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	<title>Il Nuovo Corriere del Tufo &#187; Lo scaffale del bibliotecario</title>
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	<description>Manciano · Pitigliano · Sorano</description>
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		<title>&#8220;Nel segno del destino&#8221;, il libro di Maria Modesti presentato a &#8220;ClassicaMente&#8221; a Pitigliano</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2022 14:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lo scaffale del bibliotecario]]></category>
		<category><![CDATA[News dal tufo]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Culturale Pitigliano]]></category>
		<category><![CDATA[Pitigliano]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Venerdì 5 agosto dalle ore ore 18 presso il Cortile di Palazzo Orsini incontreremo Maria Modesti “Nel segno del destino” ed. Effigi presentazione di Letizia Stammati. Si tratta del primo incontro di &#8220;Chiavi di lettura&#8221; all&#8217;interno della rassegna di ClassicaMente organizzata dal centro Culturale di Pitigliano. Quest&#8217;anno compare una sezione che abbiamo voluto intitolare Chiavi di lettura, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="  wp-image-3503 alignleft" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2022/08/Schermata-2022-08-04-alle-16.47.23.png" alt="Schermata 2022-08-04 alle 16.47.23" width="300" height="419" />&#8220;<em>Venerdì 5 agosto dalle ore ore 18 presso il Cortile di Palazzo Orsini incontreremo Maria Modesti “Nel segno del destino” ed. Effigi presentazione di Letizia Stammati.</em></p>
<p class="p1"><em>Si tratta del primo incontro di &#8220;Chiavi di lettura&#8221; all&#8217;interno della rassegna di ClassicaMente organizzata dal centro Culturale di Pitigliano. Quest&#8217;anno compare una sezione che abbiamo voluto intitolare Chiavi di lettura, uno spazio dedicato a scrittori emergenti e non. Una lettura della realtà che ci circonda filtrata dalle nostre emozioni, dai nostri punti di vista, dall’universo di sentimenti che ci rende unici&#8221;.</em></p>
<p class="p1"><em>&#8220;Esistono sentimenti che con la loro appassionata intensità travalicano l’ambito in cui sono stati concepiti, per giungere fino a noi sempre vivi e intatti nel pregio di rappresentare le infinite disposizioni dell’anima; soprattutto possiedono una simile capacità gli affetti del cuore femminile, che facendosi spazio nella nostra sensibilità di individui moderni, ci impongono considerazioni profonde, nuove, affrancate dagli schemi di valutazione attraverso i quali la storia letteraria e la vita reale ce li hanno consegnati&#8221;.</em></p>
<p class="p1"><em>Da qui si dipana il racconto che Maria Modesti sviluppa intorno a vicende esemplari quanto dolorose, affidandosi alla voce dei medesimi personaggi: Fedra, Pia e Margherita, l’Imperatrice Teodora, Antonietta Alberti, Isabella di Morra.</em></p>
<p class="p1"><em>Nonostante la diversità dei tempi che hanno abitato, qualcosa unisce queste donne nella comprensione che dobbiamo loro, ovvero quella estrema fragilità che ne ha determinato il percorso interiore, ma anche la forza di affrontare la propria sorte: divenute preda di soprusi efferati, di giudizi ottusi o vittime delle loro stesse passioni, mai hanno smarrito la consapevolezza di sé e delle loro responsabilità.” Letizia Stammati</em></p>
<p class="p1"><em>Maria Modesti è nata a Manciano (Grosseto) nel 1947, poetessa ed autrice teatrale, ha al suo attivo numerose pubblicazioni, tra le quali le raccolte di poesia Nel silenzio (1995, segnalata al Premio Montale 1996), Su uno spartito (2003, Premio Circe Sabaudia 2004), Praga: un sogno, una città con incisione di Pietro Paolo Tarasco e nota critica di Mario Luzi (2004), la silloge Il seme della vita (in Nuestra Voz, Comité de Escritoras del P.E.N. Club Internacional, Biblioteca de Textos Universitarios, Santa – Argentina, 2005), Zakynthos (2007), Corpus<b> </b>(2010)<b> </b>e Preannunci e marine<b> </b>(2012)<b> con prefazione di</b> Giorgio Bàrberi Squarotti, La bellezza selvaggia (2015), Scintille nel buio (1018, Premio Speciale della Giuria al Premio Casentino 2019), Oltre le tenebre con l’artista Marco Nereo Rotelli (2020) e La linea d’oro (2021).</em></p>
<p class="p2"><em>Nel 2005 è tra i poeti scelti dalla Commissione Italiana per l’UNESCO ‘ Poesia oltre il confine’.</em></p>
