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	<title>Il Nuovo Corriere del Tufo &#187; Arti geniali</title>
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	<description>Manciano · Pitigliano · Sorano</description>
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		<title>Il ritorno de “I Giubbonai”</title>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2025 12:48:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Bisconti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti geniali]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo anni di attesa, “I Giubbonai” tornano in scena con una nuova commedia dal titolo: “Aimmènu ‘na rosa”. Era il 1981 quando nella bottega di “Tonino i Barbiere”, nasce la Compagnia di Teatro amatoriale “I Giubbonai. Nasce così una meravigliosa storia fatta di teatro, di successi, di sfide, di risate e di momenti meno allegri, proprio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Dopo anni di attesa, “I Giubbonai” tornano in scena con una nuova commedia dal titolo: “Aimmènu ‘na rosa”.</em></strong></p>
<p>Era il 1981 quando nella bottega di <em>“Tonino i Barbiere”</em>, nasce la Compagnia di Teatro amatoriale “I Giubbonai. Nasce così una meravigliosa storia fatta di teatro, di successi, di sfide, di risate e di momenti meno allegri, proprio come succede in una famiglia. Nel tempo i Giubbonai sono diventati un’istituzione culturale alla quale il nostro paese deve molto. La compagnia ha fattivamente contribuito a formare/avvicinare tante generazioni al teatro acquisendo un importante valore socioculturale.<br />
I Giubbonai sono un gruppo straordinario composto da attori sul palco e tecnici dietro le quinte uniti in un unico obiettivo: regalarci allegria!<br />
Risate, tradizione e passione, la compagnia teatrale de “I Giubbonai” racconta da sempre il nostro paese. Tra storie genuine e ricordi di un tempo che fu, il teatro amatoriale dialettale nel nostro territorio continua a vivere grazie alla loro passione. Questa Compagnia, formata da attori non professionisti, è diventata un punto di riferimento per chi ama il teatro: quel teatro vicino alla gente e alle sue storie.<br />
I Giubbonai si distinguono per il loro impegno nel recuperare e valorizzare il dialetto locale, portando in scena commedie comiche, brillanti e spaccati di vita quotidiana. Le loro rappresentazioni attirano un pubblico affezionato che spesso si riconosce nei personaggi e nelle situazioni raccontate.<br />
Il nome stesso della compagnia, “I Giubbonai”, richiama un’espressione popolare legata alla tradizione. Era il modo dei nostri nonni di portare la giacca (la giubba) sulle spalle, senza infilare le braccia nelle maniche. Anche il nome delle Compagnia è segno di un’identità forte e radicata. Ogni spettacolo de “I Giubbonai” è il frutto di un lavoro collettivo: dalla scrittura dei testi, alla scelta dei costumi, tutto è curato con amore e dedizione. Il loro obiettivo non è solo far ridere, ma anche far riflettere, mantenere vivo il legame con le nostre radici e far scoprire ai più giovani la bellezza del dialetto, che è un patrimonio culturale inestimabile. In un’epoca dominata dalla tecnologia e dai social media, il teatro rappresenta il ritorno alla comunicazione diretta con forza della parola detta dal vivo, senza filtri. Grazie a “I Giubbonai” il nostro teatro dialettale continua a essere un unicum, dimostrando che per raccontare belle storie basta un palco e tanta passione.<br />
Gli attori di questa commedia sono: Rossana Piccini, Sara Menichelli, Anna Rita Ronca, Gabriele Denci, Mirco Marroni, Luigi Bisconti, Christian Mecarozzi, Samuele Doganieri.<br />
Mentre i tecnici e gli assistenti di scena sono: Fabio Crociani, Luciano Doganieri, Maurizio Ronca, Mirco Marroni, Eleonora Labia.<br />
“Aimmènu ‘na rosa”, scritta da Gabriele Denci in collaborazione con tutti i componenti delle compagnia, tecnici e assistenti compresi, promette di regalare al pubblico nuove emozioni con la forza della consueta comicità.</p>
<p>Un evento che gli appassionati di questo teatro attendevano da tempo. La Compagnia riprende il cammino con rinnovato entusiasmo e tante novità, pur restando fedele allo spirito originario fatto di semplicità e di un profondo legame con le radici. Il ritorno de “I Giubbonai” rappresenta un momento importante per il nostro territorio e per la nostra cultura popolare. Non è solo uno spettacolo, ma un gesto d’affetto verso la nostra comunità, verso la nostra lingua e verso le nostre tradizioni che continueranno a vivere sul palcoscenico grazie a “I Giubbonai”. Per molti di noi, sarà come ritrovare un vecchio amico, un appuntamento con la memoria delle nostre tradizioni e con il sorriso.</p>
<p>Il debutto della nuova commedia sarà domenica 1° giugno alle ore 21.00 nello storico Teatro Salvini di Pitigliano.</p>
<p><img class="  wp-image-4040 aligncenter" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2025/05/giubbonai-locandina.jpeg" alt="giubbonai locandina" width="610" height="867" /><br />
<em></p>
<p></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Festa della Contea di Pitigliano, ritorno al passato</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 06:58:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Bisconti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti geniali]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[festa della contea]]></category>
		<category><![CDATA[Pitigliano]]></category>

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		<description><![CDATA[La festa, diventata ormai una meta d’obbligo per i turisti e per gli abitanti del nostro territorio, è riconosciuta come una fra le più importanti feste tematiche della Toscana. Un evento molto suggestivo nell’incantevole scenario del Catello Orsini. Un intreccio di sapori, mistero e magia. La festa avrà luogo, nella suggestiva piazza della Repubblica “all’ombra [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La festa, diventata ormai una meta d’obbligo per i turisti e per gli abitanti del nostro territorio, è riconosciuta come una fra le più importanti feste tematiche della Toscana. Un evento molto suggestivo nell’incantevole scenario del Catello Orsini. Un intreccio di sapori, mistero e magia. La festa avrà luogo, nella suggestiva piazza della Repubblica “all’ombra del Castello” dove sarà allestita un tendostruttura che ospiterà l’Hostaria del Viandante e nella piazza interna del Castello dove sarà di scena “Il Banchetto del Conte”. Si potrà cenare seduti comodamente al tavolo dove i servitori porteranno agli ospiti le varie pietanze preparate seguendo i canoni Rinascimentali, o preferire un panino all’Hostaria del Viandante, in tutte e due i casi si potrà goder di uno spettacolo meraviglioso. Sarà possibile assistere al passaggio di cortei storici, a sfide e duelli, all’ esibizioni di musici e danzatori e farsi trascinare dalla magia degli artisti di strada il tutto in una straordinaria atmosfera Rinascimentale.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1430" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/08/DSC6397-copia.jpg" alt="_DSC6397 copia" width="1024" height="683" /></p>
<p>Un grande appuntamento storico/culturale e gastronomico dal 17 al 19 agosto a Pitigliano che raggiungerà il top il 19 agosto con la rievocazione Storica del “Palio a Correre” meglio conosciuto come “Palio dei Bigonzi”. I Quattro rioni storici del paese si affronteranno nel palio lungo le vie del centro storico in un’accanita sfida per aggiudicarsi il favori del Conte Orsini.</p>
