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	<title>Il Nuovo Corriere del Tufo &#187; Le piante che curano</title>
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	<description>Manciano · Pitigliano · Sorano</description>
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		<title>La cromopuntura</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Nov 2018 15:55:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Scarpa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Le piante che curano]]></category>

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		<description><![CDATA[La Cromopuntura è l’applicazione puntuale di luce colorata su piccole zone predeterminate della pelle. Attraverso l’uso dei colori è possibile curare numerosi disturbi fisici e psicologici. Il fondatore della cromopuntura, Peter Mandel, da decenni esplora le numerose opportunità offerte dall’energia informativa della luce; ha visto come sia possibile eliminare le irregolarità della vibrazione della cellula e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/11/Cromopuntura-mano.jpg"><img class="  wp-image-2279 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/11/Cromopuntura-mano-400x171.jpg" alt="Cromopuntura-mano" width="465" height="199" /></a>La Cromopuntura è l’applicazione puntuale di luce colorata su piccole zone predeterminate della pelle. Attraverso l’uso dei colori è possibile curare numerosi disturbi fisici e psicologici. Il fondatore della cromopuntura, <em>Peter Mandel</em>, da decenni esplora le numerose opportunità offerte dall’energia informativa della luce; ha visto come sia possibile eliminare le irregolarità della vibrazione della cellula e riportarla a funzionare normalmente sfruttando le qualità della luce di un determinato colore. Mandel spiega che applicando una determinata luce colorata su un punto della pelle, questo colore, per effetto di risonanza, comunica un’informazione agli organi di coordinazione endocrina del cervello. Questi, ricevendo le informazioni adatte, deficienti per la malattia, le rimanda al corpo ristabilendo l’armonia e quindi risolvendo il disturbo fisico. Questa teoria è stata dedotta da Mandel empiricamente, cioè osservando i risultati della cromopuntura su centinaia di pazienti. Il biofisico tedesco Fritz-Albert Popp nel 1984 ha dimostrato scientificamente che ogni cellula vivente emette delle radiazioni di luce, dette <em>biofotoni</em>. Questa vibrazione elettromagnetica costituisce un sistema di comunicazione intracellulare, tanto che lo stesso Popp definisce la luce come <em>il linguaggio tra cellule</em> che regola tutti i processi biofisici del corpo.                                                                                        La cromopuntura sarebbe, a questo punto, la terapia che insegna di nuovo al corpo a parlare con se stesso! La tecnica consiste nell’uso di una lampada a forma di penna con un beccuccio posto all’estremità che viene appoggiato sul punto scelto. I principali colori usati sono quelli principali, cioè il rosso, il blu e il giallo e quelli complementari il verde, l’arancione e il viola seguendo la teoria di Goethe. Inoltre si usano terapie più profonde anche il turchese, il verde luce, il porpora e il rosa.  I punti che vengono irradiati seguono i meridiani della Medicina Tradizionale Cinese e altri punti individuati da Mandel.<br />
La cromopuntura è una disciplina olistica che non cura il sintomo vero e proprio come quando s’ingerisce un’aspirina, ma cerca di curare lo squilibrio che ha portato ad avere il sintomo. Non si può più parlare di terapie olistiche come terapie alternative perché la medicina alternativa non esiste. La medicina moderna si occupa della materia e del corpo, la medicina energetica agisce sull’energia che regola tutti i processi vitali . Queste due medicine agiscono su due livelli diversi e perciò complementari, non in alternativa tra loro. I campi d’azione della cromopuntura, sono numerosi e soprattutto efficaci in ambito pediatrico. Agisce su tutti i disturbi fisici e in particolare su quelli di origine psicosomatica, utile nei disturbi dell’attenzione</p>
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		<title>Verbasco thapsus</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2018 15:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Scarpa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Le piante che curano]]></category>

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		<description><![CDATA[Tasso Barbasso, Barbaraschio, Barbaresco, Tasse barbasse Il Verbasco appartiene alla famiglia delle Scrofulariaceae, è una pianta biennale, originaria delle zone asiatiche ed europee. Il fusto è legnoso ed eretto, va dagli 80 ai 150 cm e talvolta è ramificato. Le foglie sono grandi, vellutate di color verde pallido.  I fiori gialli sono raccolti in una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/03/verbascum-pulverulentum.jpg"><img class="  wp-image-1971 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/03/verbascum-pulverulentum-266x400.jpg" alt="verbascum-pulverulentum" width="335" height="504" /></a>Tasso Barbasso, Barbaraschio, Barbaresco, Tasse barbasse<br />
</strong>Il Verbasco appartiene alla famiglia delle Scrofulariaceae, è una pianta biennale, originaria delle zone asiatiche ed europee.<br />
Il fusto è legnoso ed eretto, va dagli 80 ai 150 cm e talvolta è ramificato. Le foglie sono grandi, vellutate di color verde pallido.  I fiori gialli sono raccolti in una lunga e grossa spiga e la loro fioritura inizia in maggio. Il verbasco è diffuso nei terreni incolti, ai margini delle strade di campagna e in terreni sassosi ben soleggiati. In Italia è una pianta che si trova spontanea sia nelle zone marittime che in quelle montane.</p>
<p><strong>Proprietà terapeutiche</strong><br />
La pianta è ricca di flavonoidi che, come è ormai noto, svolgono un’azione anticancerogena oltre che antinfiammatoria  e potenziano l’azione della vitamina C, fornisce anche vitamine B2, B5, B12 e D, magnesio e zolfo. Il verbasco contiene saponine, così chiamate per la loro caratteristica di formare schiuma a contatto con l’acqua, che svolgono un’azione di fluidificazione del muco e sono presenti in quasi tutte le piante. Le mucillagini che calmano la tosse, hanno un effetto antinfiammatorio ed emolliente anche nei confronti dello stomaco e dell’intestino. I tannini hanno, come caratteristica principale, quella di essere astringenti, per cui utile anche in caso di diarrea. In caso di affezioni delle prime vie respiratorie, i suoi componenti risultano utili e confermano la validità del suo uso tradizionale come emolliente, espettorante, calmante e antinfiammatorio.<br />
Per le emorroidi e le irritazioni della pelle: i principi attivi della pianta svolgono un’azione antinfiammatoria, calmante e astringente. Parti usate: fiori e foglie. Raccolta: durante tutta la fioritura. Utile in caso di malattie dell’apparato respiratorio: tosse, tracheiti, bronchiti, asma, stati influenzali con catarro; e cura le malattie della pelle: orticaria, pruriti, dermatosi squamose, ustioni, geloni, foruncolosi, acne, ferite e piaghe.</p>
<p><strong>Modalità di assunzione. Infuso, decotto, tintura madre.<br />
</strong><em>Tisana antinfluenzale e per la tosse</em><br />