<p class="p1"><em>Tra le sue altre pubblicazioni il saggio Finzione e verità nel teatro di Mario Luzi (2005) e le raccolte di racconti L’Angelo (2006), Il sogno dell’upupa (2011), Silenzi d’arabesco (2016), la memoria &#8211; ritratto Sui passi di Mario Luzi (2018) con prefazione di Marco Nereo Rotelli.</em></p>
<p class="p1"><em>Notevolissima la sua produzione teatrale con le pièces Amarissima la ricordanza (coprodotta dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani, Recanati, Bicentenario Leopardiano 1998), Libellula (con Elisabetta Pozzi, Teatro Festival di Parma 1999; in Sipario, 2000), Pilla, un sogno perduto (con Marisa Fabbri , regia di Fabio Battistini, Recanati, 2001; in Sipario 2001), Maneja (Sipario, 2003) ed Antigone in “Donne contro” messe in scena dal regista Francesco Tarsi nel 2006), Il Poeta – Omaggio a Mario Luzi (Raffaelli, 2009; messo in scena nello stesso anno a Firenze nel Battistero di San Giovanni con Franco Graziosi per la regia di Fabio Battistini); La passione d’una vita &#8211; Rossano Naldi con disegni di Rossano Naldi, CB Edizioni, 2013, messo in scena a Pienza, nel 2013, da Paola Lambardi); le due raccolte Voci e suoni della Maremma con testi tra cui Paride Pascucci: un pittore, una vita e L’unità d’Italia: Olinto e Pietro Aldi (2014) messi in scena dal Teatro Studio nel 2011, e Nel cuore delle parole con le pièces San Paolo: il dramma di un uomo e Una luce: Santa Teresa d’Avila (2019). L’opera teatrale Medea, la straniera (Premio Letterario Internazionale G. Rohlfs, E. Mosino, A. Karanastasis, 2019), è stata pubblicata e tradotta nella parlata calabro &#8211; greca.</em></p>
<p class="p1"><em>Fa parte della trilogia: Antigone, Medea e Fedra.</em></p>
<p class="p1"><em>Nell’estate 2021 messa in scena di Medea la straniera ed Antigone con Michela Azzolini, Flavia Comi e con il Sax di Vanessa Guadagno per la regia di Francesco Tarsi.&#8221;</em></p>
<p class="p3"><span class="s1">Scheda del volume &gt; <a href="http://www.cpadver-effigi.com/blog/nel-segno-del-destino-maria-modesti/?fbclid=IwAR3UwLHBApSmfgPx9eeIcf_7qIY_f_OOb9TmMK4Iha0y5ZvUZPpi42JClOk"><span class="s2">http://www.cpadver-effigi.com/&#8230;/nel-segno-del-destino&#8230;/</span></a></span></p>
<p class="p3"><strong>Centro Culturale Fortezza Orsini Pitigliano</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quarant&#8217;anni di Vita del Centro Culturale di Pitigliano: “Con la memoria al passato e lo sguardo al futuro”</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2021 13:04:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Lo scaffale del bibliotecario]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Culturale Pitigliano]]></category>
		<category><![CDATA[Fortezza Orsini]]></category>

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		<description><![CDATA[Fu il vescovo, mons. Giovanni D’Ascenzi, a lanciare l’idea di costituire un’associazione culturale a Pitigliano. Da questa sollecitazione partì una serie di riunioni, frequenti, affollate e partecipate da persone di varie estrazioni socio culturali e impegnate in diversi campi della vita pitiglianese. Nel corso degli incontri, quello che più si percepiva era la voglia di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fu il vescovo, mons. Giovanni D’Ascenzi, a lanciare l’idea di costituire un’associazione culturale a Pitigliano. Da questa sollecitazione partì una serie di riunioni, frequenti, affollate e partecipate da persone di varie estrazioni socio culturali e impegnate in diversi campi della vita pitiglianese. Nel corso degli incontri, quello che più si percepiva era la voglia di mettersi insieme, per rispondere ad un bisogno di crescita personale, ma anche della comunità.<br />
E così il 23 aprile 1981, fu costituita l’Associazione “Centro Culturale Fortezza Orsini”, i cui soci fondatori furono Ernesto Celata, Massimo Corsini, Stefano Formiconi, Anna Maria Liberati, Marella Niccolucci, Concetta Pezone, Maria Pia Pieroni, Eurialo Pratesi, Antonio Ragnini, Antonio Sovani e Maria Grazia Ubaldi. Una associazione che non fosse di parte né esclusiva, ma aperta e accogliente; che ponesse attenzione agli aspetti sociali, culturali e ambientali della nostra realtà, per approfondirli, dibatterli, per dare un significativo contributo ad individuare bisogni e tentare di trovare soluzioni.</p>
<div id="attachment_3348" style="width: 472px" class="wp-caption alignright"><img class="wp-image-3348 " src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2021/05/pag-11-laboratorio-teatrale-400x279.jpeg" alt="laboratorio teatrale del 2006" width="462" height="322" /><p class="wp-caption-text">laboratorio teatrale del 2006</p></div>
