<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il Nuovo Corriere del Tufo &#187; Farnese</title>
	<atom:link href="https://www.nctufo.it/notizie/farnese/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nctufo.it</link>
	<description>Manciano · Pitigliano · Sorano</description>
	<lastBuildDate>Thu, 03 Sep 2026 10:58:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Pinocchio a Farnese: resoconto di una giornata indimenticabile</title>
		<link>https://www.nctufo.it/pinocchio-a-farnese-resoconto-di-una-giornata-indimenticabile/</link>
		<comments>https://www.nctufo.it/pinocchio-a-farnese-resoconto-di-una-giornata-indimenticabile/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2019 10:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luca Federici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Città invisibili]]></category>
		<category><![CDATA[Città Invisibili]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Farnese]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Federici]]></category>
		<category><![CDATA[Pinocchio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nctufo.it/?p=2377</guid>
		<description><![CDATA[&#8211; Che mestiere hai detto che fa il tuo babbo? &#8211; Il povero! &#8211; E quanto guadagna a fare il povero? &#8211; Guadagna tanto da non avere mai un centesimo in tasca! &#8211; Oh come fa a campare? -Per comprarmi l&#8217;abbecedario ha venduto la su casacca, che fra toppe e rammendi era tutto una piaga&#8230;hai [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2019/01/2.jpg"><img class="  wp-image-2378 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2019/01/2-400x290.jpg" alt="2" width="418" height="303" /></a>&#8211; Che mestiere hai detto che fa il tuo babbo?<br />
&#8211; Il povero!<br />
&#8211; E quanto guadagna a fare il povero?<br />
&#8211; Guadagna tanto da non avere mai un centesimo in tasca!<br />
&#8211; Oh come fa a campare?<br />
-Per comprarmi l&#8217;abbecedario ha venduto la su casacca, che fra toppe e rammendi era tutto una piaga&#8230;hai capito?<br />
(&#8230;.)<br />
&#8211; Addio Pinocchio, ricordati di salutarmi il tu babbo e stai attento a non perdere quelle monete. Non farle vedere a nessuno, hai capito? E bada Pinocchio, non fidarti mai troppo di chi sembra buono e ricordati che c&#8217;è sempre qualcosa di buono in chi ti sembra cattivo&#8230;<br />
</em><em>Dialogo tra Pinocchio e Mangiafuoco</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>A Farnese l&#8217;aria è tersa, soffia spesso la tramontana. La nostra neve è sale industriale. Con l&#8217;acqua si scioglie e si impasta col fango. L&#8217;effetto è perfetto. </em><em>Restiamo a Farnese tutto aprile. Spero sempre che il tempo sia grigio; la fotografia è più morbida, più discreta. Eppoi Geppetto deve avere sempre freddo, s&#8217;è venduto la casacca; non ha la legna per scaldarsi. Gli alberi sono ancora spogli, la campagna è bellissima. Giriamo la fuga di Pinocchio, l&#8217;arresto di Geppetto, il suo interrogatorio, la ricerca di cibo da parte di Pinocchio, la catinellata d&#8217;acqua in testa.<br />
</em><em>Luigi Comencini. Note alla regia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2019/01/1.jpg"><img class="  wp-image-2379 alignleft" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2019/01/1-400x205.jpg" alt="1" width="488" height="250" /></a>Era il  mattino del primo  di  aprile del 1971 quando il regista Luigi Comencini e la sua troupe iniziarono le riprese di Pinocchio, una delle opere più significative e commoventi della cinematografia italiana. Tutto ebbe inizio in quei giorni di inizio primavera nel borgo dietro il convento a Sant’Umano, ai margini del borgo di Farnese, in provincia di Viterbo. Un luogo che rappresentava (e che rappresenta ancora) la viva esigenza del regista di raccontare una storia intrisa di verismo, drammaticità e buoni sentimenti. Comencini ebbe a descrivere il borgo  in questo modo: <em>le stalle di Farnese sono cubi di tufo a schiera, degradanti lungo una strada in discesa: forme geometriche perfette. &#8220;Nessun edificio abitato dall&#8217;uomo &#8211; mi ha detto Gherardi &#8211; avrebbe questa drammaticità, questa purezza di linee &#8220;. </em>Ci sono giornate fuori dal tempo che ciclicamente rivivono in quei luoghi che neanche il passare degli anni è riuscito a mutare.  