Preparate una miscela di 100gr con i fiori secchi di verbasco, malva e violetta. Fare un infuso con 25 gr di miscela in un litro di acqua.Filtrare accuratamente con una garza e berne 3-4 tazze al giorno.<br />
<em>Infuso per asma, tosse, bronchiti e tracheiti</em><br />
Preparare un infuso con 10 g di fiori secchi di verbasco. Lasciare riposare 10 minuti  a recipiente coperto, quindi filtrare. Prenderne tre tazze al giorno ben calde, di cui una la mattina a digiuno e una la sera prima di coricarsi.<br />
<em>Nota<b>. </b>I preparati a base di verbasco <strong>devono essere filtrati</strong> prima di essere bevuti, in quanto la peluria che ricopre la pianta ha effetto irritante per la mucosa della bocca.<br />
</em><em>Per le malattie della pelle, ferite e piaghe.<strong><br />
</strong></em>Fare un decotto con due manciate di fiori e foglie secche in un litro d’acqua, bollire dieci minuti e filtrare. A questo punto imbevete una pezzuola e applicatela sulle zone colpite più volte al giorno fino a miglioramento.<br />
<em>Tintura madre </em><br />
E&#8217; indicata in tutti i casi di bronchite asmatica, bronchite, tonsillite, tosse e tracheite. Modalità d&#8217;uso:  3-4 gocce per ogni 10 kg di peso in mezzo bicchiere d’acqua, da 2 a 3 volte al giorno ( mattino a digiuno e prima di coricarsi) fino a scomparsa dei sintomi. Per uso esterno è indicata su emorroidi, ascessi e scottature.</p>
<p><strong>Controindicazioni<br />
</strong>Il verbasco non presenta controindicazioni alle dosi terapeutiche normali, eccetto ipersensibilità individuale. Se ne sconsiglia l’utilizzo in gravidanza e durante l’allattamento.</p>
<p><strong>Curiosità<br />
</strong>Il nome del genere è quello usato da Plinio, forse deriva dal latino “barbascum” che significa “barbato”, con riferimento alla diffusa pelosità di queste piante. Il verbasco era considerato una pianta dagli effetti magici perché serviva a scongiurare i cattivi presagi.</p>
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		<title>Ortica, Urtica Dioica L</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2018 16:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Scarpa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Le piante che curano]]></category>

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		<description><![CDATA[Garganella, Urtiga, Vertiga. Il nome ortica deriva dal latino &#8220;urere&#8221; che significa &#8220;bruciare&#8221;, mentre la parola dioica (che significa &#8220;con due case&#8221;) indica la specie e si riferisce al fatto che i fiori maschili sono distinti da quelli femminili. L’ortica è un’erba perenne eretta, può raggiungere il metro di altezza a volte anche i due, le foglie sono ovato-lanceolate, appuntite, dentato-seghettate. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/03/ortica.png"><img class="  wp-image-1939 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/03/ortica-400x278.png" alt="ortica" width="419" height="291" /></a><strong>Garganella, Urtiga, Vertiga.</strong><br />
Il nome ortica deriva dal latino &#8220;urere&#8221; che significa &#8220;bruciare&#8221;, mentre la parola dioica (che significa &#8220;con due case&#8221;) indica la specie e si riferisce al fatto che i fiori maschili sono distinti da quelli femminili. L’ortica è un’erba perenne eretta, può raggiungere il metro di altezza a volte anche i due, le foglie sono ovato-lanceolate, appuntite, dentato-seghettate. I fiori sono piccoli e senza petali, sono riuniti in glomeruli formanti lunghe ed esili spighe. Tutta la pianta è provvista di peli urticanti contenenti acido formico.<br />
<strong>Impieghi terapeutici</strong><strong>.</strong> L’ortica è una delle piante con il maggior numero di proprietà medicinali; è ricca di clorofilla, acido folico e ferro per questo si usa in caso di <strong>anemia</strong>. La pianta possiede anche proprietà <strong>vasocostrittrice</strong> (contrae i vasi sanguigni) ed <strong>emostatica</strong> (ferma le emorragie), quindi è impiegata specialmente nei casi di emorragie nasali e uterine. È utilissima per le donne che soffrono di mestruazioni abbondanti. Le foglie sono ricchissime di sali minerali, vitamine A, C e K, di rame e zinco. <strong> </strong>In infusione sono utili anche nel periodo della menopausa grazie alla sua funzione remineralizzante, ricostituente e tonificante.  Ha inoltre azione <strong>depurativa, diuretica e alcalinizzante</strong>: è indicata in caso di debolezza fisica,  gotta, affezioni reumatiche, di artrite, iperglicemia e cistite. L’ortica possiede anche un’azione <strong>galattogoga</strong>, dovuta alla capacità di aumentare la secrezione del latte materno.</p>
<p><strong>Modalità d&#8217;assunzione</strong>: infuso, decotto e tintura madre, cataplasma.</p>
<p><strong><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/03/or.png"><img class="  wp-image-1941 alignleft" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/03/or.png" alt="or" width="278" height="144" /></a>Infuso di ortica</strong>. Mettere 2 cucchiaini di foglie secche in una tazza d’acqua bollente per 10 minuti. Se si usa la pianta fresca bastano tre foglie per una tazza. Filtrare l’infuso e bene due tazze al giorno lontano dai pasti per usufruire dell’azione remineralizzante, antianemica e diuretica. Per la cura dell’afte mettere in infusione 200gr di foglie secche in mezzo litro di acqua calda, lasciar riposare per 15 minuti, filtrare, mettere in un contenitore e fare degli sciacqui 3-4 volte al giorno.</p>
<p><strong>Decotto di erba fresca per un’azione depurativa</strong>. Mettere 50 g di ortica fresca in un litro e mezzo d’acqua fredda, bollire fino a ridurre a un litro, filtrare, mettere in una bottiglia e berne 2-3 bicchierini al giorno.</p>
<p><strong>Impacco di </strong><strong>ortica per rivitalizzante per capelli</strong><br />
Per preparare un impacco naturale, lessate alcune manciate di foglie di ortica, scolatele e tritatele finemente. Mescolate il trito di ortica al tuorlo di un uovo. Porre l’impacco sul cuoio capelluto per 15 minuti.</p>
<p><strong>Controindicazioni dell&#8217;ortica<br />
</strong>L&#8217;assunzione per via orale dell&#8217;ortica è sconsigliata durante la gravidanza perché stimola la motilità dell&#8217;utero. Se ne sconsiglia l&#8217;uso in concomitanza con farmaci diuretici.</p>
<p><strong>In cucina. </strong>Nelle preparazioni culinarie è sufficiente sbollentare le foglie di ortica per pochi minuti, per poterle in seguito sminuzzare e utilizzare come ingrediente per la normale preparazione di risotti, minestroni, zuppe, vellutate e torte salate. Le foglie di ortica lasciate intere possono essere impiegate per la preparazione di piccoli involtini, da riempire, ad esempio, con dell&#8217;orzo lessato; le foglie d&#8217;ortica tritate, insieme a patate lessate schiacciate e erbe aromatiche, possono costituire il ripieno per degli ottimi ravioli caserecci.</p>
<p><strong>Come raccogliere</strong>. L’ortica è consigliabile raccoglierla in primavera (fatene scorta per l’inverno) ed estate. Essendo una pianta molto orticante è doveroso munirsi di forbici e guanti spessi. In cucina, e per creare composti, i getti migliori sono quelli primaverili perché ha un potere curativo più alto rispetto agli altri.</p>
<ul>
<li>Mettendo 100gr di ortica a macerare per 7 giorni in un litro di acqua si può ottenere un ottimo fertilizzante per le nostre piante di casa, grazie all’aiuto dei minerali e della clorofilla contenuti; molto utile anche come antiparassitario (anche il decotto funziona).</li>
