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	<title>Il Nuovo Corriere del Tufo &#187; Turismo</title>
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	<description>Manciano · Pitigliano · Sorano</description>
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		<title>Visit Pitigliano si rinnova: nuova veste grafica e nuove funzionalità</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Mar 2025 09:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visit Pitigliano (visitpitigliano.com) si evolve con una veste grafica rinnovata e con nuove funzionalità pensate per rendere l’esperienza dell’utente ancora più intuitiva, veloce e coinvolgente. Ideato e realizzato nel dicembre 2022 da Pietro Moroni, professionista nel settore della comunicazione, con la preziosa collaborazione di Alessandro Zecchini, Riccardo Pivirotto e le guide turistiche e ambientali locali, Visit Pitigliano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Visit Pitigliano (<a href="http://visitpitigliano.com/">visitpitigliano.com</a>) si evolve con una veste grafica rinnovata e con nuove funzionalità pensate per rendere l’esperienza dell’utente ancora più intuitiva, veloce e coinvolgente. Ideato e realizzato nel dicembre 2022 da Pietro Moroni, professionista nel settore della comunicazione, con la preziosa collaborazione di Alessandro Zecchini, Riccardo Pivirotto e le guide turistiche e ambientali locali, Visit Pitigliano è il portale turistico dedicato alla Città del Tufo, su cui si possono trovare tutte le informazioni necessarie per una vacanza a Pitigliano.<br />
Dopo due anni di vita, Visit Pitigliano si è confermato uno strumento di riferimento per i visitatori, registrando oltre 65.000 visualizzazioni di pagina, distribuite su più di 70 nazioni: dall’Italia agli Stati Uniti, dalla Germania alla Francia, al Regno Unito, alla Spagna, Olanda, Svizzera, Irlanda, Austria, ecc., e un incremento annuo costante superiore al 30%.<br />
Il successo della piattaforma è evidente non solo da questi numeri, ma anche dalle numerose telefonate e email ricevute, segno di un crescente interesse sul borgo e sulle sue offerte turistiche.<br />
Visit Pitigliano, oltre a rappresentare un servizio di pubblica utilità, orientando il turista nella pianificazione del proprio soggiorno – dalla scelta dell’alloggio, dei ristoranti, al percorso culturale, naturalistico –, garantisce anche un’ottima visibilità alle attività commerciali coinvolte.<br />
Con il restyling, Visit Pitigliano si identifica con un nuovo logo e con il claim “The essential guide”. Il portale, migliorato anche in termini di accessibilità, diventa ancora più funzionale con un’attenzione particolare alle esperienze, vero fulcro di un viaggio a Pitigliano. Tra queste spiccano varie tipologie di degustazione presso le aziende agricole e vitivinicole del territorio, così come escursioni guidate nelle Vie Cave, anche in notturna, nonchè la partecipazione attiva alla realizzazione delle opere floreali dell’Infiorata.<br />
«La crescita e l’interazione con gli utenti confermano che Visit Pitigliano sta diventando ciò che desideravamo: un punto di riferimento per chi visita il nostro territorio e per chi desidera scoprirlo. Tra le novità, i nuovi sticker “Selection 2025”, simbolo di qualità e garanzia, affissi sulle vetrine dei negozi presenti su Visit Pitigliano, per segnalare ai turisti che l’attività è raccomandata dal nostro portale. C’è ancora molto da fare, ma tracciando un primo bilancio siamo molto soddisfatti» – affermano i promotori del progetto.<br />
Il nuovo portale sarà online domani (sabato 1° marzo) alle ore 12 e pronto ad accompagnare turisti e visitatori alla scoperta delle meraviglie di Pitigliano.</p>
<p><img class="  wp-image-4004 aligncenter" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2025/03/visit-pitigliano_IMG_0775_1920x1280.png" alt="visit-pitigliano_IMG_0775_1920x1280" width="654" height="436" /></p>
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		<title>Agricoltura e turismo al tempo del Coronavirus</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2020 16:45:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Zecchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda Agricola BioToscana]]></category>
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		<description><![CDATA[Come sempre seguiamo molto attentamente le realtà imprenditoriali più interessanti del territorio e non ci poteva certo sfuggire la bravura e la professionalità di Andrea Funghi, giovane imprenditore pitiglianese proprietario dell’azienda agricola Bio Toscana e dell’agriturismo Podere Bello, entrambi situati a due passi da Pitigliano. Avevamo in mente quest’intervista da un po’ di tempo ma [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre seguiamo molto attentamente le realtà imprenditoriali più interessanti del territorio e non ci poteva certo sfuggire la bravura e la professionalità di <strong>Andrea Funghi</strong>, giovane imprenditore pitiglianese proprietario dell’azienda agricola <strong>Bio Toscana</strong> e dell’agriturismo<strong> Podere Bello</strong>, entrambi situati a due passi da Pitigliano. Avevamo in mente quest’intervista da un po’ di tempo ma i fatti di attualità ci hanno portato a modificarla drasticamente. Un viaggio interessante nel mondo imprenditoriale locale toccando temi relativi all’agricoltura e al turismo in quello che sarà un anno unico per tanti motivi.</p>
<p><strong>Non avrei mai voluto farti questa domanda…settore agricolo e Coronavirus.</strong><br />
Che dire, siamo in una situazione difficile dove alla paura per la nostra salute si somma quella per l’incertezza sul nostro futuro. Senza dubbio l’agricoltura risentirà di questo come tutti gli altri settori anche se io credo un po’ meno proporzionalmente parlando.<br />