<p>Il palio ci riporta ai tempi in cui il conte Niccolò amava bearsi e rinfrescarsi nelle straordinarie acque sorgive del territorio (si narra che avessero proprietà benefiche e medicamentose). Dopo ogni battaglia il Conte, rientrando a Pitigliano, chiedeva che gli venissero portate le sue “dolci acque” così era solito chiamarle. Il popolo pitiglianese si mobilitava in una sorta di gara per portare al Conte l’acqua migliore e ricevere il compenso. Ricevuta l’acqua, il magnanino Conte, invitata tutto il popolo nella piazza fuori dal Castello (l’attuale Piazza della Repubblica) e permetteva a tutti di rifocillarsi al suo Banchetto.</p>
<p>La Tematica di quest’anno, frutto delle ricerche storiche del Prof. Angelo Biondi, ci trasporterà nella “Guerra di Siena”.  Di seguito la spiegazione dell’evento a cura del Prof. Biondi</p>
<p><strong><em>Niccolò IV Orsini nel gennaio 1547 riuscì ad impadronirsi della Contea di Pitigliano grazie ad una congiura di pitiglianesi, che spodestò il conte Giovanfrancesco suo padre. Nei primi anni per consolidare il proprio potere Niccolò IV si appoggiò all’Ambasciatore spagnolo e Governatore di Sienadon Diego Hurtado de Mendoza, nominato dall’Imperatore Carlo V, fortemente impegnato in quel periodo su vari fronti contro il Re di Francia e contro i Turchi.</em></strong></p>
<p><strong><em>La piccola Contea ursinea con le sue fortezze era strategicamente e militarmente importante sul confine meridionale dello Stato di Siena, attraversato da forte malcontento contro gli spagnoli per la costruzione di una fortezza, vista dai senesi come simbolo di servitù; ne approfittarono i francesi</em></strong></p>
<p><strong><em>per ordire una congiura e cacciare gli spagnoli da Siena.</em></strong></p>
<p><strong><em>Allora l’ambizioso conte Niccolò IV riprese la propria autonomia, entrando in trattative con i francesi fino a stipulare nel giugno 1552 tramite i cardinali Ippolito d’Este e Tournon un trattato di alleanza con il Re di Francia Enrico</em></strong><strong><em>II, che lo ratificò poco più di un mese dopo.</em></strong></p>
<p><strong><em>Scoppiata la rivolta a Siena il 26 luglio 1552, subito Niccolò inviò una schiera di 800 soldati, che aiutarono i senesi a cacciare il presidio spagnolo dalla città.</em></strong></p>
<p><strong><em>Cominciò così la “Guerra di Siena”, che si sviluppò in più fasi fino al 1559, coinvolgendo anche Cosimo dei Medici Signore di Firenze, principale alleato dell’Imperatore.</em></strong></p>
<p><strong><em>In questa guerra la Contea di Pitigliano, dove Niccolò IV accentuò il suo pesante dispotismo, giocò un ruolo essenziale per le milizie francesi, comandate da Piero Strozzi, nemico capitale di Cosimo dei Medici.</em></strong></p>
<p><strong><em>Infatti, da Pitigliano e da Castro arrivavano ai francesi forniture di grano, vettovaglie, soldati e armi, ma soprattutto le munitissime fortezze della Contea erano il luogo sicuro dove tenere il denaro per pagare i soldati, evitando possibili ammutinamenti.</em></strong></p>
<p><strong><em>Era facile far pervenire a Pitigliano ordini, notizie e ingenti somme di denaro, talora scortate dallo stesso conte, per via di terra da Roma, ma anche per via di mare a Porto Ercole e poi fino alla Contea Ursinea.</em></strong></p>
<p><strong><em>Perciò Niccolò IV Orsini fu ritenuto” primo</em></strong><strong><em> autore della Guerra di Siena”, colui che “sostenne l’espulsione degli spagnoli da Siena e nel corso della guerra assisté Piero Strozzi di truppa e di vettovaglie” e il Re di Francia “gli mantenne e pagò una compagnia di lance. Pitigliano era il luogo dove si conservava il denaro d’essa, dove stanziavano li pagatori…”.</em></strong></p>
<p><strong><em>Questa era dunque l’opinione corrente dell’epoca riguardo al ruolo fondamentale avuto dal conte di Pitigliano nel corso della guerra.</em></strong></p>
<p><strong><em>Angelo Biondi</em></strong></p>
<p>Anche quest’anno quindi si ripeterà magia della festa della Contea di Pitigliano un ritorno al passato  che trasformerà per tre giorni uno dei borghi più belli d’Italia in un vero e proprio borgo rinascimentale.</p>
<p>“Il Conte v’aspetta a cena”</p>
<p>La Festa della Contea 2023 utilizzerà soltanto prodotti provenienti dal territorio e dalle aziende locali. Per la realizzazione dell’evento si ringrazia: De Caunt Band, Comune di Pitigliano, Associazione Rinascimento, Caseificio di Sorano, Cantina di Pitigliano, Pro Loco L’Orso di Pitigliano, Banca TEMA e Studio Associato Conti Dottori Commercialisti.</p>
<p><img class=" size-full wp-image-3675 aligncenter" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2023/08/Schermata-2023-08-07-alle-08.57.01.png" alt="Schermata 2023-08-07 alle 08.57.01" width="571" height="808" /></p>
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		<title>Tutti su per terra</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Apr 2023 10:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Bisconti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Luigi Bisconti]]></category>

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		<description><![CDATA[È iniziata con la festa del carnevale, con gli splendidi carri allegorici costruiti dai tanti volontari dell’associazione del carnevale Pitiglianese e la fantastica sfilata delle maschere per le strade del paese, che ci hanno regalato anche quest’anno l’occasione di vivere alcuni giorni all&#8217;insegna dell’allegria e del divertimento, la ricca stagione delle manifestazioni Pitiglianesi. Il secondo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È iniziata con la festa del carnevale, con gli splendidi carri allegorici costruiti dai tanti volontari dell’associazione del carnevale Pitiglianese e la fantastica sfilata delle maschere per le strade del paese, che ci hanno regalato anche quest’anno l’occasione di vivere alcuni giorni all&#8217;insegna dell’allegria e del divertimento, la ricca stagione delle manifestazioni Pitiglianesi.</p>
<p>Il secondo appuntamento è stato quello del 19 marzo, la festa più tradizionale: La Torciata di San Giuseppe. Come ogni anno anche quest’anno “le cavugliule “hanno svolazzato sopra la piazza del Comune atterrando qua e là sulle facce rivolte verso il cielo delle centinaia di persone presenti. Questa festa così antica che oggi più che mai sa di conservazione, valorizzazione e promozione del nostro patrimonio storico-culturale. Oltre alla classica torciata infatti, gli organizzatori hanno riproposto il caratteristico corteo di figuranti in abiti di altri tempi riuscendo valorizzare e far conoscere usi e costumi dei nostri antenati.</p>
<p><img class="  wp-image-3402 aligncenter" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2021/08/Salvia-Sclarea.jpg" alt="Salvia Sclarea" width="704" height="528" /></p>
<p>La prossima iniziativa sarà una tre giorni che io ritengo veramente importante. Dal 22 aprile, infatti, si terrà a Pitigliano la “Festa della Terra”. Un’iniziativa che si allinea alle tantissime manifestazioni al livello mondiale per la ricorrenza della “Giornata della Terra” che si celebra il 22 aprile. In questo giorno si celebra la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del pianeta.</p>
<p>Sono tantissimi i paesi che aderiscono a questa iniziativa che si basa saldamente sul principio (che poi è un diritto) etico che ognuno di noi deve poter vivere in un ambiente sano e sostenibile.</p>
<p>Passeggiate per pulire alcune zone del paese e dei dintorni, mercato dei prodotti locali, proiezione di film per bambini serate musicali, queste alcune delle iniziative scelte dagli organizzatori per questa ricorrenza speciale.</p>
<p>Giusta anche l’idea della Pro Loco di utilizzare gli artisti locali per le serate musicali.</p>
<p><strong>Sono giornate speciali per celebrare la vita e la bellezza della Terra</strong>. Questa celebrazione ha un significato importante è un avvertimento per noi tutti <strong>sulla necessità di preservare</strong> e rinnovare gli equilibri ecologici che oggi sono sempre più minacciati, dai quali dipende tutta la vita sul e del pianeta. Potremmo dire che questa festa è un investimento sul nostro pianeta. Prendere coscienza che stiamo vivendo in una Terra in crisi e che salvaguardarla significa salvaguardare noi e il nostro futuro<br />