<li>Facendo macerare le foglie per dodici ore si ottiene un ottimo rimedio contro gli afidi. Nebulizzare l’intera pianta.</li>
<li>L&#8217;ortica è anche una pianta tintoria, adatta a colorare le stoffe. Le sue foglie tingono di verde, mentre le radici regalano ai tessuti un colore giallo.</li>
<li>L’ortica è anche un <strong>materiale di partenza in campo tessile,</strong>per la realizzazione di una stoffa intessuta, chiamata ramia simile alla canapa o al lino. Dall&#8217;ortica si ottiene una fibra vegetale bianca e sottile, che in Cina era utilizzata molto prima della diffusione del cotone.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cichorium Intybus L.- Cicoria Selvatica</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2018 16:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Scarpa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Le piante che curano]]></category>

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		<description><![CDATA[Cicoria Selvatica, Radicchio, Insalata matta Il termine Cichorium, per alcuni deriva dal greco, Kichorion, per altri deriverebbe da Kio, io vado, e Chorium, campo, perchè la si trovava nei campi. La Cicoria è una pianta perenne, commestibile  ed originaria del Nord Africa. diffusa anche in Europa e Asia , da est a sud della Russia, Cina [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/01/1391706969.jpg"><img class="  wp-image-1817 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/01/1391706969-400x300.jpg" alt="1391706969" width="459" height="345" /></a></p>
<p><em>Cicoria Selvatica, Radicchio, Insalata matta</em><br />
Il termine <em>Cichorium</em>, per alcuni deriva dal greco, <em>Kichorion</em>, per altri deriverebbe da <em>Kio</em>, io vado, e C<em>horium</em>, campo, perchè la si trovava nei campi. La Cicoria è una pianta perenne, commestibile  ed originaria del Nord Africa. diffusa anche in Europa e Asia , da est a sud della Russia, Cina e Giappone, considerata autoctona negli Stati Uniti del Nord, ma che, al giorno d’oggi, tende a diffondersi in tutto il mondo, soprattutto sulle terre con un clima mite temperato. Cresce in terreni asciutti e argillosi, anche in mezzo alle pietre. Fa parte della famiglia delle Asteracee, il suo fusto può raggiungere 1m di altezza  ed è molto ramificato. Fiorisce tra luglio e ottobre, si raccolgono le foglie in estate e le radici in autunno.</p>
<p><strong>Impieghi terapeutici:</strong> infuso, decotto, tintura, cataplasma.<br />
La Cicoria è una pianta amaro-tonica con proprietà depurative, diuretiche e blandamente lassative. Secondo la medicina Ayurvedica il gusto amaro ha un&#8217;azione interessante sul buon funzionamento del fegato, infatti agisce come coleretica (aumenta la secrezione di bile) e colagoga (stimola la produzione ed espulsione della bile), contribuisce al drenaggio del fegato. Grazie alla sua azione stomachica, ossia di favorire le normali funzioni dello stomaco, di attivare la digestione e favorire l&#8217;appetito, ne viene usato l&#8217;infuso di foglie nei disturbi digestivi come nei casi di digestione difficoltosa e meteorismo.<br />
L&#8217; infuso si prepara con 30gr di foglie, fresche e tagliate, messe in un litro di acqua, se ne assume una tazza prima dei pasti principali. Se si desidera ottenere un&#8217;azione lassativa assumerne due tazze al mattino<em>. </em>Le foglie crude sono rimineralizzanti e ipoglicemizzanti, si possono consumare crude nelle insalate oppure cotte a vapore condite con olio crudo. Se vengono lessate si consiglia di berne anche l&#8217;acqua di cottura per assumerne le sostanze rilasciate. La radice di cicoria  si raccoglie in autunno, si taglia a pezzetti e si fa essiccare al sole o in forno tiepido, svolge un&#8217;azione depurativa. E&#8217; ricca di nutrienti e sostanze benefiche quali: polifenoli, sostanze amare, acidi organici, inulina, vitamina C, P e K e sali minerali quali sodio, potassio, magnesio, calcio, ferro, rame e fosforo. Necessita della decozione per estrarne le sostanze utili, infatti si consiglia di fare un decotto con 30 gr di radice di cicoria in un litro di acqua e assumerlo prima dei pasti principali. Dalla torrefazione delle radici si ottiene un surrogato del caffè, disponibile in commercio come Caffè di Cicoria sia solubile che sotto forma di macinato per moka. Per uso esterno si consiglia il cataplasma di foglie per risolvere problemi di  foruncolosi,acne e superfici cutanee ulcerate.<br />
<strong>Effetti collaterali e controindicazioni:</strong><em><u> </u></em>La cicoria preferibilmente non dovrebbe essere utilizzata (o quanto meno è necessario il consulto medico) da donne in gravidanza per via della sua azione utero-stimolante e nemmeno da soggetti con problematiche di calcoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mitologia: L&#8217;erba del sole-La Cicoria</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>“Una leggenda rumena narra che un giorno il Sole domandò in sposa</em><br />
<em>una bella donna che si chiamava Domna Florida, Dama dei Fiori,</em><br />
<em>ma lei non ne voleva sapere e lo disprezzava.</em><br />
<em>Il Sole, indignato, la trasformò in un fiore di Cicoria,</em><br />
<em>condannato a fissare l&#8217;astro appena spuntava all&#8217;orizzonte e</em><br />
<em>a rinserrare  tristemente suoi petali appena scompariva”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Effettivamente questo fiore, come molti altri, <span style="font-size: 10.0pt; color: black;">si apre con il sorgere del sole e si chiude quando tramonta.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Laurus Nobilis L-Alloro</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2018 16:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Scarpa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Le piante che curano]]></category>

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		<description><![CDATA[L’alloro è una pianta aromatica e officinale appartenente alla famiglia delle Lauracee, sempreverde.  Si presenta, poiché spesso sottoposto a potatura, in forma di arbusto di varie dimensioni ma è un vero e proprio albero alto fino a 10 metri. Il legno della pianta è aromatico ed emana il tipico profumo delle foglie. Le foglie, ovate, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/01/MG_6833.jpg"><img class="  wp-image-1810 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/01/MG_6833-400x267.jpg" alt="MG_6833" width="439" height="293" /></a>L’alloro</strong> è una pianta aromatica e officinale appartenente alla famiglia delle Lauracee, sempreverde.  Si presenta, poiché spesso sottoposto a potatura, in forma di arbusto di varie dimensioni ma è un vero e proprio albero alto fino a 10 metri. Il legno della pianta è aromatico ed emana il tipico profumo delle foglie. Le foglie, ovate, sono verde scuro, coriacee, lucide nella pagina superiore e opache in quella inferiore, sono inoltre molto profumate. I fiori sono di colore giallo chiaro, compaiono a primavera, generalmente in marzo-aprile. I frutti sono drupe nere e lucide (quando mature) maturano a ottobre-novembre. Diffuso lungo le zone costiere settentrionali del Mar Mediterraneo, dalla Spagna alla Grecia e nell&#8217;Asia Minore. In Italia cresce spontaneamente nelle zone centro-meridionali e lungo le coste, mentre nelle regioni settentrionali è coltivato.</p>