Il borgo di Farnese, perla dell’Alta Tuscia a pochi passi dalla Toscana, è uno di quei posti intrisi di ricordi e di poesia che rivelano, a chi li sa cercare, meraviglie per gli occhi e per il cuore. Domenica 11 novembre oltre 150 persone hanno assistito e al contempo partecipato attivamente allo spettacolo itinerante “<em>Farnese il Paese di Pinocchio</em>”, una rievocazione en plen air delle scene del film di Comencini, ambientate nei luoghi esatti dove furono girate nel 1971. La compagnia teatrale Giorgio Zerbini insieme al gruppo folk i MistiCanti Popolari hanno incantato e commosso  la folla con un tourbillon emozionale iniziato al mattino  proprio nel borgo in località Sant’Umano. Lo spettacolo itinerante ha avuto inizio proprio con la scena di apertura dello sceneggiato originale, ovvero l’arrivo degli artisti di strada,  con il gatto e la volpe che presentano lo spettacolo di Mangiafuoco: <em>&#8211; Nonnina, in quanti siete in questo paese? &#8211; Duecento anime, una ventina di somari, cento ottanta pecore e due falegnami.</em>  Poi gli artisti hanno riproposto la scena di Geppetto che crea il burattino, divenuto poi bambino, in un crescendo di emozioni tra musica e recitazione. Terminata la prima parte dello spettacolo tutti i partecipanti hanno goduto di un bel pranzo nel  chiostro del Monastero di San Rocco, location di particolare bellezza, dove i MistiCanti Popolari hanno suonato e cantato dei pezzi tradizionali del centro Italia. Il pomeriggio è proseguito negli altri set del film: l’edificio scolastico, dove Pinocchio si reca finendo però per marinare la scuola, e dove successivamente Geppetto insieme a mastro Ciliegia cercano Pinocchio inutilmente, per poi improvvisamente vedere un bambino con in mano l&#8217;abbecedario pagato con la sua casacca e scoprire che è andato al teatrino di Mangiafuoco. Sul tema della “birichinata” intonato dai MistiCanti Popolari l’intera carovana di gente si è poi spostata sulla scena successiva, ai lavatoi, dove Pinocchio viene inseguito per aver rubato un pezzo di formaggio, mentre i carabinieri portano via Geppetto. Di seguito la compagnia teatrale Zerbini ha rievocato la scena in cui Pinocchio affamato chiede  in elemosina un tozzo di pane bussando alla porta di un vicino, che si affaccia alla finestra e invece di regalargli del pane gli tira una padellata d’acqua.<br />
<a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2019/01/4.jpg"><img class=" size-medium wp-image-2380 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2019/01/4-400x244.jpg" alt="4" width="400" height="244" /></a>A questo punto l’ultima camminata ha portato tutti i partecipanti sul luogo della scena finale dello spettacolo, la caserma dei carabinieri, girata all’interno dell’androne di palazzo Farnese, dove gli attori hanno recitato delle toccanti letture e i Misticanti Popolari hanno cantato e suonato la Canzone di Geppetto, in un momento catartico che ha commosso il pubblico presente. Questa giornata indimenticabile ha potuto prendere vita grazie all’impegno incondizionato del sindaco e dell’amministrazione comunale di Farnese, in particolare dell’assessore Francesco Alloro, in collaborazione con la Pro loco, con i ragazzi della protezione civile, del parco naturale regionale Selva del Lamone e di Gianluca Fapperdue, che ha curato la diffusione pubblicitaria. Infatti l’evento sulle tracce di Pinocchio ha ottenuto una notevole affluenza di pubblico e un’altrettanto ampia risonanza sui social, rappresentando un successo su tutti i fronti. Inoltre il