In realtà auspico ad un’agricoltura diversa poiché è in fasi storiche come questa che stiamo vivendo in cui possono avvenire i cambiamenti più importanti. La chiusura forzata che c’è verso altri paesi può essere da stimolo per un’offerta differente (ma anche per una domanda). Sicuramente bisognerà stare al passo con i tempi, accrescere in visibilità e stare dietro al mercato.<br />
Io personalmente in questa situazione sto continuando a lavorare. Ho quotidianamente ordini che mi arrivano dall’e-commerce e sto lavorando molto bene, alcune richieste non riesco neanche a soddisfarle. Le persone non escono magari riflettono di più (sorride ndr).</p>
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2020/04/WhatsApp-Image-2020-04-07-at-17.34.18.jpeg"><img class="alignnone size-large wp-image-3088" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2020/04/WhatsApp-Image-2020-04-07-at-17.34.18-1024x1022.jpeg" alt="Andrea Funghi Biotoscana" width="1024" height="1022" /></a></p>
<p><strong>Tu punti molto sulla consapevolezza del consumatore nello scegliere bene quello che acquista, è forse questo il momento di cambiare?<br />
</strong>Direi di si. Provo tanta frustrazione quando non riesco a far capire quanto sia importante consumare cibo locale e questo purtroppo è difficile anche in un posto come il nostro dove fino all’altro giorno vi era un’economia prettamente agricola (e in parte ancora lo è).<br />
Il problema vero è che non si riesce a dare un valore al cibo piuttosto che un prezzo. Sembra la stessa cosa ma non lo è. Si da valore al cibo dal momento che si capisce cosa c’è dietro, basarsi solo sul prezzo vuol dire fare una valutazione “solo” economica ed è deleterio. Da noi bisognerebbe capirlo visto che sai cosa c’è dietro le cose, ci vivi, le produci, le respiri ogni giorno.<br />
Mi sembra impossibile andare solo al discount e comprare prodotti scadenti, bisogna fare una riflessione sul privilegio che abbiamo, il locale e il biologico possono fare la differenza soprattutto ora.</p>
<p><strong>Non credi che su questo meccanismo pesi il fattore economico oltre che culturale? O meglio non credi che la gente sia consapevole di quello che dici ma che per motivi economici sia “costretta” a fare determinate scelte?</strong><br />
A mio giudizio noi dobbiamo avere delle regole come consumatori, quando noi facciamo spesa in un certo modo con prodotti locali, noi diamo una mano alla produzione locale e ne dobbiamo essere consapevoli.<br />
Il concetto è: “Con il mio carrello della spesa finanzio il mio territorio”, se valuto solo il prezzo faccio due danni: alla mia salute (ed è la cosa più importante poiché molti si ravvedono solo di fronte al medico) e all’economia locale.<br />
Si cerca sempre di risparmiare ed è anche giusto ma se guardiamo bene non sono le materie prime che portano su il prezzo della spesa. Quindi dico risparmiamo su altro!</p>
<p><strong>Il lato economico influisce anche su voi produttori naturalmente?<br />
</strong>Si e qui il discorso è un po’ più complesso perché viviamo all’interno di un sistema criminale che ci ha portato a distruggere la biodiversità privilegiando la produttività e l’industrializzazione. Stiamo parlando di un settore, quello agricolo che ha 10.000 anni di storia (l’industria appena 400). Noi combattiamo contro un obbrobrio che si chiama “libero” mercato che poi libero non è e ha distrutto il nostro patrimonio gastronomico. In virtù di questo facciamo entrare prodotti di altri paesi dove si usano sistemi che in Italia sono vietati e se io importo questi commetto un’ingiustizia, questo non è libero mercato noi abbiamo (giustamente) regole molto più restrittive.<br />
Pensa che avevamo 1000 varietà di grano, negli USA meno di 10 eppure gran parte dei consumi viene dagli USA. I grani che metto io producono 20 quintali a ettaro gli altri 60 e naturalmente tutti mettono quelli più remunerativi.<br />
Per questo dico che preservare il patrimonio che abbiamo, la biodiversità che stanno distruggendo, deve essere una missione, un dovere…ma questo è un concetto che non è chiaro neanche agli agricoltori ed è poi difficile estenderlo al consumatore per creare la cultura alimentare di cui si diceva prima.</p>
<p><strong>Qual è l’auspicio?<br />
</strong>La speranza è proprio questa che almeno adesso, dopo quello che stiamo vivendo la gente rifletta di più. L’argomento cibo è legato un po’ troppo alla spettacolarizzazione (chef in tv ecc.) e poco alla cultura alimentare ed è sbagliato a mio modesto parere. Con quello che sta succedendo, nonostante tutto, l’agricoltura ne può uscire rafforzata se lo vorrà. Agricoltura a uso e beneficio della comunità in cui viviamo e non uno sfogo per chi viene dalla città (a volte sembra quasi che si vada a vedere questi agricoltori che lavorano, come se si andasse allo zoo).<br />
Va bene far vedere le nostre aziende e sfruttarle anche a livello turistico, ma cerchiamo di creare una cultura alimentare consapevole prima di tutti in noi addetti ai lavori e poi nei consumatori anche e soprattutto sul territorio.</p>
<p><strong>Hai nominato il turismo. Ti faccio la stessa domanda che ti ho fatto per l’agricoltura: turismo e Coronavirus. </strong>A livello turistico l’anno che abbiamo davanti non sarà certo facile è inutile nascondersi. Un anno nel quale cambieranno le impostazioni del turismo per come lo conosciamo. Avremo un turismo italiano (speriamo) se non addirittura locale e non sappiamo con quali modalità. Io credo che come per il settore agricolo chi si è impegnato per ricavarsi una nicchia di mercato risentirà meno della crisi che inevitabilmente ci sarà, ma anche questo dovrà essere da stimolo per migliorarci e costruire qualcosa.</p>
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2020/04/WhatsApp-Image-2020-04-07-at-17.34.19.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-3089" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2020/04/WhatsApp-Image-2020-04-07-at-17.34.19.jpeg" alt="Andrea Funghi Biotoscana 2" width="960" height="720" /></a></p>
<p><strong>Pensi che altri sapranno muoversi meglio di noi e approfitteranno di tutto questo per rilanciarsi o per uscire allo scoperto?<br />