<p><strong>Principi Attivi:</strong>Le foglie di alloro sono ricche di principi attivi. Tra le sostanze volatili troviamo eugenolo e limonene, dalle proprietà antisettiche, antiossidanti, digestive. Tra i minerali, contiene <em>potassio, rame, calcio, manganese, ferro, selenio, zinco e magnesio</em>. Sono inoltre una buona fonte di vitamine: contengono <em>acido folico, vitamina A</em>, che preserva la salute degli occhi, della pelle e delle mucose, <em>vitamine del gruppo B</em>, utili per il metabolismo e <em>vitamina C</em>, che è uno dei più potenti antiossidanti naturali in grado di contrastare l&#8217;azione dei radicali liberi, stimolare il sistema immunitario favorendo la guarigione delle ferite.</p>
<p><strong>Proprietà:</strong>L’alloro ha diverse proprietà: antiossidanti, digestive, astringenti, diuretiche, stimola l&#8217;appetito, espettorante e repellente contro gli insetti.  Utile in caso di: problemi digestivi, flautolenza, scarso appetito, dolori mestruali, contratture muscolari, dolori muscolari, influenza o raffreddore, bronchite, stanchezza, nervosismo, alitosi, infiammazione del cavo orale.</p>
<p><strong><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/01/MG_6834.jpg"><img class="  wp-image-1811 alignleft" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2018/01/MG_6834-400x267.jpg" alt="MG_6834" width="369" height="246" /></a>Usi: </strong>Infuso, decotto e oleolito.<br />
<em>Tosse e bronchite. </em>Contro bronchite o altri sintomi dovuti agli sbalzi di temperatura o all’influenza è adatto l&#8217;infuso di alloro, che si prepara ponendo 3 foglie di alloro in una tazza  d&#8217;acqua bollente. Si lascia riposare per qualche minuto per poi filtrare e bere.<br />
<em>Digestione difficile e coliche. </em>Per aiutare la digestione e favorire l’eliminazione dei gas intestinali, alleviando i dolori di stomaco o causati dalle coliche, è adatto il decotto di alloro per uso interno, ottimo da sorseggiare dopo cena. Si prepara immergendo in 200ml acqua fredda 5gr di foglie di alloro e portando poi ad ebollizione per 5 minuti. Si possono aggiungere dei pezzettini di scorza di agrume (arancia, mandarino o limone) continuando a cuocere per qualche altro minuto e lasciando quindi a riposare per una decina di minuti. Dolcificare a piacere con miele.<br />
<em>Pelle arrossata e gambe pesanti. </em>Per dare sollievo a piedi e gambe pesanti o in caso di dermatite, il decotto di alloro per uso esterno aiuta grazie alla sue proprietà rinfrescanti. Si ottiene seguendo le indicazioni precedenti senza dolcificare né aggiungere la scorza di agrumi.<br />
<em>Dolori muscolari e articolari, cefalea.</em> Con le bacche di alloro è possibile fare un oleolito dall’azione distensiva e antidolorifica, perfetto da applicare localmente, sulla cute, con un massaggio, sia sulle articolazioni che hanno subito traumi o per curare dolori reumatici o muscolari e in presenza di ematomi, sia sulle tempie contro il mal di testa.<br />
<em>Come fare l’oleolito di alloro</em>. Si realizza a partire dalle bacche (per uso esterno) o dalle foglie (per uso alimentare o esterno). Il quantitativo di foglie di alloro indicato per 250 ml di olio è di 4-6 a seconda dei gusti, queste vanno prima lavate  fatte asciugare e poi messe intere, o sminuzzate  se si vuole ottenere un sapore più deciso, in un contenitore insieme a l&#8217;olio e lasciate macerare per almeno 15 giorni agitando ogni tanto (più adatto per uso alimentare). Se volete provare l&#8217;olio di alloro a partire dalle bacche, è necessario farle seccare un paio di mesi in una cesta, girandole di tanto in tano, poi bisogna polverizzarle con l&#8217;utilizzo di un mortaio. Una volta fatto questo, lasciate a macerare 50 grammi di polvere di bacche di alloro in 250 ml di olio di oliva per circa un mese agitando il contenitore di tanto in tanto. Si può poi filtrare e utilizzare per massaggi sulla schiena, sulle gambe o sul petto in caso di raffreddore e tosse. E’ inoltre ottimo da applicare sui capelli, prima dello shampoo e lasciando in posa venti minuti, per renderli più forti e lucenti; oltre che sulla cute per tenere lontane le zanzare.  Con l’olio di alloro si fa anche il rinomato sapone di Aleppo (lenitivo e antibatterico).<br />
<em>Ottimo per aromatizzare carni e pesci, come rimedio casalingo per allontanare le tarme dagli armadi, trattato con alcool si ricava un liquore dalle proprietà digestive, stimolanti, antisettiche ed è utile contro tosse e bronchite.</em></p>
<p><b>Storia<br />
</b>Nella mitologia greco-romana l&#8217;alloro era una pianta sacra e simboleggiava la sapienza e la gloria: una corona di alloro cingeva la fronte dei vincitori nei Giochi pitici o Delfici e costituiva il massimo onore per un poeta che diveniva un poeta laureato. Da qui l&#8217;accezione figurativa di simbolo della vittoria, della fama, del trionfo e dell&#8217;onore. Inoltre questa pianta era sacra ad Apollo poiché Dafne, la ninfa di cui il dio si invaghì, chiese che fosse eliminata la causa dell&#8217;invaghimento di Apollo nei suoi confronti, e dunque le fu tolto l&#8217;aspetto umano venendo trasformata in Alloro. Apollo a quel punto mise la pianta di Alloro nel suo giardino e giurò di portarne sul suo capo in forma di corone per sempre, e disse che allo stesso modo facessero i Romani durante le sfilate in Campidoglio. Sarebbe stato proprio Apollo, infatti, a rendere questo albero sempreverde. In Italia è tradizione far indossare una corona d&#8217;alloro a tutti i neolaureati.</p>
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		<title>Amamelide, Hamamelis virginiana L. &#8220;Nocciolo della Strega&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 14:33:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Scarpa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Le piante che curano]]></category>
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		<description><![CDATA[L’ Amamelide fa parte della famiglia delle Hamamelidaceae, ed è un piccolo albero deciduo alto fino a 7 metri. Il suo habitat è il bosco secco o umido, con terreno fertile e lungo le rive rocciose dei corsi d’acqua.Fiorisce da settembre a novembre, i suoi fiori hanno petali a corolla gialli e color vinaccia. Impieghi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/11/autumn.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1709 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/11/autumn-400x267.jpg" alt="autumn" width="400" height="267" /></a>L’ Amamelide fa parte della famiglia delle Hamamelidaceae, ed è un piccolo albero deciduo alto fino a 7 metri. Il suo habitat è il bosco secco o umido, con terreno fertile e lungo le rive rocciose dei corsi d’acqua.Fiorisce da settembre a novembre, i suoi fiori hanno petali a corolla gialli e color vinaccia.<br />