comune di Farnese ha in programma di conferire la cittadinanza onoraria ad Andrea Balestri (che nel film ha impersonato Pinocchio), alle figlie del regista Luigi Comencini e alla moglie di Nino Manfredi. Tanti gli eventi che il comune e la Pro Loco hanno realizzato in questo 2018, dalla Festa della Primavera alla Mostra dell’Artigianato, dalla prima edizione della rassegna “Tufo in Jazz” all’altro spettacolo en plein air “<em>Tiburzi un Brigante nel Lamone”, </em>ai quali susseguirà, nel periodo natalizio, la riproposizione all’interno del teatro cittadino dello spettacolo “<em>Farnese il paese di Pinocchio</em>”. La realizzazione di eventi culturali è un tassello importante nell’opera di promozione del territorio, e gli ottimi risultati raggiunti dalle iniziative realizzate nell’anno in corso hanno certamente  portato notevoli benefici e fatto conoscere il paese di Farnese a un pubblico sempre più esteso, fiduciosi che ogni anno a seguire si possa crescere sempre di più.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.nctufo.it/pinocchio-a-farnese-resoconto-di-una-giornata-indimenticabile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La magia del latte-l’Azienda Radichino si presenta attraverso le parole di Tonino Pira</title>
		<link>https://www.nctufo.it/la-magia-del-latte-lazienda-radichino-si-presenta-attraverso-le-parole-di-tonino-pira/</link>
		<comments>https://www.nctufo.it/la-magia-del-latte-lazienda-radichino-si-presenta-attraverso-le-parole-di-tonino-pira/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Jul 2017 15:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Elena Tiribocchi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Azienda Agricola Radichino]]></category>
		<category><![CDATA[aziende del territorio]]></category>
		<category><![CDATA[aziende Manciano]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia Pira]]></category>
		<category><![CDATA[Farnese]]></category>
		<category><![CDATA[Formaggi Pira]]></category>
		<category><![CDATA[Ischia di Castro]]></category>
		<category><![CDATA[Manciano]]></category>
		<category><![CDATA[Nonsolotufo]]></category>
		<category><![CDATA[Radichino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.nctufo.it/?p=1335</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Alla scoperta del caseificio agricolo Radichino, attraverso le parole di uno dei proprietari Tonino Pira. Una storia che parte dagli anni ’50 e dalla Sardegna e diventa un successo nella zona della Tuscia. Voi siete originari della Sardegna, da quanto tempo avete l’azienda qui nella zona? Mio padre arrivò qui dalla Sardegna negli anni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1336" style="width: 543px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/07/Radichino-2.jpg"><img class=" wp-image-1336" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/07/Radichino-2-400x267.jpg" alt="La famiglia Pira-Foto Andrea Mearelli" width="533" height="356" /></a><p class="wp-caption-text">La famiglia Pira-Foto Andrea Mearelli</p></div>
<p>Alla scoperta del caseificio agricolo Radichino, attraverso le parole di uno dei proprietari Tonino Pira. Una storia che parte dagli anni ’50 e dalla Sardegna e diventa un successo nella zona della Tuscia.</p>
<p><strong>Voi siete originari della Sardegna, da quanto tempo avete l’azienda qui nella zona?<br />
</strong>Mio padre arrivò qui dalla Sardegna negli anni ’50, più precisamente nel 1956. Arrivò con il vaporetto portandosi cavalli, pecore e una vacca. Passava da queste parti (Ischia di castro) per la transumanza e poi pian piano ha fatto arrivare tutta la famiglia. La mamma è arrivata dopo il loro matrimonio.</p>
<p><strong>E l’azienda poi come è nata?<br />
</strong>Mio padre si era molto legato al proprietario di questa terra, che era di Roma. Questo uomo si era affezionato, così aveva promesso al babbo che una volta interrotta la sua attività lo avrebbe aiutato a comprarla. E così è stato.</p>