</strong>Decisamente. Abbiamo dalla nostra che siamo in Toscana e a livello internazionale rappresentiamo molto di quello che il turista estero si aspetta dall’Italia. Lo abbiamo sfruttato per tanto tempo e continuiamo a farlo, è una sorta di promozione gratuita, ma andare avanti solo con questa presunzione non può bastare. Ci sono tanti posti in Italia con meno potenziale, ma con numeri molto più grandi, quindi alla domanda ti rispondo che non è vero che altri approfitteranno della situazione sfavorevole che si presenterà, questa cosa succede già da anni.</p>
<p><strong>Quindi il Coronavirus accentuerà problemi che già esistevano?<br />
</strong>Ecco, credo che il punto sia questo. Guardiamo la nostra realtà, la maggior parte degli operatori non conosce internet e siamo nell’epoca del digitale. Se si parla di marketing, di social, molti cadono dalle nuvole ma è normale sia così considerando che molti operatori turistici hanno 60/70 anni, della serie “Chi me lo fa fare”.<br />
Ci vorrebbero i giovani desiderosi, però per fare questo ci vuole anche un reddito.<br />
Miracoli non credo che si faranno, credo che si ripartirà da dove ci eravamo lasciati, da tutti gli schemi che avevamo prima del virus, speriamo sia sufficiente. Chi ha dimestichezza il suo lo fa e lo farà, bisognerebbe trascinare e aiutare, lasciare che si affidino a qualcuno, portarli dentro un sistema più collaudato.</p>
<p><strong>Ci sono già le basi per costruire qualcosa, indipendentemente dal Coronavirus?<br />
</strong>A livello locale qualcosina si sta facendo, mi viene in mente l’Associazione Futuro della quale faccio parte. Avevamo anche avviato un corso per operatori molto interessante poi interrotto. Si sta cercando di creare piano piano una bella collaborazione tra le aziende del territorio. È una sfida poiché tutti lavoriamo ma il collaborare è diverso, vuol dire faccio il mio ma tengo conto anche di quello che fanno gli altri intorno a me. Abbiamo avviato un progetto molto interessante chiamato “Pitigliano Tuscany Experience”, con l’obbiettivo di racchiudere tutte le realtà produttive del territorio convogliandole sotto un marchio comune per un’offerta turistica connessa, mettere tutto insieme in un brand facilmente riconoscibile.<br />
É una sfida ma oggi il mercato premia chi ha assunto un’identità precisa che può essere sia regionale o di un territorio più circoscritto che arrivi alla mente del turista. L’obbiettivo del progetto è proprio questo un’esperienza di 1-2-3-giorni nel nostro territorio. Nessuno è un’isola e abbiamo tutti bisogno uno dell’altro.</p>
<p><strong>Quindi dici di puntare ancora sulla nostra identità?</strong><br />
Penso di si, sul senso di comunità che in questo periodo va tanto di moda.<br />
Bisogna sfruttarlo ora più che mai senza aspettarsi miracoli dall’alto. Dovremo rimboccarci le maniche e andare avanti.<br />
Cerchiamo di capire le direzioni. Sotto questo aspetto con l’associazione sono stati fatti passi interessanti, almeno ci si parla, non è la soluzione a tutto ma la cooperazione ci permette di comprendere alcuni punti deboli ed è sempre un motivo di crescita. Stanno entrando anche strutture di altri comuni, il che è ancora più importante, una sfida più grande ma sicuramente più stimolante. Per concludere se mi passi la citazione “Mi accontenterei di arrivare, non di arrivare per primo”.</p>
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		<title>Parliamo di turismo con Tiziana Babbucci</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Feb 2018 17:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si abusa spesso nei nostri paesi del termine “Turismo”. A farlo sono i soggetti più disparati, le istituzioni, gli operatori stessi, gli addetti ai lavori. Cos’è e cosa dobbiamo realmente aspettarci da questo settore? Nelle scorse settimane abbiamo incontrato Tiziana Babbucci giovane imprenditrice soranese che in questo settore lavora ogni giorno. Con il suo “Terre del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="  wp-image-1912 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/02/intervis-400x208.jpg" alt="intervis" width="402" height="209" />Si abusa spesso nei nostri paesi del termine “Turismo”. A farlo sono i soggetti più disparati, le istituzioni, gli operatori stessi, gli addetti ai lavori. Cos’è e cosa dobbiamo realmente aspettarci da questo settore? Nelle scorse settimane abbiamo incontrato Tiziana Babbucci giovane imprenditrice soranese che in questo settore lavora ogni giorno.<br />
Con il suo “Terre del Tufo Travel &amp; Tours” ha creato un tour operator innovativo, una figura diversa rispetto a quello che offriva il territorio in passato. Una chiacchierata a trecentosessanta gradi non solo sulla sua attività ma anche sul termometro turistico delle nostre zone. Prospettive (tante), problematiche (vedi prospettive) e soluzioni, offerte da una ragazza che crede ancora nel nostro territorio.</p>
<p><strong>Presentati, di cosa si occupa la tua attività?</strong><br />
Terre del Tufo è un piccolo tour operator che nasce nell’aprile 2016 con l’idea di promuovere e valorizzare principalmente il nostro territorio, dall’Amiata alla Tuscia. Il lavoro da fare sul territorio è in divenire: ogni giorno nascono nuove collaborazioni con strutture ricettive, guide turistiche ed ambientali, professionisti del settore per creare un prodotto che possa rispondere sempre meglio alle esigenze di chi visita la nostra zona. È anche l’unica realtà nel comprensorio che offre anche servizi di agenzia di viaggi (dalle vacanze, alle crociere, alla biglietteria).</p>
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/02/Intervista-.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1913 alignleft" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/02/Intervista--400x300.jpg" alt="Intervista" width="400" height="300" /></a><strong>E Tiziana Babbucci chi è?<br />
