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	<title>Il Nuovo Corriere del Tufo &#187; Nicola Tisi</title>
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	<description>Manciano · Pitigliano · Sorano</description>
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		<title>Evoluzione dei videogiochi dagli anni quaranta ad oggi</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2022 10:52:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Tisi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel corso degli anni il mondo dei videogiochi ha subito grandi cambiamenti, vediamo insieme l’evoluzione di questo fantastico universo così vasto e importante. Un tempo i videogiochi venivano visti solo come un passatempo per i più piccoli, oggi invece vengono considerati come una nuova forma d’arte e rappresentano una grossa fetta dell’industria dell’intrattenimento che appassiona [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="  wp-image-3534 aligncenter" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2022/11/videogiochi_12.png" alt="videogiochi_12" width="626" height="375" /></p>
<p>Nel corso degli anni il mondo dei videogiochi ha subito grandi cambiamenti, vediamo insieme l’evoluzione di questo fantastico universo così vasto e importante.</p>
<p>Un tempo i videogiochi venivano visti solo come un passatempo per i più piccoli, oggi invece vengono considerati come una nuova forma d’arte e rappresentano una grossa fetta dell’industria dell’intrattenimento che appassiona non solo bambini e ragazzi ma persone di ogni età.</p>
<p><strong>ANNI QUARANTA E CINQUANTA<br />
</strong>Nel 1947 <strong>Thomas T. Goldsmith Jr.</strong> e <strong>Estle Ray Mann</strong> depositarono il brevetto ufficiale presso l’ufficio brevetti americano dando vita così al primo videogioco della storia. Lo scopo del gioco era quello di colpire un bersaglio con un missile ruotando delle manopole in modo da dargli la direzione voluta e successivamente premere un pulsante per simularne l’esplosione. A causa dei costi eccessivi di produzione il progetto venne abbandonato così il primo videogioco non superò mai la fase dei test preliminari.</p>
<p>Il 1952 vede la vera nascita del primo videogioco della storia. Era una sorta di prototipo del gioco del tris e fu progettato e ideato da <strong>Alexander Sandy Douglas</strong> per la sua tesi universitaria.</p>
<p>Nel 1958 <strong>William Higinbotham</strong> creò <em>Tennis Two</em>, il progetto prevedeva l’uso di un oscilloscopio che mostrava il campo da tennis visto lateralmente. Questo gioco aveva la caratteristica di poter essere giocato da due persone tramite due plance composte da una manopola per regolare la traiettoria e un pulsante per lanciare la palla. Durante questo periodo i videogiochi venivano utilizzati solo in forma accademica, segnando però il primo passo che ha permesso di arrivare al prodotto finale che oggi abbiamo a disposizione.</p>
<p><strong>ANNI SESSANTA E SETTANTA<br />
</strong>Il primo titolo che venne lanciato sul mercato fu <em>Spacewar</em> nel 1962, per girare necessitava di un computer DEC, lo scopo del gioco era distruggere l’astronave del giocatore avversario facendo attenzione a non urtare contro un corpo celeste posizionato al centro dello schermo.</p>
<p>Nel 1966 si arriva al primo prototipo di console corredato di periferica: una pistola ottica che permetteva di giocare a titoli progettati su misura. Gli ideatori di questo progetto erano <strong>Ralph Baer</strong> e <strong>Bill Harrison</strong> e battezzarono la console col nome <em>Brown Box</em>.</p>
<p>Il progetto della console nel 1972 fu venduto alla <strong>Magnavox</strong> che la mise in commercio col nome di <em>Magnavox Odyssey</em> al prezzo di 100 $, a causa dell’elevato costo la console non ebbe successo e dopo appena 3 anni fu interrotta la produzione dopo aver venduto 300000 pezzi in tutto il mondo.</p>