<p>Le finalità: dallo Statuto <em>“promozione di attività culturali e sociali a beneficio…in particolar modo dei residenti nei comuni di Pitigliano, Manciano e Sorano… aperti ad ogni iniziativa culturale valida e costruttiva per favorire l’unione, il dialogo e il confronto… </em>con l’attenzione anche <em>alla ricerca e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali del territorio”.<br />
</em>Già da subito, l’Associazione iniziò il suo percorso in piena coerenza con le finalità e i principi per i quali si era costituita, con notevole fervore nel realizzare iniziative e un grande impegno in tutti gli ambiti scelti.<br />
Dalla <em>Relazione al primo anno di attività </em>si rileva l’attenzione alle problematiche giovanili con incontri/dibattiti. Vengono individuati “spazi” dove la creatività diventa motore di ricerca per attivare proposte. Ed ecco allora il teatro, con rappresentazioni teatrali e con l’avvio di un progetto di animazione teatrale; tali attività cresceranno negli anni, fino ad essere ancora oggi una bellissima realtà, sia per ragazzi che per adulti. L’arte e la musica, con mostre di scultura e di pittura e concerti di notevole spessore artistico musicale. Il territorio, con una conferenza sulla viticultura. Le tradizioni, con il sostegno alla ripresa delle <em>“Befanate”. </em>Il patrimonio culturale, con le escursioni alle Vie Cave e con le iniziative relative alla cultura ebraica, dimostrando di aver saputo coglierne l’alto valore storico, che impone di conoscere, curare e conservare i nostri beni culturali, che sono le nostre radici ma si riveleranno, di lì a poco, anche contenuti fondamentali per l’offerta turistica; dall’interesse per le Vie Cave, in anni recenti è nato il progetto<em>”Walks and Trekking”, </em>che il Centro Culturale sta portando avanti attualmente. Gite a scopo culturale, momenti informali ma fortemente aggreganti quali alcune feste di Carnevale… e le cene di Primavera…Non è mancata poi l’attenzione alla produzione letteraria, locale e mondiale, con incontri di invito alla lettura; da queste esperienze prenderà più tardi l’avvio anche <em>“Classicamente</em>”, progetto oggi alla sua 13^ edizione. Nel corso degli anni sono stati tanti gli impegni legati alla lettura, uno per tutti la gestione della Biblioteca dal 2005, con tante iniziative di animazione alla lettura e laboratori per bambini.<br />
Quindi fin dal suo nascere, il Centro Culturale “ha segnato” la sua strada: lungo questi filoni, pur attraversando talvolta momenti di difficoltà, ha camminato, evolvendosi nelle sue proposte e potenziandole, per un periodo lungo 40 anni.<br />
E da questo traguardo, nonostante il momento buio e incerto che stiamo vivendo, il Centro Culturale si proietta verso il futuro, con lo stesso spirito, forte e indomito, verso nuove sfide, che il contesto socio culturale globale mutato ci spinge a raccogliere, con l’auspicio di poterlo fare insieme alle altre associazioni che operano nella nostra comunità.</p>
<p><em>Diva Bianchini</em></p>
<div id="attachment_3349" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><a href="Foto Massimo Corsini"><img class="size-large wp-image-3349" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2021/05/Schermata-2021-05-21-alle-15.01.47-1024x445.png" alt="Un po' di storia del CC pitiglianese. Massimo Corsini, uno dei fondatori" width="1024" height="445" /></a><p class="wp-caption-text">Un po&#8217; di storia del CC pitiglianese. Massimo Corsini, uno dei fondatori</p></div>
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		<title>Le copertine della nostra vita</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2020 14:16:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Zecchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lo scaffale del bibliotecario]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Pitigliano]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Zuccarelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Un libro è un giardino che puoi custodire in tasca Proverbio arabo Da circa 10 giorni stiamo lavorando alla riorganizzazione degli spazi per poter ricominciare a fruire, in sicurezza, della Biblioteca Comunale “F. Zuccarelli” di Pitigliano, e aspettiamo con ansia la determina dell’Amministrazione con la data di riapertura. Riorganizzare gli spazi, seguendo scrupolosamente tutti i protocolli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un libro è un giardino che puoi custodire in tasca</em><br />