</strong>Tiziana Babbucci è una ragazza che dopo anni lontano da casa per studio- prima lingue a Perugia, un anno in Inghilterra per perfezionare l’inglese, poi un master a Roma in Management del Turismo- ha deciso di tornare alle origini per lavorare sul territorio e per il territorio. È faticoso? Assolutamente sì. A volte mi chiedo “Ma chi me l’ha fatto fare”? Assolutamente sì! Ma non mollo. Vado avanti con l’idea che collaborando tutti insieme, possiamo far crescere e maturare la nostra filiera turistica al fine di creare un prodotto turistico vendibile.</p>
<p><strong>Turismo, una parola spesso usata senza troppo sapere realmente di cosa si parli nelle nostre zone, facciamo un po&#8217; il punto della situazione.<br />
</strong>Dati statistici alla mano, possiamo dire che il territorio delle colline del Fiora negli ultimi anni ha visto la domanda turistica crescere gradualmente. Senza dubbio le motivazioni che spingono il turista a trascorrere le proprie vacanze in questa area sono sicuramente legate alle eccellenze enogastronomiche, al vasto patrimonio storico, culturale e naturalistico. Di recente ho parlato con alcuni operatori e confrontando i dati sulle presenze si nota che il nostro (come già sappiamo) è un territorio particolarmente soggetto alla stagionalità, quindi i turisti vi si concentrano maggiormente durante la bella stagione, mentre scelgono altre mete durante l&#8217;inverno. Inoltre in media non si soffermano per più di 3 notti, indipendentemente dal fatto che siano italiani o stranieri. Certamente il turismo che ci interessa è quello di tipo slow: una modalità di turismo che pone la qualità al primo posto e che considera il viaggio un importante strumento di conoscenza e confronto e che permette di entrare ogni giorno, in un modo non vincolante, in contatto con la storia, le tradizioni di un territorio e la sua cultura materiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quindi quali sono le problematiche principali?</strong><br />
La frammentata offerta turistica e la difficoltà nel reperire informazioni dettagliate che permettano al viaggiatore che ancora sta decidendo la destinazione della sua prossima vacanza, fanno sì che anche se la scelta dovesse ricadere sul nostro territorio, di sicuro non prenoterà per una settimana. Questo perché proprio per la mancanza di informazioni (parlo di un sito di destinazione da consultare prima di recarsi qui, ma anche di materiale cartaceo da poter consultare una volta arrivato in loco) il turista non sa che cosa fare e che cosa visitare. Mentre il nostro punto di forza è l&#8217;essere vicini ad importanti punti di interesse come le terme di Saturnia, il Monte Amiata, il lago di Bolsena, tutte raggiungibili in breve tempo in macchina. Ed è prima di tutto su un concetto più ampio di destinazione che dobbiamo pensare se vogliamo superare il problema della stagionalità. In secondo luogo è necessario avere un calendario degli eventi ben definito già all&#8217;inizio dell&#8217;anno per permettere al viaggiatore di organizzarsi secondo i suoi interessi e perché no, magari ritornare se altri eventi successivi lo attraggono.</p>
<p><strong>Parliamo un po&#8217; di cultura turistica, secondo me un altro tasto dolente delle nostre zone, gli operatori se dovresti dare un voto, su che livello stiamo?<br />
</strong>Direi che raggiungiamo appena la sufficienza.  Ovviamente le eccezioni ci sono (per fortuna!) però in generale ho notato che purtroppo c&#8217;è una scarsa attitudine a fare rete tra operatori, a collaborare, a partecipare ad iniziative comuni. Siamo una piccola, piccolissima realtà con un ricchissimo patrimonio culturale, naturalistico ed enogastronomico: fare rete o creare un club di prodotto da racchiudere sotto un marchio ben identificabile, equivarrebbe a fare realmente la differenza, a far conoscere finalmente il nostro territorio con tutte le sue sfaccettature. A tal proposito ho un progetto, ma è ancora in fase embrionale, non posso svelare nulla.</p>
<p><strong>Cosa ti aspetti dal futuro sia per l&#8217;attività che per il settore quali prospettive vedi basandosi anche sulle nostre amministrazioni?</strong><br />
In generale sono una persona che cerca di vedere sempre la parte positiva, anche quando le cose non vanno particolarmente bene. Quindi mi sento di dirti che ci vorrà tempo, ma riusciremo a far crescere il territorio e gli operatori per quanto riguarda il comparto turistico. Le amministrazioni mi sembrano molto più intente a collaborare rispetto agli anni precedenti e questo già è un grande passo avanti. Sicuramente dobbiamo iniziare a promuoverci insieme, come un&#8217;unica destinazione. Al turista non interessano le divisioni territoriali: può dormire a Sorano e visitare Pitigliano, mangiare a Manciano e fare il bagno alle terme di Saturnia; ha attraversato 3 comuni, ma non lo sa e non gli interessa. Quello che vede e percepisce è una destinazione unica. Ed è quello che dovremmo vedere anche noi come cittadini e come operatori. Quindi per quanto riguarda la mia attività continuerò innanzitutto a proporre nelle fiere italiane ed internazionali il nostro territorio, alcuni operatori locali mi hanno già contattata per essere presenti con il loro materiale che porterò molto volentieri. Poi sicuramente trasformerò quelle che al momento sono idee in progetti concreti coinvolgendo le amministrazioni e gli operatori turistici. Spero che questi vengano accolti positivamente e che possiamo crescere insieme al fine di promuovere e vendere una destinazione unica nel suo genere.</p>
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		<title>Filetti d’anatra in crosta di pistacchi</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Oct 2017 15:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Locanda del Pozzo Antico]]></category>
		<category><![CDATA[aziende del territorio]]></category>
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<div class="column">