<p><strong>ANNI SETTANTA E OTTANTA<br />
</strong>La <em>Magnavox Odyssey</em> servì da apripista per una serie di console che vennero prodotte negli anni successivi: l’italiana <em>Ping-O-Tronic</em> prodotta da <strong>Zelussi</strong>, <em>Commodore TV Game 2000k</em>, <em>Turnir</em> di produzione russa fino ad arrivare alla prima console della <strong>Nintendo</strong>.</p>
<p>In questo periodo <strong>Atari</strong> ebbe un’intuizione tanto semplice quanto geniale: <em>Pong</em>. Una barretta si muoveva in verticale, il giocatore doveva cercare di buttare una pallina alle spalle del proprio avversario. Nonostante la semplicità del videogioco in poco tempo divenne famoso in tutto il mondo, tanto da essere attuale anche dopo 50 anni dalla sua uscita.</p>
<p>Il capostipite della violenza nei videogiochi è <em>Death Race</em> messo in commercio nel 1976 da <strong>Exidy</strong>. Lo scopo del gioco era di investire delle figure umanoidi. Il titolo suscitò molte polemiche che lo fecero diventare un simbolo della violenza gratuita.</p>
<p>Questo è il periodo dell’era d’oro dei videogiochi, nel 1978 <strong>Taito</strong> e <strong>Atari</strong> pubblicarono rispettivamente <em>Space Invaders</em> e <em>Asteroids</em>. Grazie a questi due titoli molti produttori decisero di buttarsi nel mercato dei videogiochi. Nel 1980 <strong>Toy Iwatani</strong> lancia <em>Pac-Man</em> che rappresenta il punto di svolta vero e proprio nella storia dei videogiochi. <strong>Namco</strong> decise inizialmente di distribuire il prodotto solo nelle sale giochi ma in pochissimo tempo debuttò anche sui personal computer diventando così un videogioco accessibile a tutti.</p>
<p>Il 1982 vede l’esordio del <em>Commodore 64</em>, si trattava di un home computer prodotto dalla <strong>Commodore Business Machines</strong> commercializzato fino al 1994, anno del fallimento dell’azienda produttrice. Riscosse un enorme successo a livello mondiale grazie all’elevata potenza grafica e alla sua capacità di memoria, venduta in 22 milioni di unità rimane una delle console più popolari al mondo.</p>
<p>L’anno successivo, il 1983, fu caratterizzato da un crollo delle vendite portando così al fallimento molte aziende del settore videoludico che producevano console, la causa fu un insostenibile equilibrio tra domanda e offerta del prodotto, in sintesi c’erano troppi prodotti e pochi acquirenti.</p>
<p>Una svolta alla crisi fu data dall’industria videoludica giapponese che lanciò sul mercato il <em>Nintendo Entertainment System (NES)</em> o più semplicemente <em>Nintendo</em>, grazie soprattutto a un personaggio che tutti conoscono: <strong>Mario</strong>.</p>
<p><strong>PRIMA MET­À ANNI NOVANTA<br />
</strong>Nei primi anni 90 la software house nipponica fu la protagonista principale del mercato, lanciò sul mercato la versione migliorata del <em>NES</em>, il <em>Super Nintendo</em> (<em>SNES</em>) le cui caratteristiche principali erano l’immenso catalogo di giochi a diposizione, giochi mitici come i mitici <em>Super Mario Bros</em> e <em>Zelda</em>, unito un prezzo competitivo tanto da renderlo accessibile a tutti. Di lì a poco la stessa casa produttrice del <em>Nintendo</em> e <em>Super Nintendo</em> iniziò a produrre il leggendario <em>Game Boy</em>, un dispositivo portatile che funzionava a batterie e che permetteva all’utente di giocare ovunque, venduto in 100 milioni di esemplari fu una vera e propria rivoluzione nel mondo delle console, non solo perché era un dispositivo portatile ma anche perché introdusse la tridimensionalità nei videogiochi.</p>
<p><strong><img class="  wp-image-3535 alignleft" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2022/11/news-videogiochi-playstation-1-usciva-europa-25-anni-fa-sony-celebra-indimenticabile-schermata-avvio-1601459865826.jpeg" alt="news-videogiochi-playstation-1-usciva-europa-25-anni-fa-sony-celebra-indimenticabile-schermata-avvio-1601459865826" width="566" height="318" />SECONDA METÀ ANNI NOVANTA<br />