Una festa particolare quindi che si prende cura dell’ambiente ma che può anche essere un&#8217;opportunità importante soprattutto in questi territori, dove si sta tornando alla normalità, per sostenere la ripresa delle attività economiche e per contribuire in modo determinante al turismo di prossimità per la riscoperta dei piccoli borghi. Queste giornate oltre al loro importantissimo valore assoluto, che deve essere sempre in primo piano, sono utili anche a questo.</p>
<p>La sinergia delle associazioni Pitiglianesi coordinate dalla Pro Loco e supportate dall’Amministrazione Comunale deve essere l’elemento portante per confermare Pitigliano ai vertici dei migliori borghi italiani. Siamo sulla strada giusta.</p>
<p>Grazie dunque all’Amministrazione Comunale, alla Pro Loco, alle varie associazioni e a tutti quelli che hanno reso possibile tutto questo.</p>
<p>Sentiamo a tal proposito il nostro fedelissimo amico Peppe.</p>
<p><em>“Cosa ne pensi di questa Festa della Terra”</em></p>
<p><em>Peppe: “Non lu so se la Terra c’ha bisognu de la feste, ma la Terra merita rispettu sempre. La Terra adè la matre di gnecosa. Tuttu nasce da la Terra. Noi ommini più la lassamo fa la Terra e meglio adè. Se propriu la dovemo sacrificà…piantamoci la vigna che quella fa sempre comodu”!</em></p>
<p>Saggezza popolare.</p>
<p>E non finisce qui, a Pitigliano sarà un’estate piena di eventi importanti. Per citarne alcuni:</p>
<p>Calici di Stelle</p>
<p>Festa della Contea</p>
<p>Ci sarà da divertirsi. Alla prossima.</p>
<p>P.s. mi scuso per alcuni errori dovuti al T9</p>
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		<title>Il Teatralcantando Festival</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2021 15:52:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Bisconti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti geniali]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Bisconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono molti modi per rapportarsi con le arti della musica del teatro e del cabaret. Queste forme di arte spesso artigianali riescono a suscitare emozioni anche quando sono fatte con semplicità. Questo è in sintesi il TeatralCantando Festival, Artisti a km zero. Organizzato dalla Polisportiva San Rocco di Pitigliano, si è svolto il 3 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono molti modi per rapportarsi con le arti della musica del teatro e del cabaret. Queste forme di arte spesso artigianali riescono a suscitare emozioni anche quando sono fatte con semplicità. Questo è in sintesi il TeatralCantando Festival, Artisti a km zero. Organizzato dalla Polisportiva San Rocco di Pitigliano, si è svolto il 3 settembre a Pitigliano nel piazzale del Seminario Vescovile con ingresso gratuito. Momenti divertenti, momenti di riflessione, momenti di emozione e commozione ci sono stati regalati dagli artisti di casa nostra, già, perché i nostri “prodotti tipici” ce li abbiamo anche in campo artistico. Una serata sui generis, un mix tra musica, teatro, cabaret fatto con semplicità e tanta voglia di divertirtisi. Artisti non professionisti che si sono messi in gioco, per puro spirito di aggregazione, con lo scopo di regalare due ore di allegria e spensieratezza. Nel rispetto di tutte le norme previste sul covid, circa 100 persone (controllate) e una trentina appostate sui balconi e “anfratti” vari, hanno assistito alle performances di questi Artisti che è giusto ricordare. Sotto l’attenta Direzione Artistica di una straordinaria De Caunt Bend, che è stata tra l’altro la Band di supporto di tutta la serata, si sono esibiti: Monica Nucci, Cristina Ronca, Don Giacomo Boriolo, Massimiliano Maggiolini, Rosano Pannilunghi, Emilio Celata, Alberto Bizzi e uno straordinario Paolo Mastracca che ha presentato la serata e si è anche esibito insieme a Emilio Celata. E come dimenticare la preziosa attività delle segretarie di Direzione Artistica, Monica Renzi e Sara Menichelli che hanno coordinato e monitorato la serata.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3424" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2021/11/terta..png" alt="terta." width="1004" height="753" /><br />
“Un calderone” di canzoni, gag, monologhi, divertimento ma anche momenti di forte emozione quando la Polisportiva San Rocco ha voluto ricordare Dario Desideri, arista locale recentemente scomparso. Ci hanno pensato Massimiliano Maggiolini e Rosano Pannilunghi, che hanno letto due poesie di Dario e la De Caunt Bend che gli ha dedicato una canzone, a rendere omaggio a questo grande artista, a questo grande Amico. Non sono mancate le rappresentanze autorevoli, il Sindaco Giovanni Gentili che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, il “padrone di casa” Don Giacomo Boriolo Parroco di Pitigliano che ha manifestato tutto il suo consenso alla serata esibendosi anche nel canto. Non sono mancate nemmeno le collaborazioni, quella fondamentale di Banca Tema con la sua solita e rinnovata attenzione agli eventi del territorio, quella dell&#8217;Amministrazione Comunale, quella dell&#8217;Oratorio Don Orione e della Parrocchia di Pitigliano e quella della Proloco l&#8217;Orso di Pitigliano.<br />
Un’iniziativa del tutto inedita. Un live unico nel suo genere. Un’intuizione ad hoc. Uno spettacolo completo di intrattenimento e d’ interazione con il pubblico, seppure con le dovute distanze, a km e a costi zero. Il tutto inserito in un piacevole contesto semi-familiare senza prendersi sul serio, facendo le cose seriamente ma con allegria. Per concludere direi che il TeatralCantando Festival annulla una vecchia citazione latina <em>“Nemo propheta in patria”</em> (nessuno è profeta in Patria) perché, secondo me, i “profeti” ci sono anche a “casa nostra”.</p>
<p>A presto.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lo “Sfratto…..alimentare”</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2021 08:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Bisconti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti geniali]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Bisconti]]></category>
		<category><![CDATA[Sfratto]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia tra le cose più apprezzate, insieme alle bellezze artistiche e naturali, ci sono le tradizioni enogastronomiche delle quali il nostro territorio vanta un ragguardevole numero. Le nostre eccellenze alimentari sono conosciute nel mondo. Il nostro patrimonio enogastronomico, basato sulla qualità e sulla salubrità, è riconoscibile ovunque. Prodotti autentici, veri, genuini, frutto di un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia tra le cose più apprezzate, insieme alle bellezze artistiche e naturali, ci sono le tradizioni enogastronomiche delle quali il nostro territorio vanta un ragguardevole numero. Le nostre eccellenze alimentari sono conosciute nel mondo. Il nostro patrimonio enogastronomico, basato sulla qualità e sulla salubrità, è riconoscibile ovunque. Prodotti autentici, veri, genuini, frutto di un percorso storico colmo di valori tradizionali e culturali che li rende inimitabili.<br />
I prodotti tipici sono infatti il risultato di informazioni tramandate “a mano” nel tempo che sicuramente hanno subito delle trasformazioni strada facendo, ma si portano dietro un’intelaiatura di purezza alimentare indiscutibile.<br />
La tipicità dei prodotti indica territorio, tradizione, artigianalità che sono le componenti fondamentali per un buon prodotto, un insieme di “doti” che ne genera la buona qualità. Sono le “buone cose di una volta”, che ci regalano quella particolare percezione di piacere nell’assaporarle e quei gusti irripetibili scolpiti nelle nostre origini, che vanno tutelate e rivalutate perché sono tesori enogastronomici da tramandare.</p>