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/10/Schermata-2017-10-30-alle-16.52.52.png"><img class="  wp-image-1654 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/10/Schermata-2017-10-30-alle-16.52.52-400x222.png" alt="Schermata 2017-10-30 alle 16.52.52" width="488" height="271" /></a><em>Da quando abbiamo aperto nel 2007 abbiamo sempre avuto il desiderio di inserire un piatto a base d’anatra in quanto oltre ad incuriosirci come tipo di carne e come sapore, era un piatto un pò al di fuori dei canoni della ristorazione popolare locale.</em><br />
<em>Inizialmente abbiamo fatto diversi tentativi prima di inserirla in menu accompagnata dai pistacchi, uno su tutti i pinoli come per il coniglio, ma il piatto rimaneva sempre un po’ forte per via del sapore della carne. </em><br />
<em>A quel punto abbiamo optato per un&#8217;impanatura classica realizzata con i pistacchi tritati, la carne scottata in padella accompagnata con grandi fette di arancia, sale, pepe e olio. Questo piatto è stato una scommessa e l’amore per l’anatra è confermato anche dai nostri primi dove infatti troviamo il ragù per la pasta. La ricetta di questi filetti con pistacchi è una delle più richieste da parte dei clienti che magari poi la provano a casa proprio con la nostra impanatura, è molto apprezzata nel locale sia dagli abitudinari che dai nuovi clienti.<br />
</em><br />
Elisa</p>
</div>
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</div>
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		<title>Anche Pitigliano nel progetto PortArgentario</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jul 2017 14:05:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pitigliano. Un primo importante risultato messo a segno dalla Giunta di Pitigliano, guidata dal sindaco Giovanni Gentili: il Comune entra a far parte del progetto PortArgentario. La Giunta ha formalizzato in questi giorni l’adesione. “Siamo entusiasti di entrare nell’interessante circuito di PortArgentario – afferma il sindaco di Pitigliano Giovanni Gentili – per la promozione del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/02/1458932377_6.jpg"><img class=" size-medium wp-image-773 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/02/1458932377_6-400x300.jpg" alt="Pitigliano panoramica" width="400" height="300" /></a>Pitigliano. Un primo importante risultato messo a segno dalla Giunta di Pitigliano, guidata dal sindaco Giovanni Gentili: il Comune entra a far parte del progetto PortArgentario. La Giunta ha formalizzato in questi giorni l’adesione.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">“Siamo entusiasti di entrare nell’interessante circuito di PortArgentario – afferma il sindaco di Pitigliano <span class="_4yxo">Giovanni Gentili</span> – per la promozione del nostro territorio nel mercato internazionale delle navi da crociera di piccole e grandi dimensioni. I porti sono una privilegiata porta di accesso dei turisti italiani e stranieri per i comuni dell’entroterra. Ne siamo convinti e lavoreremo per trarre il massimo vantaggio da questa collaborazione. Se è vero che quello nautico è un turismo mordi e fuggi, diciamo che a noi piace il turismo mordi e fuggi e lo accogliamo a braccia aperte, perché porta comunque sul territorio risorse utili, soprattutto se gestito all’interno di un progetto che genera un flusso continuo e regolare di turisti”. “Pitigliano ha un certo appeal – continua il sindaco <span class="_4yxo">Giovanni Gentili</span> – ma le mode passano e non possiamo fare affidamento solo sul fatto di piacere adesso. Il nostro obiettivo è quello di garantire una strategia di promozione turistica ben strutturata e articolata in grado di rilanciare e sostenere Pitigliano come meta turistica nel lungo periodo”.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">“Rientra in questa nostra strategia l’adesione a PortArgentario e l’idea di entrare a far parte del distretto turistico interregionale dell’Etruria meridionale – conclude il sindaco <span class="_4yxo">Giovanni Gentili</span> &#8211; per il quale formalizzeremo la nostra richiesta entro il 31 luglio. Per la centralità che riveste il nostro territorio da un punto di vista geografico rispetto alle altre aree del distretto è evidente che non possiamo non farne parte. Sarebbe un grave errore. L’altro obiettivo a cui tengo molto, da perseguire insieme agli operatori turistici e alle associazioni locali, è quello di allungare la stagione con una corretta programmazione degli eventi e con un’accoglienza ben organizzata per accogliere al meglio i turisti a Pitigliano anche in inverno”.</div>
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		<title>Presentato il progetto Vetta–Mare</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Mar 2017 18:17:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ecco nel dettaglio il percorso di mobilità dolce che lega l’Amiata a Porto Ercole Unire la montagna al mare. Unire l’Amiata a Porto Ercole. Si chiama “Vetta–Mare” l’ambizioso progetto, in programma dal 21 aprile al 1 maggio, firmato dal Comune di Manciano, in collaborazione con i Comuni di Arcidosso, Castel del Piano, Santa Fiora, Castell’Azzara, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ecco nel dettaglio il percorso di mobilità dolce che lega l’Amiata a Porto Ercole</strong></p>