</strong>Sempre in Giappone nella seconda metà degli anni novanta la <strong>Sony</strong> nel 1994 lanciò sul mercato la sua prima console da gioco: la <em>Playstation</em>. La rivoluzionaria console ha reso <strong>Sony</strong> il leader indiscusso del mercato mondiale, primato che ancora detiene dopo quasi 30 anni. <strong>Sony </strong>ebbe un grandissimo successo perché riuscì a trasformare i videogiochi, grazie a trame avvincenti e la creazione di personaggi carismatici, in qualcosa di diverso rispetto a un passatempo, diventarono una vera e propria esperienza, questo portò a una più ampia platea di giocatori, non più solo bambini o adolescenti ma anche gli adulti acquistavano la console. <strong>Sony</strong> ha prodotto videogiochi storici: <em>Gran Turismo</em>, giunto oggi (2022) alla settima edizione, <em>Tom Raider</em>, <em>Crash Bandicoot</em>, cito infine un capolavoro: <em>Metal Gear</em>, ideato dal mitico <strong>Hideo Kojima</strong>, l’autore del gioco riuscì a dare una forte impronta emotiva alla storia creando così un livello di narrazione unica nel suo genere. <em>Metal Gear</em> offriva qualunque cosa un videogiocatore immaginasse di trovare all’interno di un videogioco. <em>Metal Gear Solid 4 – Guns of Patriots,</em> per il sottoscritto, è stato il miglior titolo in assoluto della serie, ricordo di essere arrivato a più di 500 ore di gioco finendolo un numero imprecisato di volte: capolavoro di videogioco, trama stupenda e grafica eccezionale per l’epoca (<em>Plasystation 3</em>).</p>
<p><strong>ANNI 2000-2022<br />
</strong>Con l’inizio del nuovo millennio arrivarono sul mercato la <em>Playstation 2</em>, la nuova console era molto più potente della precedente migliorando così l’esperienza videoludica del giocatore. Tutti i titoli che su <em>Playstation 1</em> riscossero un grande successo ebbero un seguito, <em>Gran Turismo</em>, <em>Metal Gear</em>, <em>Crash Bandicoot</em>, solo per citarne alcuni. Parallelamente a <strong>Sony</strong> nel 2001 anche <strong>Microsoft</strong> lanciò sul mercato la propria console: <em>Xbox</em>.</p>
<p>Negli anni sia <strong>Sony</strong> che <strong>Microsoft</strong> continuarono a produrre e aggiornare le proprie console: <strong><em>Xbox 360</em> </strong>e <strong><em>Playstation 3</em> </strong>si sono scontrate sul mercato mondiale per anni, ogni casa produttrice aveva esclusive sui giochi, alcuni titoli uscivano solo per una console, spingendo i videogiocatori più accaniti ad acquistarle entrambe, inutile dire che il sottoscritto le avesse tutte e due.</p>
<p>Nel 2006 <strong>Nintendo</strong> torna sul mercato con la <em>Nintendo WII</em>, destinata a un pubblico di giovanissimi e/o a famiglie ma non abbandonò il mercato delle console portatili creando il <em>Nintendo DS</em>.</p>
<p><strong>Sony</strong>, <strong>Microsoft</strong> e <strong>Nintendo</strong> rispettivamente con <em>Playstation 5</em>, <em>Xbox Series X</em> e <em>Nintendo Switch</em> hanno incrementato il loro potere sul mondo videoludico lasciando ad altre aziende produttrici solo le briciole del mercato o addirittura costringendole a interrompere la produzione delle console. Le tre case regine dei videogiochi nel corso degli anni hanno aumentato il livello qualitativo dei loro prodotti in maniera esponenziale, al giorno d’oggi il lancio di un videogioco è paragonabile come aspettativa e promozione a quella di un film, per alcuni forse anche di più basti pensare a titoli come <em>Fifa</em>, <em>Call of Duty</em>, o l’eterno <em>GTA</em>. La concorrenza ha sicuramente giovato ai videogiocatori che hanno a disposizione giochi sempre più coinvolgenti e con un livello di grafica che sfiora il realismo.</p>