Proverbio arabo</p>
<p>Da circa 10 giorni stiamo lavorando alla riorganizzazione degli spazi per poter ricominciare a fruire, in sicurezza, della <strong>Biblioteca Comunale “F. Zuccarelli” </strong>di Pitigliano, e aspettiamo con ansia la determina dell’Amministrazione con la data di riapertura. Riorganizzare gli spazi, seguendo scrupolosamente tutti i protocolli e le linee guida, ci fa comprendere anche di quanto sensibilmente cambieranno gli approcci che finora hanno scandito le nostre abitudini e consuetudini; presto comunicheremo le modalità di accesso alla biblioteca che saranno concordate esclusivamente su appuntamento.<br />
Elisabetta Peri, bibliotecaria e archivista, in questi anni ha instaurato con tutti gli utenti un legame speciale, un legame che ha permesso a tutti noi di essere vivificato e rinsaldato dalle pagine di un libro.<br />
Nel periodo del lockdown, “sospensione” e cambiamento dei nostri stili di vita, indossare i guanti e la mascherina, evitare i baci, gli abbracci e le strette di mano ci ha fatto ragionare e riflettere su quanto fosse importante e vitale il contatto e il confronto con l’altro. Sui profili Facebook è comparso un giochino “Le copertine dei libri che hanno avuto un grande impatto sulla propria vita”… ed è proprio da qui che nasce questo appuntamento e la molla scatta da un brano che mio figlio Giorgio mi ha fatto ascoltare qualche tempo fa… un brano rap di <strong>Ask-1</strong> <em>La fattoria degli animali </em>che prende spunto dal romanzo omonimo di George Orwell</p>
<p><em>gli animali fanno i versi<br />
</em><em>le persone invece parlano<br />
</em><em>gli animali fanno i versi<br />
</em><em>le persone invece parlano…<br />
</em>&#8230;<br />
<em>se non produci più sei da buttare via<br />
</em>&#8230;<br />
<em>hai più di mille amici ma non parli con i tuoi parenti</p>
<p></em>se volete potete ascoltare il brano cliccando sul link <a href="https://www.youtube.com/watch?v=zuAxtTWyXyU">https://www.youtube.com/watch?v=zuAxtTWyXyU</a></p>
<p><img class="  wp-image-3164 aligncenter" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2020/06/d6546c380c6d2f2b29da19feb22cd99e.jpg" alt="d6546c380c6d2f2b29da19feb22cd99e" width="399" height="652" /></p>
<p>E l’ascolto di questo brano rap afferra nella mia memoria il ricordo della lettura proprio di questo libro in terza liceo con il mio professore d’inglese. Mi rivedo studentessa, con tutti i problemi legati all’adolescenza, a ripassare e rivivere nella mente quanto il mio prof ci raccontava in classe tra i sorrisetti di noi, seduti sui banchi di scuola, nell’essere alle prese con un romanzo un po’ insolito…<br />
Il signor Jones, della Fattoria Padronale, serrò a chiave il pollaio per la notte, ma, ubriaco com’era, scordò di chiudere le finestrelle. Poco dopo il romanzo assume quasi le sembianze di una favola, la scena viene occupata dalla presenza di animali che “magicamente” parlano e noi, lettori riusciamo a capire, comprendere e ascoltare le loro parole.<br />
La trama de <em>La fattoria degli animali</em> si basa su una rivolta, una ribellione degli animali nei confronti dell’uomo, Mr Jones appunto, e sull’attuazione di una democrazia modello, una democrazia fondata sull’uguaglianza, su pari diritti e doveri, sul rispetto reciproco, ma che poi con il tempo fallisce miseramente. Una satira sull’arroganza del potere che punta l’attenzione su come i valori universali che elevano una comunità, vengano calpestati e manipolati dai propri interessi. La Costituzione che regola la vita e sancisce i diritti e i doveri all’interno della fattoria è rappresentata dai sette comandamenti che via via, durante lo svolgersi del racconto, vengono trasformati all’occasione al fine di definire un potere sempre più totalitario e tirannico, quel faro, la Costuituzione, che illumina, accoglie e regola si trasforma inesorabilmente da <strong><em>Tutti gli animali sono uguali </em></strong>in<br />
<strong><em>Tutti gli animali sono uguali </em></strong><em><strong>ma alcuni animali sono più uguali di altri.</strong><br />
</em>Ringraziamo la redazione del Nuovo Corriere del Tufo per averci coinvolto in questa nuova avventura dedicandoci uno spazio per noi molto importante per costruire insieme a voi tutti un viaggio coraggioso, e ci auguriamo entusiasmante. Siamo emozionate! Grazie infinite!</p>
<p><em>Elisabetta e Sabrina</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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