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/03/Loc-Vetta-Mare.jpg"><img class="  alignleft wp-image-983 size-medium" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/03/Loc-Vetta-Mare-283x400.jpg" alt="Loc Vetta Mare" width="283" height="400" /></a>Unire la montagna al mare. Unire l’Amiata a Porto Ercole. Si chiama “Vetta–Mare” l’ambizioso progetto, in programma dal 21 aprile al 1 maggio, firmato dal Comune di Manciano, in collaborazione con i Comuni di Arcidosso, Castel del Piano, Santa Fiora, Castell’Azzara, Sorano, Capalbio, Monte Argentario ed Orbetello, presentato questo pomeriggio in occasione del Maremma Coast to Coast, che mette al centro dell’interesse turistico ed economico l’escursionismo e il cicloturismo, due attività protagoniste dei flussi turistici nazionali e internazionali che hanno, in provincia di Grosseto, fortissime opportunità di crescita. I Comuni del territorio, da tempo, sono impegnati in attività di analisi e progettazione di sistemi di sentieri, ippovie e ciclovie, per costituire un’infrastruttura di sistema da poter promuovere fuori dei confini regionali. Il percorso di 151 chilometri, suddiviso in sette tappe, che attraversa alcuni dei luoghi più belli e importanti della Maremma dal punto di vista storico, ambientale e naturalistico è suddiviso in tratte di circa 15-20 chilometri l’una e sono percorribili giornalmente da un camminatore o ciclista di livello medio. Il tracciato, con l’utilizzo di strade bianche e sentieri, attraversa e coinvolge tutte le realtà e le emergenze culturali, paesaggistiche, gastronomiche maremmane. E’ possibile strutturare il percorso in modo completamente autonomo, decidendo la lunghezza delle tappe e dove fermarsi per i pernottamenti. Sono molti, infatti, i paesi e le strutture presenti nel tracciato. Nel dettaglio: il punto di partenza del percorso è la vetta del Monte Amiata a 1738 s.l.m (Sir, sito di interesse regionale). Scendendo dalla vetta, il primo paese che si incontra è Castel del Piano centro storico medievale, paese conosciuto per le eccellenti produzioni di vino Montecucco Doc, per l’olio Dop di Olivastra e per il famoso Palio, corsa con cavalli cavalcati a pelo che si svolge ogni anno nel periodo di luglio. Si prosegue poi per Arcidosso, altro importante centro storico medievale che mantiene ancora intatto e visitabile il castello Aldobrandesco, all’interno del quale c’è una splendida mostra sul personaggio di Davide Lazzaretti denominato il Cristo dell&#8217;Amiata. Di fronte al castello, il museo dedicato alla comunità Dzogchen di Merigar West, centro Tibetano tra i più importanti d&#8217;Europa. Si prosegue per Santa Fiora, inserito fra i borghi più belli d’Italia e bandiera arancione del Touring Club, centro storico conosciuto per essere stato la dimora della famiglia comitale degli Aldobrandeschi nel periodo medievale e successivamente degli Sforza, nel periodo rinascimentale. Ad oggi rimangono le vestigia del Castello con i resti di antiche mura, torri e fortificazioni e il palazzo Sforza Cesarini che oggi è la sede del Comune. Nel terziere del castello si trova la Pieve delle Sante Flora e Lucilla con all’interno la più importante collezione al mondo per quantità di terrecotte Robbiane e nella parte bassa del paese, nel terziere di Montecatino si trovano le famose sorgenti del fiume Fiora che nascono dal parco della Peschiera, sorgenti che “dissetano” tutta la Maremma. Si prosegue successivamente per Castell’Azzara, dove si attraversano due delle riserve naturali della provincia di Grosseto con importanti specie botaniche autoctone: la riserva della Santissima Trinità e del Monte Penna. Da Castell’Azzara si prosegue per Sovana nel regno degli Etruschi, qui è possibile visitare il borgo con il duomo e il museo archeologico dove all’interno è conservato uno degli ultimi tesori di monete d’oro. Poco più avanti si trova il parco archeologico di Sovana, luogo unico al mondo, dove si possono percorrere le Vie Cave intagliate nel tufo e visitare le tombe monumentali di origine Etrusca. Attraversato il fiume Fiora, si sale a Poggio Murella dove lungo il percorso si trova un’antica cisterna romana “Castello Acquarum” e da qui si apre il panorama sulla Valle delle terme di Saturnia che è possibile raggiungere con 30 minuti di cammino. Arrivati alle terme, tra le più conosciute al mondo, è possibile rilassarsi, facendo un bagno nelle famose cascate del Mulino. Da qui, si può proseguire salendo su un tratto della Via Clodia fino a Porta Romana, per visitare il centro storico e il museo archeologico di Saturnia. Dopo Saturnia, si va in direzione di Montemerano, centro storico che fa parte dei Borghi più belli di Italia, noto per la sua piazza del castello e per la spettacolare chiesa di San Giorgio. Si prosegue poi verso Manciano, denominato la “Spia della Maremma”, per lo straordinario panorama che si vede dalla torre panoramica dalla Corsica al Gran Sasso e conosciuto per il suo museo di preistoria. La rocca, la torre e il museo sono visitabili gratuitamente. Da Manciano, si scende verso il mare dove è possibile visitare il Giardino dei Tarocchi, parco con sculture di arte contemporanea, per poi arrivare al borgo di Capalbio. Passando per la Feniglia, si arriva a Porto Ercole luogo incantevole per trascorrere giorni di vacanza in un’atmosfera familiare tipica della Maremma. Sui colli circostanti si nota l’imponente presenza delle fortezze spagnole e della rocca Aldobrandesca che svetta sul porticciolo e chiude tutto il percorso tematico. Il percorso può essere fatto sia a piedi che in bicicletta con tempi che vanno dai due (per i più allenati), ai sei giorni e nei punti più complicati e con presenza di criticità, è possibile proseguire per strade provinciali parallele al percorso. Per chi vuole viaggiare con calma e godersi il territorio al massimo, è possibile utilizzare strade comunali o provinciali poco frequentate. Dichiarazioni: “Questo percorso – parla il sindaco di Manciano, Marco Galli – ha come obiettivo di far conoscere la nostra terra, come mia prima l’aveva presentata, per le sue qualità. La Maremma è caratterizzata dalla montagna e dal mare e attraverso questo progetto vengono esaltate a pieno le caratteristiche di questo territorio, incontaminato, unico nel suo genere. La Maremma è un brand che deve essere promosso e la nostra amministrazione comunale si impegna da anni per potenziare ciò che di bello può offrire questa terra, creando opportunità a chi ci vive, dal punto di vista turistico ed economico”. “E’ una grande emozione &#8211; spiega l’assessore al Turismo del Comune di Manciano, Giulio Detti &#8211; presentare il percorso Vetta-Mare. In tempi record siamo riusciti a completare il tracciato, con la relativa cartellonistica, offrendo ai turisti un bel prodotto per la prossima stagione. Ringrazio gli otto comuni per la collaborazione e i colleghi assessori che hanno sempre seguito con grande entusiasmo il progetto”.</p>
