forse per il voto finale è ancora presto, azzarderei tra il sei e il sette, sufficiente-buono, sicuramente sarà un’annata con più facce con possibili picchi di qualità.</p>
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		<title>Sassotondo, un nuovo riconoscimento, la Corona Vinibuoni d’Italia per il San Lorenzo 2014</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Sep 2017 08:02:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo scorso mese di agosto il San Lorenzo – ciliegiolo 2014 è stato “incoronato” dalla guida del Touring Club Vinibuoni d’Italia 2018 durante le finali svoltesi a Buttrio in Friuli Venezia Giulia.  L’etichetta dell’azienda Sassotondo, un ciliegiolo in purezza DOC Maremma Toscana, ha ricevuto appunto la corona insieme ad altre eccellenze della vitivinicoltura autoctona italiana; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/09/20882744_1644472612292896_1911840235433450983_n.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1564 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/09/20882744_1644472612292896_1911840235433450983_n-400x400.jpg" alt="Sassotondo" width="400" height="400" /></a>Lo scorso mese di agosto il San Lorenzo – ciliegiolo 2014 è stato “incoronato” dalla guida del Touring Club Vinibuoni d’Italia 2018 durante le finali svoltesi a Buttrio in Friuli Venezia Giulia.  L’etichetta dell’azienda Sassotondo, un ciliegiolo in purezza DOC Maremma Toscana, ha ricevuto appunto la corona insieme ad altre eccellenze della vitivinicoltura autoctona italiana; la corona “Vinibuoni d’Italia” è attribuita a quei vini che meglio interpretano la tipologia per le qualità organolettiche espresse, per la corrispondenza al vitigno e per l’affinità con le condizioni pedoclimatiche in cui nascono i vitigni da cui vengono prodotti. La scelta di promuovere i vini da vitigni autoctoni da sempre è stata perseguita da Vinibuoni d’Italia, poiché un vino di territorio offre profumi e sapori inimitabili ed è il testimone prezioso dell’identità e della cultura di quel luogo.<br />
I vini che i coordinatori di Vinibuoni d’Italia hanno premiato con la Corona e con la Golden star rappresentano il meglio di quanto la storia enologica italiana ha trasmesso in termini di unicità e di diversità degli ambienti e dei paesaggi, offrendo a chi ama il vino l’opportunità di esplorare caratteristiche di territori e di vitigni mai uguali. Partendo da queste considerazioni i coordinatori di Vinibuoni d’Italia, una guida che rappresenta una pietra miliare nella riscoperta dei vitigni autoctoni, hanno portano in finale vini prodotti da vitigni italiani meno conosciuti e a rischio di estinzione, un’operazione che premia il gusto e che nel contempo tutela il patrimonio viticolo nazionale.<br />
I vini arrivati alla selezione finale per l’edizione 2018 sono stati 672 e di questi hanno raggiunto la Corona, il massimo riconoscimento della guida, 415 vini<strong>.</strong>  A votarli 21 coordinatori regionali della guida suddivisi in 3 commissioni di sette delegati. Per passare a corona i vini hanno dovuto aggiudicarsi l’indice di gradimento di almeno 5 commissari. La Golden Star, che rappresenta comunque un alto riconoscimento, è andata ai restanti 257 vini. Sul totale dei vini degustati, ovvero poco meno di 26 mila, i vini portati a finale sono frutto di estremo rigore e rappresentano approssimativamente il 2,5%. Da non sottovalutare il voto delle commissioni del pubblico che hanno votato parallelamente a quelle ufficiali della guida. L’evento “Oggi le corone le decido io” è stato ideato cinque anni fa, perché Vinibuoni d’Italia ha ritenuto stimolante mettere a confronto i giudizi attribuiti dalla guida con quelli dei wine lovers, dei giornalisti di settore, degli operatori e dei sommelier che si sono iscritti per partecipare all’evento. Un’operazione unica in Italia che caratterizza anche sotto questo aspetto la diversità della guida Vinibuoni d’Italia, che in questo modo esprime l’indice di gradimento del pubblico aprendo una dialettica costruttiva con il consumatore finale.</p>
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