<strong>Impieghi terapeutici</strong>. Ricca di tannini e flavonoidi, ha proprietà astringenti e antiemorragiche, agisce in particolare sul sistema cardio circolatorio. Ha proprietà antisettiche e antiinfiammatoria, indicata per uso topico. Le foglie e la corteccia di amamelide contengono tannini solubili, principi attivi che possiedono un particolare tropismo nei confronti delle membrane cellulari e delle pareti vascolari, esplicando un&#8217;azione vasoprotettrice, utile nelle vasculopatie; e un&#8217;azione riepitelizzante, da sfruttare in presenza di dermatiti di tipo allergico.  Inoltre la presenza di flavonoidi e di composti triterpenici contribuisce al tono muscolare delle pareti venose, compromesse nel corso delle infiammazioni. Per questo motivo l&#8217;amamelide è considerata un rimedio efficace nel trattamento dei disturbi del sistema circolatorio, come flebiti, varici ed emorroidi, fragilità capillare, capillari dilatati, tendenza alla formazione di lividi, cellulite, dove sia necessaria un&#8217;azione astringente (in caso di diarrea). L&#8217;amamelide possiede anche proprietà antiemorragiche da utilizzare in caso di metrorragie e nei dolori mestruali con flusso ematico abbondante.</p>
<p><strong>Modalità d&#8217;assunzione</strong>. La pianta è utilizzata sia per uso interno sotto forma di infusi, estratti idroalcolici (tintura madre), fluidi, molli o secchi; e in uso esterno, in cosmesi, per preparare acque distillate, colliri, dopobarba lenitivi, tonici decongestionanti per la pelle delicata dei bambini, per le pelli con couperose, per lenire gli eritemi solari, per l&#8217;arrossamento della pelle del volto, in caso di acne, rosacea, e per creme contro la cellulite. L&#8217;Acqua distillata di Hamamelis è una preparazione cosmetica utile nelle infiammazioni della bocca, delle gengive, e per l&#8217;arrossamento degli occhi con iperemia, come ad esempio nella congiuntivite allergica.</p>
<p><strong><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/11/Hamamelis-Jelena.jpg"><img class="  wp-image-1711 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/11/Hamamelis-Jelena-400x400.jpg" alt="Hamamelis Jelena" width="346" height="346" /></a>Uso interno:<br />
</strong><strong>Infuso</strong>: 1 cucchiaio foglie di amamelide, 1 tazza d’acqua  Versare la pianta nell’acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berne 2 tazze al giorno lontano dai pasti, oppure usarlo per fare gargarismi in caso di afte, gengiviti, infiammazioni della bocca.<br />
<strong>Tintura madre </strong>di amamelide: 40 gocce in mezzo bicchiere d&#8217;acqua, da bere 2 volte al giorno, lontano dai pasti.<br />
<strong>Decotto</strong> di corteccia tritata grossolanamente e lasciata in infusione nell’acqua bollente per 10 minuti e poi filtrata.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>. In caso di dosaggi eccessivi per via interna, l&#8217;amamelide può causare danni alla mucosa gastrica e stipsi. Controindicata nelle epatopatie.</p>
<p><strong>Curiosi</strong><strong>tà. </strong>Gli Indiani d&#8217;America la utilizzavano per le sue proprietà cicatrizzanti e gli attribuivano anche uno straordinario potere magico al punto di considerarlo uno &#8220;strumento di lavoro&#8221; degli sciamani, durante le loro pratiche rituali e propiziatorie.</p>
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		<title>Elicriso Helichrysum Italicum</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Oct 2017 15:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Scarpa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Le piante che curano]]></category>
		<category><![CDATA[Elicriso]]></category>
		<category><![CDATA[Manciano]]></category>
		<category><![CDATA[Pitigliano]]></category>
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		<category><![CDATA[Terre del tufo]]></category>

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		<description><![CDATA[Semprevivo, Perpetuino, Zolfino L’Elicriso è una pianta perenne a cespuglio, molto ramificata, alta circa 40-50 centimetri. Le foglie sono lunghe 3-4 cm, i fiori sono raccolti in corimbi di 10-15 capolini di color giallo dorato. Si trova in tutto il bacino mediterraneo. In Italia si sviluppa particolarmente al centro e al sud, sull’Appennino, sulle isole e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Semprevivo, Perpetuino, Zolfino</strong></p>
<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/10/Elicriso.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1628 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/10/Elicriso-400x269.jpg" alt="Elicriso" width="400" height="269" /></a>L’<strong>Elicriso</strong> è una pianta perenne a cespuglio, molto ramificata, alta circa 40-50 centimetri. Le foglie sono lunghe 3-4 cm, i fiori sono raccolti in corimbi di 10-15 capolini di color giallo dorato. Si trova in tutto il bacino mediterraneo. In Italia si sviluppa particolarmente al centro e al sud, sull’Appennino, sulle isole e lungo le coste, rientrando verso terreni rocciosi.<br />
<u></u></p>
<p><em><u>Periodo di raccolta</u></em><em>:</em> luglio-agosto<br />
<em><u>Parti utilizzate:</u></em> foglie e fiori</p>
<p>Il suo nome significa “Sole D’oro”, il colore dei suoi fiori ricorda il giallo oro e sembrano non appassire mai (da qui il nome popolare seprevivo) e per questo era usato dai Greci e dai Romani per adornare le statue degli dei. L’elicriso ha avuto un lungo periodo di eclisse dal mondo della ricerca, nonostante diversi testi testimonino che fin dall’antichità abbia avuto ampio impiego terapeutico. Oggi alle conoscenze antiche si sommano quelle moderne e si stanno valorizzando le sue attività terapeutiche. Vediamo insieme le sue proprietà. L’Elicriso svolge un’importante attività antinfiammatoria, antistaminica, antisettica, astringente, analgesica e antiedemigena. Per via interna ha largo impiego sull&#8217;apparato respiratorio, utile in caso di bronchite, tosse e asma, raffreddori da fieno e reazioni allergiche. In caso di catarri ha un’azione fluidificante ed espettorante, sfiamma le mucose e lenisce in caso di allergie. In caso di affezioni delle vie aree ( tosse, asma, raffreddore, bronchite..), sia di tipo allergico sia batterico, è utile assumere un infuso di fiori di elicriso. Mettere un cucchiaio di fiori secchi in una tazza di acqua bollente, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e berne 4 tazze al giorno. L’infuso freddo può essere usato come collutorio in caso di afte, gengiviti, piorrea, e infiammazioni della bocca. Per via esterna agisce positivamente sui tessuti cutanei in caso di eritemi, anche solari, eczemi, dermatosi, psoriasi, herpes, piaghe e ferite, ustioni e geloni. Fare un decotto con un cucchiaio di fiori messi in una tazza di acqua fredda, portare a bollore per dieci minuti, filtrare e fare degli impacchi o spugnature sulle zone interessate. In caso di problemi cutanei è possibile applicare l’oleolito di elicriso attraverso un breve e leggero massaggio nelle aree colpite.<br />
Grazie all’azione astringente, analgesica e tonificante delle pareti venose è particolarmente indicata l’applicazione dell’oleolito in caso di emorroidi, reumatismi, artrite e varici. Fare le applicazioni più volte al giorno. Per risolvere le emorroidi non è sufficiente applicare dell’oleolito, ma serve un’azione ad ampio spettro, dove viene sicuramente coinvolto l’intestino, per cui è molto importante avere delle evacuazioni regolari con feci morbide. Un’alimentazione ricca di frutta e verdura, l’assunzione di liquidi ed evitare alcolici e caffè sono fondamentali per ottenere i migliori risultati.<br />
Anche l’olio essenziale, molto pregiato, se diluito in olio vegetale (mandorle, oliva, girasole) può essere usato per i problemi dei tessuti cutanei descritti sopra.<br />