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		<title>Manciano, triplicate le presenze ai musei del territorio</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2017 10:35:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Boom di visitatori nel 2016 al Museo di Preistoria e Protostoria della Valle del Fiora e al Museo Archeologico di Saturnia Un 2016 pieno di soddisfazione per il Comune di Manciano che registra numeri da record di affluenza ai musei del territorio. Per quanto riguarda il Museo di Preistoria e Protostoria della Valle del Fiora [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Boom di visitatori nel 2016 al Museo di Preistoria e Protostoria della Valle del Fiora e al Museo Archeologico di Saturnia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un 2016 pieno di soddisfazione per il Comune di Manciano che registra numeri da record di affluenza ai musei del territorio. Per quanto riguarda il Museo di Preistoria e Protostoria della Valle del Fiora si è passati a 826 visitatori nel 2014, a 1.234 nel 2015 e 3.620 nel 2016. Un vero boom di presenze che testimoniano l’importante lavoro svolto dalle istituzioni che programmando attività interessanti hanno potenziato il patrimonio museale. Bel risultato anche per il Museo Archeologico di Saturnia: da 451 presenze nel 2014, a 521 nel 2015 e 1.179 nel 2016. Anche in questo caso, a Saturnia è stata registrata un’affluenza importante, cresciuta negli anni, grazie alla pianificazione delle attività aperte a un ampio target di persone: a scolaresche, giovani, famiglie e bambini. In totale, nel comune di Manciano sono state registrate, nel 2014 1.277 presenze, nel 2015 1.447 e nel 2016 4.799. “La programmazione della stagione – spiega l’assessore al Turismo del Comune di Manciano, Giulio Detti &#8211; passa sempre dall’analisi dei dati. Nel 2016 abbiamo fatto un gran lavoro sui musei, con molte attività innovative di valorizzazione. Le presenze sono triplicate. Ora con il restauro di Saturnia faremo un ulteriore salto di qualità. I risultati che stiamo ottenendo &#8211; conclude l’assessore &#8211; sono frutto di anni di programmazione e lavoro, sia per la riuscita del prodotto finale, sia per la sua promozione, in completa sinergia con la Rete museale provinciale. La strada è tracciata e continueremo a percorrerla”.</p>
<p><img class="  alignnone wp-image-742 size-full" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/02/Museo-1.jpg" alt="Museo Manciano" width="960" height="540" /></p>
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		<title>Manciano-Presentazione bandi regionali per le aziende</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 15:41:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Domani 16 febbraio, alle ore 16, al Nuovo Cinema di Manciano incontro pubblico per le micro, piccole e medie imprese. Domani pomeriggio 16 febbraio, alle ore 16, al Nuovo Cinema di Manciano, gli assessorati all’Ambiente e al Turismo del Comune di Manciano, hanno organizzato un incontro rivolto alle aziende del territorio comunale per presentare i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright wp-image-726 size-medium" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/02/Vista-Manciano-400x300.jpg" alt="Vista Manciano" width="400" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Domani 16 febbraio, alle ore 16, al Nuovo Cinema di Manciano incontro pubblico per le micro, piccole e medie imprese.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Domani pomeriggio 16 febbraio, alle ore 16, al Nuovo Cinema di Manciano, gli assessorati all’Ambiente e al Turismo del Comune di Manciano, hanno organizzato un incontro rivolto alle aziende del territorio comunale per presentare i bandi regionali per il sostegno alle micro, piccole e medie imprese per l’acquisizione di servizi. “La Regione Toscana – spiegano Antonio Camillo e Giulio Detti, rispettivamente assessore all’Ambiente e assessore al Turismo e Commercio del Comune di Manciano &#8211; ha recentemente pubblicato un bando regionale per il sostegno alle piccole e medie imprese per l’acquisizione di servizi per l’innovazione. Il bando è diviso in due linee di intervento: la linea A, ‘Sostegno alle Mpmi per l’acquisizione di servizi per l’innovazione’ è rivolta a singole imprese o aggregazioni e per l’acquisizione di due servizi al massimo; la linea B ‘Sostegno a progetti innovativi strategici o sperimentali’ è rivolta ad aggregazioni di imprese e per l’acquisto di più servizi. Per illustrare i bandi, che l’amministrazione considera un’opportunità di grandissimo interesse per le realtà produttive del territorio, è stata organizzata una presentazione ad hoc tenuta dalla professoressa Francesca Papini, docente del dipartimento di Economia dell’Università di Firenze ed esperta nel settore del turismo. I tempi ristretti sono giustificati dalla scadenza ravvicinata per la presentazione delle domande da parte delle imprese e dalla disponibilità della relatrice”.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Mangiando al Pozzo</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2017 09:13:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il racconto che segue è tratto dalla prefazione dal libro &#8220;Mangiando al Pozzo&#8221; una piccola raccolta di &#8220;Storie di cucina&#8221; scritte in prima persona dai protagonisti delll&#8217;omonimo locale &#8220;Locanda del Pozzo Antico&#8221; situato nel centro storico di Pitigliano; uno degli ospiti del nostro giornale online.   La cucina è un’arte e come tale nasce dall’ispirazione dei suoi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il racconto che segue è tratto dalla prefazione dal libro &#8220;Mangiando al Pozzo&#8221; una piccola raccolta di &#8220;Storie di cucina&#8221; scritte in prima persona dai protagonisti delll&#8217;omonimo locale &#8220;Locanda del Pozzo Antico&#8221; situato nel centro storico di Pitigliano; uno degli ospiti del nostro giornale online.  </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/02/DSC4962.jpg"><img class="  wp-image-647 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/02/DSC4962-400x267.jpg" alt="_DSC4962" width="497" height="332" /></a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La cucina è un’arte e come tale nasce dall’ispirazione dei suoi protagonisti.<br />