<p><strong>Il nome dunque è una dedica a questo signore?</strong>Radichino era il suo soprannome e così abbiamo scelto di lasciare una dedica.</p>
<p><strong>E i primi passi quali sono stati?<br />
</strong>Nostro babbo aveva portato con sé tutte le conoscenze della tradizione casearia sarda e così pian piano ha insegnato il mestiere a tutti. Prima a nostra mamma e poi a noi figli. Lui aveva ripreso la lavorazione del Pecorino romano, come già faceva in Sardegna. Poi pian piano ci siamo allargati con il territorio e con le pecore.</p>
<p><strong>Siete una azienda attenta al prodotto di qualità e avete anche delle importanti certificazioni.<br />
</strong>Si, abbiamo la Dop Toscana e la certificazione BioAgricert – per la produzione dei prodotti biologici -. Inoltre mi fa piacere ricordare che collaboriamo con il Caseificio di Manciano al quale diamo una parte del nostro latte ed è importante perché questa collaborazione si basa proprio sulla qualità del prodotto.</p>
<div id="attachment_1337" style="width: 260px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/07/Pira-.jpeg"><img class="wp-image-1337 " src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/07/Pira--267x400.jpeg" alt="Pira" width="250" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Tonino Pira-Foto Andrea Mearelli</p></div>
<p><strong>Il prodotto di qualità ovviamente parte dall’alimentazione degli animali. Siete attenti a tutte le fasi della produzione.<br />
</strong>Certo. I nostri animali seguono una alimentazione giusta e biologica, è importante alimentarli bene. Inoltre è importante anche il fatto che vivono allo stato brado. Noi poi lavoriamo il latte e diamo vita a formaggi sia di pecora che di capra.</p>
<p><strong>E per quanto riguarda la crisi o la difficoltà in tanti settori, voi avete avuto cali?<br />
</strong>Non abbiamo avuto difficoltà. Basti pensare che abbiamo undici dipendenti. Importante è stato diversificare l’azienda e occuparci di cose diverse: il latte e la sua lavorazione, produzione di agnelli, il formaggio, la ristorazione, abbiamo anche 100 maiali e dei capretti.</p>
<p><strong>E avete anche altri segreti per far funzionare l’azienda così bene?<br />
</strong>Credo che il contatto con le persone sia fondamentale. È la nostra forza. Solo il 10 maggio scorso abbiamo organizzato la festa dei ristoranti con i quali collaboriamo e avevamo ben 90 chef, 350 persone come ospiti. E poi il fatto di avere una azienda tutta ben raccolta ci consente sempre di mostrarla nella sua interezza.</p>
<p><strong>Fate anche delle iniziative didattiche con le scuole…<br />
</strong>Si. Abbiamo avuto delle gite di bambini, ai quali facciamo fare il giro dell’azienda e mostriamo come si lavora il latte e come si ricava il formaggio. È molto bello vedere come loro rimangano stupiti ed emozionati dal vedere tutte le procedure. In verità anche gli adulti rimangono sempre estasiati di fronte alla lavorazione del latte.</p>
<p><strong>È una grande passione&#8230;<br />
</strong>La trasformazione del latte in formaggio è una delle cose più belle al mondo. Un miracolo. Sembra di tirare fuori l’anima del latte. Anche se lo lavoro ogni giorno per me è sempre una magia. La natura riesce sempre a stravolgerci.</p>
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/07/Radichino.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1345 alignleft" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/07/Radichino-400x267.jpg" alt="Radichino" width="400" height="267" /></a></p>
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/07/Radichino1.jpg"><img class="alignright wp-image-1343" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/07/Radichino1-400x267.jpg" alt="" width="400" height="267" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.nctufo.it/la-magia-del-latte-lazienda-radichino-si-presenta-attraverso-le-parole-di-tonino-pira/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