Tra le diverse composizioni fitoterapiche troviamo anche la tintura madre, da assumere per problemi delle vie respiratorie e degli occhi (congiuntiviti, blefariti): 50 gocce in mezzo bicchiere d’acqua tre volte al giorno. In cosmetica l’elicriso viene usato nella formulazione di creme e sieri per pelli mature, previene e cura rughe e smagliature.<br />
<strong>Controindicazioni:</strong><em> </em>Non sono noti effetti collaterali o interazioni con altri farmaci. Può causare allergie solo in persone con ipersensibilità verso la pianta.</p>
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		<title>Melissa Officinalis L.</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Sep 2017 16:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Scarpa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Le piante che curano]]></category>
		<category><![CDATA[Melissa Officinalis]]></category>

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		<description><![CDATA[Melissa vera, Cedronella, Erba limona, Erba cedrina La parola ‘melissa’ deriva dalla radice greca ‘meli’ che significa ‘miele’, indubbiamente per il suo dolce nettare ed il suo profumo inebriante che attira api e insetti di ogni genere. Greci, Arabi e Latini ne consigliavano l’uso per calmare stati d’ansia e ne esaltavano i benefici sul sistema [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/09/lemon-balm-melissa-officinalis-seeds-palm-beach-medicinal-herbs.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1500 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/09/lemon-balm-melissa-officinalis-seeds-palm-beach-medicinal-herbs-400x300.jpg" alt="lemon-balm-melissa-officinalis-seeds-palm-beach-medicinal-herbs" width="400" height="300" /></a></p>
<p><strong>Melissa vera, Cedronella, Erba limona, Erba cedrina</strong></p>
<p>La parola <strong><em>‘melissa’</em></strong> deriva dalla radice greca ‘meli’ che significa ‘<strong>miele’</strong>, indubbiamente per il suo dolce nettare ed il suo profumo inebriante che attira api e insetti di ogni genere. Greci, Arabi e Latini ne consigliavano l’uso per calmare stati d’ansia e ne esaltavano i benefici sul sistema nervoso descrivendola addirittura come ‘<em>pianta che rallegra e conforta il cuore’</em>, ideale soprattutto per lenire la malinconia e superare i momenti più critici della vita. Diffusa sia in Europa che in Asia occidentale, il fusto di questa pianta può raggiungere gli 80 cm di altezza ed è caratterizzato da una peluria diffusa anche sul fogliame di colore verde intenso. I <strong>fiori</strong> a calice mutano colore durante la fioritura, passando da un bianco-giallastro al rosa pallido. Ciò che si utilizza della melissa sono essenzialmente le foglie impiegate ancora oggi per calmare gli stati ansiosi e combattere i disturbi gastroenterici ad essi collegati. Un infuso a base di foglie di melissa, infatti, ha proprietà antinfiammatorie e antispasmodiche. Ottima per alleviare i dolori mestruali, crampi addominali, colite, mal di testa e disturbi digestivi. Potrete utilizzare le <strong>foglie fresche di melissa</strong> anche<strong> in cucina</strong>: aggiungete le foglie nell&#8217; insalata per godere delle sue proprietà digestive. Le<strong> proprietà rilassanti della melissa</strong> permettono di utilizzarla sia per preparare delle tisane per riuscire a dormire meglio e per combattere l&#8217;<strong>insonnia</strong>, sia di realizzare dei <strong>cuscini di erbe</strong> che favoriscano il buon sonno, ad esempio potrete abbinare la melissa essiccata ad altre erbe e piante officinali tra cui troviamo la lavanda, la camomilla, il rosmarino e il timo per la preparazione dei vostri cuscini aromatici, balsamici e rilassanti. La melissa viene consigliata in caso di <strong>ansia</strong>, soprattutto quando genera somatizzazioni a livello del<strong> sistema gastrointestinale</strong>. Gli <strong>oli essenziali</strong> di cui sono ricche le foglie agiscono con un’azione rilassante sui muscoli e sul sistema nervoso, rinfrescante e antivirale.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong><br />
Se assunta in dosi modiche, non presenta effetti collaterali. Qualora venga assunta in <strong>quantità eccessive</strong>, potrebbe dare effetti diametralmente opposti a quelli per i quali viene assunta, per cui anziché risultare calmante, potrebbe risultare blandamente eccitante ed ansiogena. Non usare In caso di disturbi alla tiroide. Non usare l’olio essenziale in gravidanza e in allattamento.<br />
<strong><u><br />
</u>Modo d&#8217;impiego</strong><br />
Infuso: 1 cucchiaino raso di foglie essiccate, 250 ml d’acqua .Versare le foglie nell’acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 minuti.  Filtrare l’infuso e berlo al momento del bisogno. Adatto in caso di crampi addominali, colite spastica, nervosismo e nevralgie, dopo i pasti per digerire, prima di andare a dormire per usufruire dell’azione rilassante e blandamente sedativa. La tisana di melissa è indicata anche per sedare la fame nervosa provocata da stress e stati emotivi particolari.<br />
Decotto: due cucchiaini di foglie fresche di melissa tritate ogni 250 ml d&#8217;acqua. Portate ad ebollizione l&#8217;acqua con le foglie di melissa fresche, lasciate sobbollire per 5 minuti, filtrate e versate.</p>
<p><strong>Tintura madre di Melissa. </strong>Per un’azione digestiva 20 gocce in poca acqua tre volte al giorno dopo i pasti. Per ottenere un’azione rilassante assumere 40 gocce la sera prima di coricarsi.</p>
<p><strong>Come coltivare la Melissa</strong>. Trattandosi di una pianta assai resistente, può essere coltivata in qualsiasi posizione, preferibilmente in aree semi-ombreggiate, con <strong>qualche ora di sole al giorno</strong>, in vaso o meglio ancora in giardino, in un terreno profondo e leggermente umido. <strong>Non dev&#8217;essere concimata</strong> e dovrete innaffiarla una volta alla settimana in mancanza di piogge. Seminata in primavera, la pianta fiorirà in estate. Raccogliere le foglie in fioritura.</p>
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		<title>Rosmarinus officinali L.</title>
		<link>https://www.nctufo.it/rosmarinus-officinali-l/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Jul 2017 14:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Scarpa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Le piante che curano]]></category>
		<category><![CDATA[Manciano]]></category>
		<category><![CDATA[Pitigliano]]></category>
		<category><![CDATA[Sorano]]></category>

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		<description><![CDATA[Ramerino, Rosa Marina Il Rosmarino è un arbusto facente parte della famiglia delle Lamiaceae. Cresce spontaneo in tutta la costa mediterranea, può raggiungere i 2 m di altezza, ha dei fusti di colore chiaro che protendono verso l’alto e ramificano molto; le foglie sono lunghe massimo 3 cm di colore verde scuro lucido; i fiori sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Ramerino, Rosa Marina</em></strong></p>