<p><img class="  wp-image-3409 aligncenter" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2021/09/sfratto.png" alt="sfratto" width="659" height="318" /><br />
Valorizzare quindi i nostri prodotti è un modo per salvare l’identità culturale del nostro territorio e della nostra gente e preservarli è un modo per porre un freno all’omologazione totale dei sapori, valorizzarli quindi è fondamentale. L’utilizzo di questi prodotti determina un insieme di effetti benefici per la nostra comunità sia in termini economici che di immagine. La loro valorizzazione assume un significato e una valenza che va oltre la semplice vendita e crea un valore aggiunto al nostro territorio, perché la loro “radice genuina” è resistente alle nuove mode alimentari.<br />
Ed è proprio nei piccoli comuni come i nostri che questi prodotti hanno la loro espressione più forte. In questi borghi baciati dalla bellezza, pullulano prodotti tipici straordinari tra i quali: vino, olio, formaggi, salumi, carni, pane, dolci, miele ecc. che le aziende locali sapientemente preparano e che ci invidiano ovunque.<br />
Il loro radicamento nel territorio suscita un’attrazione particolare che dobbiamo sapere sfruttare bene perché i prodotti tipici possono essere un” veicolo” importante per generare economia e creare nuovi posti di lavoro.<br />
Non mi dispiacerebbe che i tanti imprenditori locali, custodi dell’identità gastronomica territoriale, fossero ancora di più i protagonisti assoluti della promozione del nostro territorio e si prodigassero per un’offerta alimentare etica e vantaggiosa che sia all’origine della totale affermazione delle nostre antiche e nuove eccellenze enogastronomiche, preservando, come priorità assoluta, i prodotti tipici locali rispetto agli altri prodotti.<br />
Non mi dispiacerebbe che si organizzasse, d’accordo con gli imprenditori locali, un’attività di promozione costante dei prodotti e dei piatti tipici, con manifestazioni sullo stile di “calice di stelle”, da ripetere nel corso di tutto l’anno;<br />
Non mi dispiacerebbe inoltre che le istituzioni pubbliche e private provvedessero a fornire i presupposti per sostenere gli imprenditori in questo progetto di promozione territoriale; creassero dei presidi di tutela che si occupino della promozione e della conservazione delle nostre specialità; presentassero il nostro territorio anche in virtù della sua identità enogastronomica.<br />
Il visitatori che vengono nelle nostre zone vogliono godere dei sapori dei prodotti locali, dei piatti caratteristici, quelli che ci sono stati tramandati “dalla nonna” e/o di quelli che tipici lo sono diventati strada facendo e che ormai fanno parte della nostra cultura. Offrire loro cose che possono trovare ovunque ci fa somigliare a tanti altri territori e non permette di far conoscere le nostre reali caratteristiche storiche e culturali. Offrire invece i piatti e i prodotti tipici del territorio ai nostri ospiti, equivale a dare loro un’occasione di crescita e di arricchimento personale, un modo di vivere un luogo, scoprirlo, comprenderlo, anche attraverso i sapori che lo caratterizzano, per noi invece sarebbe un altro modo per tramandare la nostra cultura e la nostra storia.<br />
In parte lo si sta facendo ma serve ancora più attenzione. Non so se è un progetto semplice ma ritengo che sia un’opportunità, guardare al futuro nel rispetto della nostra tradizione.<br />
Per concludere, visto che tra le tante tipicità del nostro territorio c’è lo sfratto, del quale oramai sappiamo tutto, le origini, la ricetta ecc., oggi lo voglio adoperare come sostantivo. Noi, già perché anche noi non addetti ai lavori possiamo fare la nostra parte, possiamo aiutare il progetto usando lo “sfratto alimentare”. “Sfrattiamo” dalle nostre tavole tutti quei prodotti forestieri figli della globalizzazione, arginiamo l’invasione dei prodotti taroccati, di quelle imitazioni malfatte che tentano di sopprimere le nostre eccellenze alimentari e dedichiamoci ai nostri prodotti tipici locali che<em> “so boni “e….</em>. fanno bene a tutti.</p>
<p>Con un sincero augurio di cuore di una rapida ripresa di tutte le attività e di un loro proficuo lavoro.</p>
<p><em>A presto.</em></p>
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		<title>Pasqua con chi Covid, Natale con&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 11:11:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Bisconti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti geniali]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Bisconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi ricordate quando a mezz’agosto già ci si preparava al Natale. Con ancora addosso l’abbronzatura programmavamo il cenone di capodanno. Contavamo i giorni che mancavano. Da lì a poco sarebbero comparsi sugli scaffali panettoni, pandori, ecc. e noi già pensavamo ai regali da fare. Purtroppo dall’inizio della diffusione del Coronavirus molte cose sono cambiate. Il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3261" style="width: 415px" class="wp-caption alignright"><img class="wp-image-3261 size-full" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2020/12/Natale-a-Pitigliano-2-e1608203368119.jpg" alt="Natale-a-Pitigliano-2" width="405" height="552" /><p class="wp-caption-text">Foto Simone Francardi</p></div>
<p>Vi ricordate quando a mezz’agosto già ci si preparava al Natale. Con ancora addosso l’abbronzatura programmavamo il cenone di capodanno. Contavamo i giorni che mancavano. Da lì a poco sarebbero comparsi sugli scaffali panettoni, pandori, ecc. e noi già pensavamo ai regali da fare.<br />
Purtroppo dall’inizio della diffusione del Coronavirus molte cose sono cambiate. Il ritorno prepotente del virus dopo un’estate di tregua apparente ci ripropone giorni difficili.  Ci stiamo dimenticando le serate insieme, gli abbracci, i saluti; abbiamo adottato un modus vivendi nuovo e quindi non è pensabile immaginare adesso la situazione che vivremo a Natale: saremo in lockdown (che brutta parola)?  Considerando le diverse direttive che i cittadini sono stati chiamati a rispettare, cosa dobbiamo aspettarci? Dovremo evitare pranzi, cene natalizie, cenoni di Capodanno? Dovremo dimenticarci degli amici e dei parenti? Speriamo proprio di no. Non possiamo fare a meno della bellezza del Natale, del calore delle famiglie che si ritrovano, della voglia di essere tutti più buoni, di vedere i negozi che si vestono a festa con luci scintillanti e festoni natalizi che si rivelano oltre le vetrine per incantare la gente; vetrine che sembrano più grandi, ampie e luminose per la gioia di tutti. Anche questo fa parte del Natale. Non li possiamo far chiudere questi negozi, sarebbe l’ennesimo sacrifico che ci viene chiesto. E’ necessario che ognuno faccia la propria parte affinché il Natale si possa passare serenamente questo è sicuro, ma mai come quest’anno per Natale la gente ha bisogno di ritrovarsi, di sognare, di gioire. Nel frattempo, la butto là, si potrebbe provare ad organizzare qualche iniziativa nel paese, sempre tenendo conto delle norme anti-covid, qualcosa chi ci restituisca la voglia di stare insieme seppur a distanza; trovare un modo per ritrovarci anche solo per darci gli auguri, sempre con le dovute distanze o per rivedere qualcuno invece che vederlo solo tramite social. Per esempio intorno all’albero di Natale, che spero venga messo come ogni anno dall’amministrazione comunale, oppure passeggiare per il paese negli orari consentiti, insomma qualcosa che ci dia la sensazione di un Natale vero a prescindere dalla situazione covid. Bisogna fare in modo di non dargliela vinta. Mi auguro tanto che ciò avvenga.<br />