</em><em>Quando si cucina per gli altri esistono una serie di norme, di dinamiche, di tempi che bisogna per forza rispettare, ma alla base di tutto rimane sempre quell’elemento portante che è la passione.<br />
Quando iniziammo questa avventura nel 2007 non avevamo certezze,<br />
</em><em>fu solo una proposta grazie alla quale decidemmo di “trasferire” la nostra famiglia alla Locanda Pozzo Antico.<br />
Di trasferimento si trattava poiché, essendo un locale a gestione famigliare significava andarci a vivere portandoci dietro tutto </em><em>quello che succedeva nella cucina di casa: esperienze, storie, aneddoti, qualche inevitabile discussione e tanto altro ancora. </em><em>L’idea era quella di andarsi a inserire in un mercato da non professionisti e di accontentare un po’ tutti i palati a trecentosessanta gradi, mescolare i piatti tipici della tradizione con piatti innovativi e frizzanti, qualche esperimento, alcune passioni che venivano da casa ed esporre tutto ciò ai nostri clienti.<br />
</em><em>C’era e c’è la convinzione che i soli piatti della tradizione locale avrebbero alla </em><em>lontana stufato e una cucina totalmente innovativa poteva essere un rischio troppo grande, ma soprattutto c’era quest’idea, questa voglia della “Famiglia al Pozzo” che si portava dietro un po’ tutto. <img class="  wp-image-668 alignleft" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/02/14289996_1160892653959203_9189430795218197467_o-400x400.jpg" alt="14289996_1160892653959203_9189430795218197467_o" width="438" height="438" /><br />
Così oggi dopo dieci anni di ristorazione la nostra famiglia si è notevolmente allargata: noi siamo in quattro, i nostri dipendenti che fanno parte di essa, i clienti fissi, gli amici quelli che vengono a mangiare quasi quotidianamente e ci sono infine i turisti veri.<br />
</em><em>Siamo veramente in tanti, il tentativo di far colpo un po’ su tutti ci auguriamo sia riuscito in pieno.<br />
In questa rubrica a puntate che abbiamo deciso di aprire grazie  al &#8220;Nuovo Corriere del Tufo&#8221; racconteremo di volta in volta le nostre storie legate ai piatti, gli aneddoti, gli eventi e tanto altro.<br />
</em><em>Sarà solo un &#8220;assaggio&#8221; per scoprire la varietà della nostra cucina i particolari del nostro locale e molto altro, tutto in maniera non convenzionale, una chiacchierata tra amici e soprattutto un invito a voi per venire a conoscere la nostra grande famiglia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il Pozzo</em></p>
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		<title>Dall’Amiata a Porto Ercole, completata la cartellonistica del progetto Vetta-Mare</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2017 15:32:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Itinerario di 136 chilometri, suddiviso in sette tappe, che attraversa alcuni dei luoghi più belli e importanti della Maremma E’ stata completata la cartellonistica del progetto “Vetta-Mare”, il percorso di 136 chilometri, suddiviso in sette tappe, che attraversa alcuni dei luoghi più belli e importanti della Maremma dal punto di vista storico, ambientale e naturalistico, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Itinerario di 136 chilometri, suddiviso in sette tappe, che attraversa alcuni dei luoghi più belli e importanti della Maremma</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">E’ stata completata la cartellonistica del progetto “Vetta-Mare”, il percorso di 136 chilometri, suddiviso in sette tappe, che attraversa alcuni dei luoghi più belli e importanti della Maremma dal punto di vista storico, ambientale e naturalistico, ideato dal Comune di Manciano, ente capofila e sostenuto dai comuni di Arcidosso, Castel del Piano, Santa Fiora, Castell’Azzara, Sorano, Capalbio, Monte Argentario e Orbetello. Il progetto ha come scopo di unire la montagna al mare, dall’Amiata a Porto Ercole, e mette al centro dell’interesse turistico ed economico l’escursionismo e il cicloturismo, due attività protagoniste dei flussi turistici nazionali e internazionali che hanno, in provincia di Grosseto, fortissime opportunità di crescita. I Comuni del territorio, da tempo, sono impegnati in attività di analisi e progettazione di sistemi di sentieri, ippovie e ciclovie, per costituire un’infrastruttura di sistema da poter promuovere fuori dei confini regionali. Le tratte sono di circa 15-20 chilometri l’una e sono percorribili giornalmente da un ciclista di livello medio. “In tempi record – spiega l’</span><strong style="text-align: justify;">assessore al Turismo del Comune di Manciano, Giulio Detti</strong><span style="text-align: justify;"> &#8211; siamo riusciti a completare la cartellonistica del percorso Vetta &#8211; Mare. Ringrazio i miei uffici e tutti gli altri enti per la collaborazione. Abbiamo fatto un lavoro di squadra lungimirante, dimostrando la voglia di sviluppare progetti di area. Questo è un progetto che pone le basi per lo sviluppo del nostro territorio, la nostra amata Maremma. Ora siamo pronti per la stagione primavera-estate 2017, mettendo in moto la macchina promozionale”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/02/unnamed-2.jpg"><img class="  wp-image-686 aligncenter" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/02/unnamed-2-400x225.jpg" alt="unnamed-2" width="525" height="295" /></a></p>
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