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<p>Il Rosmarino è un arbusto facente parte della famiglia delle Lamiaceae. Cresce spontaneo in tutta la costa mediterranea, può raggiungere i 2 m di altezza, ha dei fusti di colore chiaro che protendono verso l’alto e ramificano molto; le foglie sono lunghe massimo 3 cm di colore verde scuro lucido; i fiori sono piccoli, raccolti a grappolo, di color azzurro-viola con sfumature di lilla. Fiorisce fra marzo ed ottobre. Per le preparazioni erboristiche, del rosmarino si usano le foglie, i fiori e i rametti giovani. Questo suo nome particolare deriva da Ramerino, traduzione italiana del latino Rosae maris (rosa del mare) anche se, secondo altre fonti, in realtà deriverebbe da Ros Marinus ovvero rugiada marina.</p>
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<p><img class="  wp-image-1347 alignleft" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/06/rosmarino-coltivazione_O1-400x300.jpg" alt="rosmarino-coltivazione_O1" width="387" height="290" />Il rosmarino viene impiegato internamente ed esternamente per trattare numerosi disturbi.</p>
<p><em>Antiossidante</em>: il rosmarino rallenterebbe l’ossidazione delle cellule, contrastando la diffusione dei radicali liberi, grazie all’azione dei flavonoidi.<br />
<em>Ricostituente</em>: sarebbe un aiuto valido per chi è debilitato, soffre di depressione e risente dello stress è utile anche per sopperire ai cali di pressione.<br />
<em>Epato protettore</em>: protegge il fegato e lo aiuta a svolgere le sue funzioni.<br />
<em>Tonificante e digestivo</em>: in pochi sanno che il rosmarino è un ottimo tonico per tuttol’organismo, soprattutto per la pelle. La sua assunzione è particolarmente indicata nei periodi di maggior stress e sforzo fisico.<br />
<em>Antispastico</em>: combatte i dolori addominali, gli spasmi, i gonfiori e il meteorismo.<br />
<em>Antisettico</em>: l’olio essenziale viene utilizzato per combattere gli attacchi dei batteri edebellare i sintomi dell’influenza quali tosse, febbre e raffreddore.<br />
<em>Astringente</em>: i tannini contenuti in questa pianta hanno un ottimo potere antidiarroicoe aiutano a regolare il flusso mestruale.<br />
<em>Digestivo</em>: la pianta ha ottime qualità carminative e digestive, è un ottimo rimedio contro il reflusso gastroesofageo e contro la digestione lenta.<br />
<em>Stimolante</em>: stimola tutti gli appetiti, compreso quello sessuale, stimola la diuresi eridona l’energia al fisico spento e provato. <em>Antiparassitario</em>: combatte la proliferazione dei parassiti intestinali.<br />
<em>Antinfiammatorio ed antidolorifico</em>: il rosmarino è un alleato prezioso contro il maldi testa, contro i dolori reumatici, del nervo sciatico e delle contusioni.</p>
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<p>Per il trattamento di disturbi dispeptici ( legato all’apparato digerente)si consiglia l’utilizzo del rosmarino per via interna, mentre per il trattamento di reumatismi, disturbi circolatori superficiali, ritenzione idrica, cellulite, dolori muscolari, disturbi emotivi quali ansia e stress, problemi della pelle e dei capelli, si consiglia l&#8217;uso esterno.<br />
Esistono vari preparati: la tisana, l’olio essenziale, la tintura madre, il gemmo- derivato e l’estratto liquido. L’infuso di rosmarino si prepara facendo bollire un litro d’acqua, spegnere il fuoco e versare dentro 20 gr di foglie essiccate da lasciar riposare una decina di minuti. Quindi filtrare e bere. Questo infuso è utile per abbassare il colesterolo, combattere il mal di denti, come colluttorio, combattere la caduta dei capelli facendo impacchi e maschere sui cuoio capelluto, da usare per il risciacquo dopo lo shampoo. Depura il fegato, favorisce la diuresi, ottimo per fare bagni ricostituenti, combattere i dolori addominali, antidiarroico, regolarizzare la pressione, per gli impacchi sulla pelle in caso di eczemi, acne e pelle grassa, come tonico per il viso. Se il rosmarino viene assunto sotto forma di tintura, si consiglia l&#8217;assunzione di circa 5 gocce di preparato per ogni 10 kg di peso. Nel caso in cui, invece, si utilizzi l&#8217;estratto liquido di rosmarino, la dose generalmente consigliata è di 2-4 ml di prodotto. Se si utilizza il gemmo-derivato si consigliano 3-4 gocce ogni 10 kg di peso. La tintura madre agisce meglio in caso di aventi acuti, se il disturbo è cronico meglio usare il gemmo-derivato. All’interno del rosmarino trova posto un’ampia varietà di oli essenziali tra i quali spicca l’eucaliptolo, che dona a questa pianta aromatica ottime proprietà balsamiche, utili per le vie respiratorie.</p>
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<p>Svolge un’efficace azione di contrasto dei disturbi delle vie aeree, contribuendo a migliorare la situazione in caso<br />
di raffreddore, congestione nasale e tosse. E&#8217; possibile utilizzare</p>
<p>questa pianta per realizzare un decotto, con il quale poi eseguire dei suffumigi oppure mettere qualche goccia di olio essenziale nel diffusore.</p>
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<p>Scopriamo le proprietà dell’olio essenziale di rosmarino e il suo utilizzo: l’olio essenziale di rosmarino, grazie alla sua azione analgesica e lievemente revulsiva, può dare vita a un ottimo olio per massaggi da usare in caso di tensioni muscolari, dolori, contusioni e problemi alla cervicale. Mettere poche gocce di olio essenziale di rosmarino in olio di mandorla per massaggi lenitivi da usare in caso di: ritenzione idrica, massaggi anti-cellulite, disturbi circolatori, tensione nervosa e stress, mal di testa, tensioni e dolori muscolari e dolori cervicali.In aromaterapia, l’olio essenziale di rosmarino è usato per migliorare la concentrazione e la memoria. E’ perfetto da usare come essenza nel diffusore per profumare l’ambiente di lavoro, la biblioteca o la zona studio e per migliorare la qualità dell’aria. Viene usato anche per alleviare la tensione nervosa, l’ansia da prestazione e incrementare il buonumore.<br />
L’olio essenziale di rosmarino, grazie alle proprietà del suo intenso aroma, riuscirebbe a stimolare e rinvigorire i sensi donando energia e vitalità alla mente e al corpo.L’olio essenziale di rosmarino annovera interessanti proprietà benefiche da sfruttare anche per la cura dei capelli. Ottimo per il trattamento di capelli grassi, per eliminare la forfora e riequilibrare il cuoio capelluto, si possono fare degli impacchi a base di olio essenziale di rosmarino e olio di neem. Oppure si consiglia di aggiungere 2 gocce di olio essenziale di rosmarino a uno shampoo neutro per uso frequente. In casa si può fare l’oleolito, utile soprattutto per le maschere rinforzanti per i capelli. Occorrono: 200 gr di foglie di rosmarino (meglio secche così l’olio si mantiene di più e 400 gr di olio (quello che vuoi). Si lascia il tutto a macerare per una quarantina di giorni, agitando spesso il barattolo.</p>
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<p><strong>Curiosità</strong><br />
Secondo la leggenda i fiori erano inizialmente bianchi, diventarono azzurro-viola per aver assorbito il colore del manto di Maria che vi si nascose durante la fuga in Egitto.<br />
In epoca medievale, il rosmarino veniva utilizzato soprattutto per la costruzione di amuleti magici per scacciare i demoni e pettini contro la calvizie, inoltre lo si usava per allontanare le tarme.<br />
Successivamente s’iniziò a bruciarlo per purificare le stanze dei malati di peste e s’iniziò a prendere in considerazione il rosmarino per curare mal di testa e stati d’animo depressivi.<br />
L’olio di rosmarino fu scoperto nel 1370 quando un viandante ne fece dono ad Isabella d’Ungheria, che lo usava per curare i reumatismi. Una volta scoperte le proprietà antisettiche del rosmarino, lo si usò per marinare la carne nonché per insaporirla.</p>