Ma ve la immaginate una notte di Natale con Maria e Giuseppe bardati con la mascherina davanti a Gesù intenti a discutere se mettere o no la mascherina al Messia. Non solo, vederli uscire fuori dalla grotta e convincere tutte le persone accorse a onorare il Bambinello a distanziarsi e a mettere la mascherina e passare poi da maleducati perché non possono accettare i doni per via del covid. E che ne dite di vedere i centurioni romani che fanno la multa ai pastori per assembramento.<br />
Per non parlare dei Re Magi che non possono sconfinare tra un provincia e un&#8217;altra.<br />
Un po’ di leggerezza, sempre con la massima deferenza, non guasta, tanto a tenerci sulle spine ci pensa questa insicura situazione, questo “virusse” tremendo che sta tentando di sciuparci anche le festività natalizie, ma noi non glielo permetteremo. E se dovesse aggirarsi da queste parti in quel periodo….. per l’ultimo dell’anno a mezzanotte, come da antica tradizione…lo buttiamo dalla finestra.<br />
Per concludere se penso a tutte le raccomandazioni che ci dicono di seguire, mi sembra di sentire la mi nonna che mi diceva sempre: <em>“Sta attente con chi vai in giru, non ti mette i diti ne i nasu, laviti le mano o non t’azzardà a uscì. Ci semo capiti”</em>.          Non è che niente, niente, con il Presidente del Consiglio siamo parenti.<br />
Comunque sia, se per caso per Natale sentiremo ancora parlare di C.O.V.I.D. facciamo in modo che sia l’acronimo di: “Come Obbiettivo Vincere Insieme Divertendosi”</p>
<p>Vi saluto con una citazione di Peppe:<br />
<em>“Ma semo sicuri che stu virusse l’hanno fattu ‘n Cina, perché di solitu le cose che fanno loro dureno pocu. Mah!</em></p>
<p><strong><em>Buon Natale a tutti.</em></strong></p>
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		<title>Corona Ridens</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2020 07:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Bisconti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti geniali]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
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		<description><![CDATA[Un ruolo chiave durante il “corona virus” lo hanno svolto le attività di intrattenimento. Viste le restrizioni le piattaforme digitali, il web e i social network sono stati per una volta fondamentali. Ci hanno permesso di comunicare con i nostri affetti, con i nostri amici, ci hanno aiutato a passare meglio questo brutto periodo. Tra [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="  wp-image-3208 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2020/07/Schermata-2020-07-10-alle-09.18.57.png" alt="Luigi Bisconti &quot;Peppe&quot;" width="319" height="469" />Un ruolo chiave durante il “corona virus” lo hanno svolto le attività di intrattenimento. Viste le restrizioni le piattaforme digitali, il web e i social network sono stati per una volta fondamentali. Ci hanno permesso di comunicare con i nostri affetti, con i nostri amici, ci hanno aiutato a passare meglio questo brutto periodo. Tra le iniziative create per tale scopo, bisogna sicuramente segnalare TiramisùTv. Un programma di intrattenimento nato da un’idea di <strong>Emilio Celata</strong>, <strong>Pierluigi Camilli</strong>, <strong>Davide Lumini</strong> e <strong>Paolo Mastracca</strong> che ha svolto un singolare servizio per tutta la nostra comunità. Ha permesso a tanti pitiglianesi lontani dal paese per vari motivi, di chiacchierare in diretta con i propri parenti, di rivedere i vecchi amici. Una serie di puntate divertenti ma anche commoventi, con tematiche interessanti ed ospiti d’eccezione che, dietro la guida attenta e professionale di Emilio Celata e Paolo Mastracca, ci hanno regalato delle straordinarie serate di incontro. Tra gli ospiti fissi del programma c’era <strong>Peppe</strong>, un pitiglianese che pur di non stare isolato in casa con la moglie ha preferito isolarsi in cantina. Una serie di gag divertenti hanno contraddistinto gli interventi di Peppe in TiramsuTv. Infatti, insieme ai due conduttori, trasformava sempre il programma in un esilarante momento di umorismo al naturale. Ed è la lingua Pitiglianese anche quella usata da Peppe nelle suoi racconti dalla cantina che lui la definisce però. <strong><em>“In Pitiglianese un po’ “annacquatu”</em></strong>. Certo il termine è per lui poco adatto ma si riferisce al fatto che oramai la lingua Pitiglianese ha subito delle trasformazioni e le sue caratteristiche si sono un po’ diluite nel tempo. Questo esperimento di Peppe ha ridato sicuramente slancio al vernacolo Pitiglianese, una lingua antica veramente straordinaria. Nei racconti che ci ha regalato durante il periodo del corona virus e in quelle sue scenette, Peppe ha voluto descriverci quei momenti difficili con un po’ di allegria e un po’ di leggerezza cercando di regalarci qualche attimo di spensieratezza e con la sottile arma dell’ironia ci ha incuriosito riformulando la negatività in un’ottica comica. Non è facile fare ironia sugli eventi che danno ansia e sofferenza ma riproporli in chiave ironica aiuta spesso a superarli in modo più sereno. E come un sorta di difesa psicologica che ti aiuta a non pensare a quello che sta succedendo. Anche perché a renderci tristi ci pensavano già le notizie che arrivavano ogni sera dai comunicati ufficiali.</p>
<p>Io avrei visto bene Peppe a riassumerci quello che era successo durante la giornata. Lui con la sua lunga quarantena in cantina sarebbe riuscito a trovare un rimedio. Già me lo vedo<strong><em>: ”L’unicu modu pe isolà la corona, adè mettela sott’ogliu”.</em></strong></p>
<p>Naturalmente per lui la corona è quella delle salsicce. Oppure <strong><em>“Meglio il vinu co lu spuntu che ‘n vaccinu bacatu”</em></strong></p>
<p>Ci pensate il governo, l’organizzazione mondiale della sanità, il capo della protezione civile a raccomandarci di non assaltare i supermercati per acquistare l’olio che tanto ce n’era a sufficienza per tutti?</p>
<p>Peppe è’ riuscito a sdrammatizzare quel brutto periodo con eleganza facendoci a tratti riflettere per poi ribaltare tutto con il suo umorismo per riportarci in quella sana leggerezza del racconto.</p>
<p>Corona Ridens, così è stato battezzato il mini-ciclo di racconti che Peppe ha dedicato a questo periodo.</p>
<p>Vediamoli nel dettaglio.</p>
<p><strong><u> “La Poesia Recitata”.</u></strong> Il titolo deriva dal fatto che prima l’autore l’aveva proposta in forma scritta poi, su richiesta di alcuni amici, l’ha riproposta recitata. Che dire un raffinato racconto dell’inizio dell’epidemia con la spiegazione di quello che stava succedendo. La presa di coscienza delle misure restrittive che lo invitano a stare a casa e il colpo di genio, pur di non stare isolato in casa con la moglie, si isola da solo in cantina.</p>
<p><strong><u>“‘Na chiacchierata co San Giuseppe”</u></strong> In occasione della Torciata di San Giuseppe, Peppe immagina di parlare con il Santo per spiegargli la drammatica situazione e gli racconta come, nonostante tutto, il popolo Pitiglianese rispetti la festa a lui dedicata e organizzi una torciata casalinga. Detto questo Peppe chiede al Santo la grazia di portare via, insieme all’”Invernacciu” anche il maledetto virus In cambio Peppe promette a San Giuseppe e lo fa: <strong>“….con<em> tanta devosione- di vino non fo mancu un bicchierettu &#8211; lu bevo direttamente da i boccione”</em></strong></p>
<p><strong><u>“L’acetu migliorato”.</u></strong> Nell’Aceto Migliorato Peppe ci illustra, sempre con ironia, le difficoltà della gente durante il primo periodo del virus. Il fatto di non potersi muoversi liberamente la porta ad avere paura anche di uscire per prendere i beni di prima necessità. Anche Peppe ha questo problema. A lui comincia a mancare il vino in cantina e vuole trovare il modo di trasformare in vino l’aceto. In questo contesto ci fa capire che anche in questo periodo c’è chi se ne approfitta alzando i prezzi di alcuni prodotti ma, come da sana tradizione Pitiglianese, Peppe non si fa buggerare e fiutando la fregatura conclude<strong>:<em> “…..meglio bevo la matre dell’acetu”</em></strong></p>