<p>Con internet che ormai è arrivato nelle case di tutti le console hanno iniziato a supportare la modalità di gioco online, modalità che ha cambiato totalmente lo sviluppo dei videogiochi diventando parte integrante dell’esperienza di gioco e in alcuni casi fondamentale, ricordo sfide epiche a <em>Fifa</em> con giocatori sparsi in tutto il mondo, una vera rivoluzione per questo gioco.</p>
<p>Grazie a questa modalità era possibile collegarsi con giocatori di ogni parte del globo aprendo così a tante nuove possibilità di intrattenimento rivoluzionando il modo di concepire un videogioco.</p>
<p>Come dicevamo prima la connessione internet risulta necessaria e fondamentale per poter sfruttare al meglio le potenzialità di alcuni titoli come <em>Destiny</em> o <em>The Division, </em>senza la modalità on line l’esperienza di gioco risulterebbe limitata o in alcuni casi impossibile.</p>
<p>Parallelamente sono nati nei forum, social network e chat messaggistiche canali tramite i quali è possibile mettersi in contatto con videogiocatori di tutto il mondo per scambiarsi opinioni, chiedere consigli o organizzare “stanze” di gioco.</p>
<p>Il cambiamento nel mondo dei videogiochi più significativo nel corso degli anni è stato sicuramente la qualità grafica che ormai ha raggiunto il realismo. Il mondo cinematografico si è avvicinato al mondo videoludico, in molti casi attori hanno prestato il volto a personaggi di videogiochi ne è un esempio <strong>Norman Reedus</strong> che ha “interpretato” <strong>Sam</strong>, protagonista di <em>Death Stranding</em> del genio <strong>Hideo Kojima</strong> (Metal Gear, ricordate), opera nella quale figura anche <strong>Guillermo del Toro</strong>. Altro esempio è <em>The Last of Us Part II</em> dove <strong>Gustavo Santaolalla</strong>, musicista argentino, ha composto appositamente diverse melodie per la colonna sonora.</p>
<p>L’industria cinematografica in diverse occasioni ha preso spunto dai videogiochi per creare serie tv o film. Da <em>Uncharted</em> e <em>Assassins Creed</em> sono nati due lungometraggi, <em>The Last of Us</em> ha ispirato una serie così come <strong>Netflix</strong> si è ispirata al capolavoro <em>The Witcher</em> per una serie tv ormai giunta alla terza stagione.</p>
<p>In conclusione vorrei proporvi i migliori titoli con cui abbia mai giocato su PC (primi anni 90-2000) e su console (fine anni 90 per arrivare alla generazione <em>Playstation 3</em> e <em>Xbox 360</em>).</p>
<p><strong>MIGLIOR CONSOLE</strong></p>
<p><em>Playstation 3</em></p>
<p><strong>MIGLIORI TITOLI GIOCATI SU PC (primi anni 90 – 2000)</strong></p>
<p><em>Mortal Kombat II</em></p>
<p><em>Transport Tycoon</em></p>
<p><em>Command &amp; Conquer</em></p>
<p><em>Sim City 2000</em></p>
<p><em>Warcraft II</em></p>
<p><em>Starcraft</em></p>
<p><em>Lost in Time</em></p>
<p><em>Age of Empires II</em></p>
<p><strong>MIGLIORI TITOLI GIOCATI SU PLAYSTATION (Playstation 1,2 e 3)</strong></p>
<p><em>Metal Gear 4 – Sons of the Patriots</em></p>
<p><em>Bioschock I e Bioschock II</em></p>
<p><em>Gran Turismo 3</em></p>
<p><em>Fifa</em></p>
<p><em>GTA V</em></p>
<p><em>Silent Hill</em></p>
<p><strong>MIGLIORI TITOLI GIOCATI SU XBOX 360</strong></p>
<p><em>Gears of War (tutta la serie)</em></p>
<p><em>Far Cry 3</em></p>
<p><em>Forza Motorsport 4</em></p>
<p><em>Red Redemption</em></p>
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		<title>L&#8217;innominabile Linux</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 08:52:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Tisi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Linux è una famiglia di sistemi operativi open source pubblicati in diverse distribuzioni, tutte le distribuzioni hanno la caratteristica comune di utilizzare il Kernel Linux. Il primo kernel fu creato nel 1991 da Linus Torvalds, giovane studente finlandese di informatica che non era soddisfatto del sistema operativo Minix poiché supportava male l’architettura del i386, così [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Linux è una famiglia di sistemi operativi <em>open source </em>pubblicati in diverse distribuzioni, tutte le distribuzioni hanno la caratteristica comune di utilizzare il <em>Kernel Linux</em>.</p>