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<p><strong>Controindicazioni</strong><br />
Evitare l&#8217;assunzione di rosmarino in tutte le sue forme in gravidanza, se si soffre di epilessia o più in generale in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti. Non assumere l’olio essenziale per via orale se non seguiti da un esperto!!</p>
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		<title>Tarassaco, Taraxacum Officinale</title>
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		<pubDate>Mon, 15 May 2017 10:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paola Scarpa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Le piante che curano]]></category>
		<category><![CDATA[Manciano]]></category>
		<category><![CDATA[Pitigliano]]></category>
		<category><![CDATA[Sorano]]></category>
		<category><![CDATA[Terre del tufo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dente di leone, Piscialetto, Soffione, Polenta del diavolo, Girasole dei prati. Etimologia: Taraxakos in greco significa “io guarisco&#8221;. Il tarassaco è una pianta erbacea perenne, appartenete alla famiglia delle Asteracee, di altezza compresa tra 3-9 cm. Diffuso in tutta Italia, cresce dalla pianura alla zona alpina fino oltre i 2000 metri, si trova nei prati, ai margini delle strade [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
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<p><strong>Dente di leone, Piscialetto, Soffione, Polenta del diavolo, Girasole dei prati.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/05/taraxacum_officinale_1238635219.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1132 alignleft" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2017/05/taraxacum_officinale_1238635219-400x300.jpg" alt="taraxacum_officinale_1238635219" width="400" height="300" /></a>Etimologia</strong>: Taraxakos in greco significa “io guarisco&#8221;.</p>
<p>Il tarassaco è una pianta erbacea perenne, appartenete alla famiglia delle Asteracee, di altezza compresa tra 3-9 cm. Diffuso in tutta Italia, cresce dalla pianura alla zona alpina fino oltre i 2000 metri, si trova nei prati, ai margini delle strade e nei luoghi incolti. Presenta una grossa radice a fittone dalla quale si sviluppa, a livello del suolo, una rosetta basale di foglie munite di gambi corti e sotterranei. Fiorisce da febbraio a maggio con fiori gialli e i suoi frutti sono acheni, provvisti del caratteristico pappo: un ciuffo di peli bianchi, originatosi dal calice modificato, che, agendo come un paracadute, agevola col vento la dispersione del seme, quando questo si stacca dal capolino.</p>
<p><strong><br />
Proprietà del tarassaco</strong>: Grazie alla presenza di taraxacina il tarassaco facilita e migliora la digestione aumentando la secrezione delle ghiandole dell&#8217;apparato digerente e stimolando la produzione di saliva, dei succhi gastrici e pancreatici. Esercita un effetto protettivo sul fegato, stimola la produzione di bile e facilita lo svuotamento della cistifellea. L&#8217;aumento della produzione di bile favorisce, a sua volta, i movimenti intestinali. Tuttavia, l&#8217;inulina contenuta negli estratti di radice ha effetti lassativi soltanto a dosi elevate; in quantità più moderate agisce, invece, come probiotico, cioè contribuisce al benessere della flora batterica positiva. La radice del tarassaco possiede proprietà depurative, in quanto stimola la funzionalità degli organi emuntori (fegato, reni e pelle) adibiti alla trasformazione delle tossine, nella forma più adatta alla loro eliminazione (feci, urina, sudore). Ha proprietà purificanti, antinfiammatorie e disintossicanti nei confronti del fegato; queste favoriscono l’eliminazione delle scorie (zuccheri, trigliceridi, colesterolo e acidi urici) rendendo il tarassaco una pianta epatoprotettiva, indicata in caso di insufficienza epatica, itterizia e calcoli biliari. Nella tradizione contadina il tarassaco è anche conosciuto come “piscialetto”, appellativo che suggerisce le proprietà diuretiche della droga. La sua assunzione è perciò indicata in caso di ritenzione idrica, cellulite e ipertensione. Infine il tarassaco è in grado di riattivare la funzione immunologica e potenziare la risposta immunitaria del sistema linfatico. Questo rimedio naturale depurativo è molto apprezzato e utilizzato nei periodi in cui si ha voglia di depurare un po’ l’organismo in particolare durante i cambi di stagione. Naturalmente, all’utilizzo del tarassaco, andrebbe associata un’alimentazione sana ed equilibrata ricca di frutta e verdura cruda senza dimenticarsi di fare anche un po’ di attività fisica.</p>
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<p><strong>Modalità di assunzione</strong>: Il tarassaco si può assumere sotto forma di tisana, di tintura madre e di estratto secco ( capsule o compresse). In erboristeria si trovano con facilità tisane disintossicanti o depurative per il fegato in cui è presente il tarassaco da solo oppure all’interno di un mix composto da più erbe.</p>
<p><em>Decotto</em>: 1 cucchiaio raso di tarassaco radici, 1 tazza d’acqua. Versare la radice sminuzzata nell’acqua fredda, accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire qualche minuto e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berne 2 tazze al giorno (mattino e sera).</p>
<p><em>Tintura madre</em>: Si consigliano 3-4 gocce per ogni 10kg di peso in mezzo bicchiere d’acqua due-tre volte al giorno ( mattino a digiuno e sera prima di coricarsi), per un periodo limitato che può essere di uno o due mesi da ripetere ciclicamente con una lunga pausa in mezzo.</p>
<p><em>Estratto secco (500-750 mg)</em>: Si consigliano 1 capsula 2 volte al giorno lontano dai pasti.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>: Il tarassaco è controindicato in caso di gastrite, ulcera e calcolosi biliare, poiché potrebbe esserne sollecitata la motilità. Si sono registrate interazioni con alcuni farmaci come i diuretici.<br />
Il Tarassaco può andare a interagire con alcuni medicinali in particolare quelli antidolorifici, regolatori di glicemia o diuretici. Da evitare anche se si è allergici alle piante della famiglia &#8220;Asteracee&#8221;. Assolutamente sconsigliato durante la gravidanza o l&#8217;allattamento.</p>
<p><strong>Cenni storici</strong>: L ́uso terapeutico di questa pianta non era conosciuto nell&#8217;antichità. Secondo La Teoria degli Umori di Ippocrate, il Tarassaco si potrebbe considerare una pianta utile nella cura del fegato in quanto drena la Bile gialla e modula il temperamento Collerico. Nel Medioevo, secondo la Teoria delle Segnature, avendo il fiore giallo come la bile gialla, si iniziò a usare come rimedio del fegato. E come spesso accade evidenze scientifiche hanno confermato questa teoria.<br />
Il tarassaco è utilizzato nella Medicina Tradizionale Cinese come depurativo in grado di purificare il Calore, eliminare le tossine e dissipare i noduli, con tropismo epatico e gastrico. Secondo la Medicina Ayurvedica agisce sul Dosa Pitta avendo proprietà amaro-toniche e digestive.</p>
<p><strong>Un detto francese afferma</strong>: “Il Tarassaco purifica il filtro renale e asciuga la spugna epatica”</p>
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