<p><strong><u>“La Santa Settimana”</u></strong> Con La Santa Settimana Peppe sale di livello. Questa volta immagina di parlare addirittura con nostro Signore cercando di spiegargli come è per la gente il periodo Pasquale durante la quarantena. Cerca di convincerlo che forse era meglio rimandarla e in qualche modo riesce a fargli coniare un nuovo comandamento proprio riferito al virus e gli “scuce” una raccomandazione<strong> <em>“…..magnate, bevete, facete la scarpetta / ma state ‘n casa che ‘stu corona anco’ c’appesta / c’annarete ‘n’ aiddra voidda a fa Pasquetta”</em></strong></p>
<p><strong><u>“La Libberazione”.</u></strong> E’ il racconto più “impegnato” nel senso che nella prima parte Peppe fa un analisi storica molto attenta e passionale parlando del periodo pre &#8211; liberazione e dell’importanza del festa. Un filo conduttore che ritroviamo in tutto il racconto. Naturalmente il finale ci riabilita al sorriso. Si offre di combattere come un partigiano contro il corona dicendo <strong><em>“…..vorrei esse un partigianu / pe regalavvi sta libberrazione / annarei contro ci corona co i tricolore in manu / co un unicu pensiru rivedè i boccione”</em></strong></p>
<p><strong><u>“Il Primmu Maggiu”</u></strong> Come ne “La Libberazione” anche in questo racconto nella parte iniziale Peppe illustra l’universalità della festa e di quanto è importante non dimenticarla. Poi lo trasforma in delirio comico quando nel racconto il vescovo tra le altre restrizioni mette il divieto di bere il vino. Peppe protesta animatamente e il vescovo lo punisce. Ma in fondo la semplicità di Peppe e soprattutto la bontà del suo vino convincono il vescovo a perdonarlo, <em>“anzi, ti fo santu</em>” gli dice. Nel finale di questo racconto Peppe secondo me nasconde tra le righe una morale che vi invito a individuare. “……<em>quanno i vinu piace, piace / ne la vita poi esse sinnacu, ministru, vescovu o dottore / ma poi venghi ‘n cantina a ritrova’ la pace”</em></p>
<p><strong><u>“La Repubblica Itagliana” </u></strong>Al momento è l’ultimo episodio della serie e in questo episodio Peppe ci racconta del referendum del 2 giugno 1946. Questa volta è alle prese con un esame per il quale dovrà proprio studiare la storia italiana. Il maestro per fargli capire il significato di alcune parole è costretto a scendere sul suo campo. Infatti per spiegargli la parola Referendum gli pone un quesito chiedendogli di scegliere il migliore tra i vino bianco e il vino rosso. Peppe, finalmente nel suo “territorio” risponde:<em> “…..il biancu lu bevu a pranzu / co i rossu poi ci ceno –….. tra biancu e rossu adè meglio pienu”</em></p>
<p><img class=" size-large wp-image-3209 aligncenter" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2020/07/tiramisu-tv-1024x390.jpg" alt="tiramisu tv" width="1024" height="390" /></p>
<p>Che ci resta da dire, che le cose sono molto migliorate, il corona sembra essere a le corde, ma credo che un po’ di buon umore non guasti mai, quindi speriamo che Peppe ci regali ancora qualcosa, anche perché l’ironia la utilizziamo tutti quotidianamente e spesso nemmeno ce ne accorgiamo o forse tanti non sanno co sa sia e tanti non l’accettano. Io credo che sia un modo diverso ma intelligente di comunicare un pensiero.<br />
Per chi non li avesse ancora visti i video delle puntate di Tiramisu tv e i video “Corona Ridens” con le scenette di Peppe sono disponibili su Facebook.</p>
<p>Ringraziandovi per l’attenzione vi saluto proprio con una citazione di Peppe:</p>
<p><strong><em>“E’ inutile lamentassi di come c’è toccata<br />
</em></strong><strong><em>La vita adè questa, tocca fassela bastà<br />
</em></strong><strong><em>Dipenne poi da come l’hai doprata<br />
</em></strong><strong><em>Ma quanno fenisce tutti vorressimo restà”</em></strong></p>
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		<title>La Bottega</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Feb 2020 15:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Bisconti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante la nostra vita sia sempre più permeata da tecnologia e informatica, sono convinto che nel mondo del lavoro ci sia sempre più bisogno di capacità basate su competenze umane che nessuna macchina può sostituire. Sto parlando di manualità, ingegno e creatività. Insomma del “saper fare con le mani” e quindi dell’artigianato tradizionale. Il nostro territorio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante la nostra vita sia sempre più permeata da tecnologia e informatica, sono convinto che nel mondo del lavoro ci sia sempre più bisogno di capacità basate su competenze umane che nessuna macchina può sostituire. Sto parlando di manualità, ingegno e creatività. Insomma del “saper fare con le mani” e quindi dell’artigianato tradizionale. Il nostro territorio vanta un’ottima tradizione della “bottega artigiana” e la maestria della sua manualità è stata per anni il fiore all’occhiello della nostra zona. Erano in tanti, calzolai, falegnami, stagnini fabbri, sarte, riparatori di elettrodomestici, riparatori di orologi ecc. che ci permettevano di “non buttare niente”. Sono tanti i settori artigianali tradizionali infatti che hanno ricoperto per anni l’intera filiera della manutenzione e della riparazione di oggetti di qualsiasi tipo. E sono stati anche un modello produttivo valido che ha conciliato perfettamente famiglia e lavoro. Spesso infatti le botteghe artigiane erano nei pressi dell’abitazione o addirittura dentro la casa rendendo più facili i rapporti con i propri familiari. Ma nella nostra zona l’attività dell’artigianato tradizionale ultimamente sembra in via di estinzione. Le vecchie Botteghe non ci sono più.<br />
Eppure secondo me sono l’unica alternativa valida alla filosofia prettamente industriale dell’usa e getta. La capacità di riparare, rigenerare, riaggiustare le cose oltre ad essere uno strumento fondamentale d’insegnamento per le nuove generazioni è un modo per custodire il sapere e tramandarlo ai posteri. Il ‘saper fare’ rimane quindi un elemento indispensabile nella nostra società.</p>
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2020/02/unnamed.jpg"><img class=" wp-image-2987 size-full alignleft" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2020/02/unnamed.jpg" alt="mechanism of a pocket watch timepiece being repaired" width="512" height="384" /></a></p>
<p>Ritengo tra l’altro che ci siano ancora buone potenzialità all’interno del settore e cioè che sia ancora in grado di creare fonti di reddito, anche perché questo settore oggi può essere supportato dall’innovazione e dalle tecnologie digitali quindi, coniugando creatività e manualità con il nuovo “sapere” tecnologico, l’artigianato tradizionale potrebbe diventare di nuovo competitivo sui mercati ed offrire una nuova fonte di occupazione giovanile. In un mercato come quello attuale, sempre più globalizzato, dove i manufatti (il termine “male fatti” è sicuramente più adatto) esteri hanno preso il sopravvento, c’è bisogno dell’artigiano tradizionale per riproporre la nostra cultura artigiana fatta di passato, di folklore, di sane abitudini e per riportare al centro dell’attenzione il lavoro fatto veramente a mano.  E se l’innovazione è sinonimo di automazione, ma per l’artigiano potrebbe essere un modo per migliorare il proprio lavoro. Che poi l’artigiano si sia sempre un po’ rimodernato da solo si sa. Attraverso creazione di nuovi arnesi, provando nuove tecniche, nuovi materiali, adoperando l’ingegno per le riparazioni, si è sempre tenuto aggiornato.<br />