<p>Il primo kernel fu creato nel 1991 da <strong>Linus Torvalds</strong>, giovane studente finlandese di informatica che non era soddisfatto del sistema operativo <em>Minix</em> poiché supportava male l’architettura del i386, così Torvalds decise di creare il kernel per studiare il funzionamento del suo computer 80386.</p>
<p>Inizialmente il sistema di Torvalds usava lo userspace di Minix, in seguito Linus decise di rendere indipendente il suo kernel sostituendo quella parte del sistema operativo col progetto <em>GNU</em>, questo è stato il passaggio fondamentale che ha permesso, ufficialmente solo nel febbraio 1992, di rendere il sistema operativo libero da licenze così come lo conosciamo oggi.</p>
<p><img class=" wp-image-3453 size-medium alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2022/02/Tux.svg_-335x400.png" alt="Tux.svg" width="335" height="400" />La stragrande maggioranza degli utenti utilizza Windows, il sistema operativo della Microsoft, un’altra parte di utenti, che negli ultimi anni è in continua ascesa, utilizza il sistema operativo della Apple, quasi nessuno utilizza linux. Perché? Linux all’inizio non aveva interfaccia grafica, per comunicare con la macchina si utilizzavano righe di testo, quindi non era un prodotto di facile utilizzo, è stato così fino al marzo 1992 quando con Linux Kernel 0.95 arriva la prima interfaccia grafica. Il 2005 è stato il vero anno di svolta per questo progetto, grazie al contributo di internet più di 21000 sviluppatori hanno reso questo sistema operativo stabile e sicuro tanto da essere preso come base per lo sviluppo di Android e Chrome OS. Un anno fa, nel febbraio 2021 il kernel linux è sbarcato su marte come parte dell’elicottero Ingenuity sul rover Perseverance.<br />
Linux esiste in tantissime distribuzioni (<em>distro</em>), le differenze tra le varie distribuzioni sono di carattere tecnico, organizzativo e filosofico. Le prime consistono in un diverso supporto dei dispositivi hardware, nella configurazione del sistema operativo e dei pacchetti software, le seconde sono spesso motivate da scelte tecniche, ma anche da ragioni storiche e/o filosofiche. Il sito web <strong>distrowatch.com</strong> offre una panoramica di tutte le distribuzioni più note e mantiene una classifica delle distribuzioni stesse. Su qualsiasi distro possiamo installare tutti i programmi gratuiti che già utilizziamo su Windows, come per esempio Chrome, Firefox, VLC, e molti altri. Oltre ai nomi famosi dei programmi già usati su Windows possiamo trovare anche valide alternative gratuite e open source spesso di qualità superiore.<br />
Le migliori distro Linux offrono tutte le funzionalità dei sistemi operativi più noti come Windows o Mac OS, spesso, a seconda della distribuzione, implementato alcuni strumenti che vanno dal recupero dati, alla gestione delle reti. Alcune distro sono ideali per sistemi più datati (recupero di vecchi PC in disuso), mentre altre sono pensate per utenti davvero esperti. Le versioni di Linux più user-friendly, come Ubuntu o Mint, offrono interfacce utente molto simili agli altri sistemi operativi più commerciali, anche se l&#8217;impatto iniziale può essere leggermente spiazzante, infatti c’è da abituarsi a un ambiente leggermente diverso da Windows o Mac. Tutte le periferiche e dispositivi funzionano correttamente con Linux, spesso non c’è bisogno di driver esterni, è già tutto pronto all’utilizzo.<br />
Linux è difficile da utilizzare? Questa è una delle domande che più frequentemente i principianti pongono agli esperti informatici visto che Windows nel tempo ha creato un determinato standard di utilizzo. Possiamo affermare senza ombra di dubbio che Linux è decisamente di facile utilizzo ed è alla portata di tutti, dal principiante allo “smanettone”, tutte le moderne distribuzioni dispongono di ambienti desktop completi, semplicissimi da configurare e personalizzare. Se puntiamo su una distribuzione molto semplice, come per esempio <em>Linux Mint</em>, difficilmente utilizzeremo il temutissimo terminale per far funzionare tutto.<br />