Le botteghe artigiane hanno per lungo tempo rappresentano un asse portante della nostra identità e andrebbero riconsiderate e sostenute. Servirebbe una politica nazionale coerente ed efficace che possa soddisfare le esigenze del comparto artigianale e permetta a queste botteghe di continuare a scrivere la storia dell’artigianato tradizionale italiano. Le amministrazioni locali devono tenerne conto facilitando e supportando le nuove iniziative e l’apertura di nuovi laboratori dando così ai giovani una valida opportunità di lavoro. Deve essere un obiettivo delle amministrazioni preservare e conservare i “saperi” tradizionali e sviluppare quindi delle misure, che in termini quantitativi e qualitativi, favoriscano un nuovo sviluppo di queste attività così storicamente legate al nostro territorio. Quindi credo che sia necessario riflettere e crederci un po’ tutti perché rimanere e/o tornare nel territorio di origine e decidere di aprire un laboratorio artigianale, un’attività, una bottega, tornare alle origini insomma, oltre a sembrare una cosa romantica potrebbe essere un’idea di un lavoro, di reddito e di benessere per i giovani e per tutta la nostra comunità.<br />
È giusto ricordare che da qualche anno, per merito di alcuni forestieri, sono nate alcune attività artigianali, legate esclusivamente al turismo, che hanno rianimato le vie del paese. C’è da lodare chi ha investito nella nostra zona ma manca ancora qualcosa. Sono convinto che ci siano le condizioni per vedere ancora aperte le antiche Botteghe e rivedere e rivivere quei luoghi di lavoro ma comunque familiari, quei luoghi singolari di ritrovo, quei luoghi di espiazione delle punizioni per brutti voti e/o per i guai commessi (Ahimè! Quanti chiodi tolti dalle scarpe!).<em> “’mpara l’arte e mettela da parte” </em>dicevano gli anziani ai “puniti” i quali, in modo del tutto inconsapevole, scontando la punizione, stavano imparando un mestiere. Bei tempi!</p>
<p><em>Erano in tanti, calzolai, falegnami, stagnini, fabbri, sarte, riparatori di elettrodomestici, riparatori di orologi ecc. che ci permettevano di “non buttare niente”.</em></p>
<p>Oggi invece siamo “invitati” a non riparare e a ricomprare tutto e noi, purtroppo, accettiamo l’invito.</p>
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2020/02/08fa4c46-7a5e-475e-8e7d-3dd6470f725d.jpeg"><img class="alignnone wp-image-2990 size-large" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2020/02/08fa4c46-7a5e-475e-8e7d-3dd6470f725d-e1582125645835-1024x610.jpeg" alt="08fa4c46-7a5e-475e-8e7d-3dd6470f725d" width="1024" height="610" /></a></p>
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		<title>Ambiente: Greta? No, Rosella.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Oct 2019 14:26:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Bisconti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Luigi Bisconti]]></category>
		<category><![CDATA[Pitigliano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il processo di degrado della terra è provocato da diversi fattori, tra i quali le variazioni climatiche provocate dalle attività umane. Il clima sta cambiando e questo accade da antichissime ere geologiche, ma da diversi anni il cambiamento è correlato, in maniera evidente, anche all’attività umana. Quello che viene prodotto artificialmente dall’attività dell’uomo sta compromettendo seriamente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-02-at-15.29.14.jpeg"><img class="  wp-image-2858 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2019/10/WhatsApp-Image-2019-10-02-at-15.29.14-300x400.jpeg" alt="Rossella" width="311" height="415" /></a>Il processo di degrado della terra è provocato da diversi fattori, tra i quali le variazioni climatiche provocate dalle attività umane. Il clima sta cambiando e questo accade da antichissime ere geologiche, ma da diversi anni il cambiamento è correlato, in maniera evidente, anche all’attività umana. Quello che viene prodotto artificialmente dall’attività dell’uomo sta compromettendo seriamente il futuro del nostro pianeta. Dei cambiamenti climatici si parla ormai da decenni e sul tema sono stati fatti numerosi rapporti da équipe di scienziati altamente qualificati. Si è lungamente discusso e argomentato in materia ma probabilmente non è servito a tanto visto che il degrado sta inesorabilmente continuando. Eppure è bastato che una ragazza esponesse il problema che si scatenasse subito un movimento in favore del pianeta. Allora mi viene spontaneo chiedermi dove era tutta questa gente finora? Dove è vissuta? Forse in un altro pianeta? La ragazza sta dicendo cose drasticamente serie e sensate e la sua battaglia è sicuramente condivisibile, quello che non condivido è il fatto che si faccia tanto clamore su cose dette e ridette. Mi fa piacere che i giovani si siano schierati, mi fa piacere vedere le nuove generazioni in prima linea (li vorrei vedere in prima linea anche contro l’inquinamento elettromagnetico causato dalle antenne dei telefonini), ma ho come l’impressione che la cosa sia stata strumentalizzata ad arte con i soliti(spregevoli) scopi commerciali-politici. Spero che questa ragazza non sia stata coinvolta, suo malgrado, in un meccanismo molto più grande di lei che rischia di distruggerla più del cambiamento climatico. Detto questo, però non possiamo restare fermi davanti a queste problematiche anzi dobbiamo inevitabilmente fare qualcosa. Piccole cose ma utili alla causa, dobbiamo dare il nostro contributo quotidianamente con piccole iniziative sia personali che d’insieme. Sembra un questione complicata ma fare qualcosa è più semplice di quanto si pensi.<br />
Raccolta differenziata, risparmio energetico, energie alternative, consumo di prodotti ecologici ecc. ecc., sono cose alla portata di tutti. Nel nostro territorio, per esempio, ormai da tempo è stato adottato il sistema della raccolta differenziata dei rifiuti. Purtroppo, come spesso accade, “si parla bene e sì razzola male”. Tutti pronti a difendere la ragazza svedese poi in fila per comprare prodotti dannosi all’ambiente e a gettare rifiuti (spesso nocivi) dove capita.</p>
<p><strong>«</strong><em>Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo</em><em>»</em> (<strong>Mahatma Gandhi)</strong></p>
<p>Quindi dipende da noi. E’ necessario dunque cambiare le nostre abitudini altrimenti manifestare per il cambiamento climatico senza aver “ripulito noi stessi”, è come andare all’oktoberfest e portarsi un “peroncino”. Del tutto inutile. Ma in mezzo a tutta questa trascuratezza esiste qualcuno che si occupa, con piccoli gesti, di proteggerci dalla rovina. Già, anche noi abbiamo la nostra Greta anzi no, noi abbiamo la nostra Rosella. Questa ragazza pitiglianese da anni si occupa di salvaguardare l’ambiente senza clamori, senza riconoscimenti, senza servizi televisivi o manifestazioni. In silenzio. Senza che nessuno glielo abbia chiesto. Eppure è straordinariamente importante quello che sta facendo. Da anni infatti, durante le sue passeggiate per le strade statali intorno a Pitigliano, si “arma” di buste e raccoglie tutta la plastica che viene “abbandonata” ai bordi delle carreggiate. Sia all’andata che al ritorno, raccoglie i rifiuti per poi smaltirli nei contenitori dedicati. Quanti di noi l’hanno vista lungo la strada raccogliere rifiuti e caricarsi l’onere di smaltirli?  Tantissimi. Quanti di noi sono fermati chiederle se aveva bisogno di una mano?  Quanti gli hanno dato veramente un mano in quello straordinario servizio che sta svolgendo da anni? Nessuno, che io sappia. Pensate se nel nostro territorio invece di esserci una di Rosella ce ne fossero dieci o cento o addirittura mille, renderebbero al pianeta un servizio straordinario.<br />
La nostra Rosella è un esempio per tutti noi. La sua semplicità così disarmante nello svolgere un servizio così importante, deve diventare un insegnamento per tutti. Rosella rende un grandissimo servizio a tutta la comunità ed è quindi motivo di grande orgoglio avere una concittadina cosi virtuosa, che si è imposta un compito, “Per mantenermi in forma” dice e invece sta “tenendo in forma” il nostro pianeta. Merita sicuramente un riconoscimento ufficiale e spero che l’amministrazione comunale, sempre attenta a queste tematiche, ne tenga conto.<em><br />
</em>Ci sono persone “silenziose” che spesso producono molti più benefici all’umanità di quanto non facciano gli “schiamazzi” su facebook o le urla in tv. Fatti non parole. Quindi grazie Greta ma noi abbiamo la “silenziosa” e preziosa Rosella e ce la teniamo stretta. Grazie di tutto Rosella! Sei un bellissimo esempio da seguire per tutti noi.</p>
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		<title>La Festa della Contea 2019</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Aug 2019 07:53:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Bisconti]]></dc:creator>
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<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2019/08/68858005_2298990503470386_3251529210757382144_o.jpg"><img class="  wp-image-2807 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2019/08/68858005_2298990503470386_3251529210757382144_o-400x267.jpg" alt="68858005_2298990503470386_3251529210757382144_o" width="380" height="253" /></a>La festa, diventata ormai una meta d&#8217;obbligo per i turisti e per gli abitanti del nostro territorio, è riconosciuta come una fra le più importanti e del nostro paese. L’ evento molto suggestivo, ha cambiato pelle. Un format diverso, dovuto in parte ai lavori di ristrutturazione del Catello Orsini, dove si intrecciano comunque sapori, intrattenimento, magia. La festa ed avrà luogo infatti nella suggestiva piazza della Repubblica “all’ombra del Castello”, dove sarà allestita un tendostruttura che ospiterà la Mensa del Conte e l’Hosteria del Viandante. Si potrà cenare seduti comodamente al tavolo, dove i servitori porteranno agli ospiti un vassoio pieno di prelibatezze, o preferire un bel panino all’Hosteria del Viandante in tutte e due i casi si potrà goder di uno spettacolo meraviglioso; sarà possibile assistere al passaggio di cortei di personaggi in armature e vestimenti d&#8217;epoca ed alle esibizioni di valenti artisti, lasciarsi emozionare da musiche e balli , farsi trascinare dalle performance di artisti di strada che ci trasporteranno nella magica atmosfera Rinascimentale.</p>
<p><strong>Il tema di quest&#8217;anno: “Cosimo I dei Medici e gli Orsini di Pitigliano”</strong><br />
<a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2019/08/68468005_2298990193470417_8667340945034838016_o.jpg"><img class="  wp-image-2808 alignleft" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2019/08/68468005_2298990193470417_8667340945034838016_o-400x267.jpg" alt="68468005_2298990193470417_8667340945034838016_o" width="334" height="223" /></a>La Festa della Contea di Pitigliano è stata infatti inserita nell’ambito del Progetto regionale “Le Vie dei Medici” Cosimo I, di cui ricorre il V Centenario della nascita (1519-2019), che è figura fondamentale come fondatore del Granducato di Toscana. Un conferenza a cura del Prof. Angelo Biondi, il giorno 22 agosto, spiegherà la tematica e presenterà l&#8217;itinerario Mediceo nella Contea di Pitigliano. Durante la manifestazione sarà possibile usufruire delle visite guidate sui percorsi medicei locali. Un grande spazio sarà dedicato al “Mercatino della Contea”. Una moltitudine di banchetti tematici, artigianato, arte, cultura e antichi mestieri. Vista la grande richiesta di partecipazione, il mercato sarà collocato in parte in Piazza delle Repubblica e in parte in Piazza Garibaldi. Un grande appuntamento culturale e gastronomico dal 22 al 24 Agosto 2019 a Pitigliano che raggiungerà il top il 24 agosto, con la rievocazione Storica del “Palio a Correre”. I Quattro rioni storici del paese si affronteranno nel palio lungo le vie del centro storico in un’accanita sfida per aggiudicarsi il favori del Conte Niccolò III Orsini.<br />
Il palio ci riporta ai tempi in cui il conte Niccolò amava bearsi e rinfrescarsi nelle straordinarie acque sorgive del territorio (si narra che avessero proprietà benefiche e medicamentose). Dopo ogni battaglia il Conte rientrando a Pitigliano chiedeva che gli venissero portate le sue “dolci acque” così era solito chiamarle. Il popolo pitiglianese si mobilitava in una sorta di gara per portare al conte l’acqua migliore e ricevere il compenso. Ricevuta l’acqua, il magnanino Conte, invitata tutto il popolo nella piazza fuori dal Castello (l’attuale Piazza della Repubblica) e permetteva a tutti di mangiare e bere alla sua Mensa. “Il Conte accoglie il popolo” è questa la tematica gastronomica dell’edizione 2019.<br />
Anche quest&#8217;anno quindi si ripeterà magia della festa della Contea di Pitigliano, che trasformerà per tre giorni, uno dei borghi più belli d’Italia, in un vero e proprio borgo rinascimentale, animato da nobili e servi, artisti ed artigiani, saltimbanchi e musicisti e da molti altri personaggi in livrea rinascimentale.</p>
<p>Il Conte v’aspetta a cena.</p>
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2019/08/WhatsApp-Image-2019-08-19-at-19.20.58.jpeg"><img class="  wp-image-2809 aligncenter" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2019/08/WhatsApp-Image-2019-08-19-at-19.20.58-263x400.jpeg" alt="WhatsApp Image 2019-08-19 at 19.20.58" width="308" height="469" /></a></p>
<p><em>Nell’ambito del Progetto regionale “Le Vie dei Medici” Cosimo I, di cui ricorre il V Centenario della nascita (1519-2019), si celebra quest’anno la Festa della Contea a Pitigliano, che ha come argomento: “Cosimo I dei Medici e gli Orsini di Pitigliano”. Cosimo è figura fondamentale come fondatore del Granducato di Toscana, da lui unificata quando alla fine della Guerra di Siena (1552-1559) riuscì ad ottenere anche lo Stato Senese. Il prof. Angelo Biondi giovedì 22 agosto 2019, alle ore 17 presso la Biblioteca di Pitigliano (piazzetta di Palazzo Orsini) terrà in proposito una conferenza pubblica sull’argomento, in cui verranno delineati i difficili rapporti di Cosimo con Niccolò IV Orsini, signore della piccola ma strategica Contea di Pitigliano. Niccolò aveva partecipato alla Guerra di Siena come alleato della Francia e aveva occupato nel 1555 la città di Sovana. Quando Cosimo chiese la restituzione della città quale parte dello Stato Senese, Niccolò IV arrogantemente si rifiutò, affermando che in passato Sovana era stata dominio dei suoi antenati. Da qui cominciarono una serie di vicende, che impegnarono non solo Cosimo, ma anche i suoi successori, nel tentativo di impadronirsi della Contea di Pitigliano, fondamentale con le sue fortezze per il consolidamento e la difesa del confine meridionale del Granducato. Ma tale tentativo non era facile per le notevoli implicazioni politiche presso la Curia pontificia e le Corti di Francia, Spagna e dell’Impero. Tali vicende implicarono anche la crisi degli Orsini, avviluppati in lotte fratricide: padri contro figli, fratelli contro fratelli fino alla cessione della Contea ai Medici nel 1064, divenuta definitiva nel 1608 con l’investitura imperiale. Sarà infine delineato l’Itinerario Mediceo” della Contea di Pitigliano a cominciare dalla maggiore realizzazione dei Granduchi a Pitigliano: l’Acquedotto Mediceo per passare poi alle altre testimonianze del periodo dei Medici nell’abitato di Pitigliano.</em></p>
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2019/08/68634553_2298992360136867_426120734981488640_o.jpg"><img class=" size-medium wp-image-2810 aligncenter" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2019/08/68634553_2298992360136867_426120734981488640_o-400x267.jpg" alt="68634553_2298992360136867_426120734981488640_o" width="400" height="267" /></a></p>
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