Esistono tantissime distribuzioni scaricabili gratuitamente e in maniera sicura da internet, ogni utente può decidere quale scegliere in base alle proprie necessità, per i principianti che vengono dal mondo Windows è consigliabile iniziare con Linux Mint, per chi invece viene dal mondo Apple esiste Elementary, una volta scelta la distro preferita basta scaricarla e creare un USB avviabile, da Windows con Rufus o da Mac con Balena Etcher, inserire l’USB nel computer e avviarlo, nella maggior parte della distribuzioni esiste la possibilità di utilizzare Linux senza installarlo, da USB, così per prendere confidenza con l’ambiente grafico e perché no, decidere di cambiare distribuzione.<br />
Quando si è sicuri della distro scelta si passa alla vera e propria installazione, tutto molto semplice, basta seguire i passaggi suggeriti dall’installazione guidata, scegliere le opzioni desiderate, insomma niente di diverso dagli altri sistemi operativi. Per i più “smanettoni” esiste la possibilità di creare un dual boot, ovvero installare sulla stessa macchina sia Linux che Windows o Apple e scegliere al momento dell’accensione se utilizzare l’uno o l’altro sistema operativo.</p>
<p>A questo punto non vi resta che provare, buon divertimento!</p>
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		<title>Deep Web e Dark Web, il lato oscuro della rete</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2021 09:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Tisi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Premessa necessaria. Questo breve articolo non vuole essere né una guida per la navigazione né tantomeno un invito ad addentrarsi nel Deep Web, al contrario cerca di spiegare in maniera semplice cosa sono il Deep e il Dark Web con il solo scopo di scoraggiare la navigazione. Molto spesso si sente parlare di Deep Web [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="  wp-image-3370 alignright" src="http://www.nctufo.it/wp-content/uploads/2021/06/istockphoto-1143736474-612x612.jpeg" alt="dark web hooded hacker security concept" width="502" height="280" />Premessa necessaria. Questo breve articolo non vuole essere né una guida per la navigazione né tantomeno un invito ad addentrarsi nel Deep Web, al contrario cerca di spiegare in maniera semplice cosa sono il Deep e il Dark Web con il solo scopo di scoraggiare la navigazione.</strong></p>
<p>Molto spesso si sente parlare di <em>Deep Web </em>e <em>Dark Web,</em> questi due termini vengono confusi l’uno con l’altro sia per la somiglianza tra i due nomi sia per la pessima qualità d’informazione sull’argomento, molte persone sono spaventate dal <em>Deep Web </em>senza sapere che tutti i giorni ci navigano a loro insaputa. Proviamo a fare un po&#8217; di chiarezza sull’argomento. Per comprendere la differenza possiamo immaginare internet come un iceberg: la parte emersa è il <em>Surface Web</em> (siti indicizzati), la parte sommersa è il <em>Deep Web</em>. Il <em>Dark Web</em> invece, è una piccola parte del <em>Deep Web</em>. Vediamo nel dettaglio alcune differenze.</p>
<p><strong>Surface Web<br />
</strong>Quello che tutti noi usiamo quotidianamente per studiare, lavorare o semplicemente a scopo di intrattenimento è l’Internet di Superficie (<em>Surface Internet</em>) ovvero quella parte della rete mappata e di conseguenza indicizzata, per accedervi usiamo i motori di ricerca quali Google, Bing, Yahoo, Ecosia e altri, la maggior parte degli utenti è convinta che tutti i siti web siano presenti nei risultati di ricerca, non è così: sono indicizzati circa 2 miliardi di siti, mentre, si stima che in totale possano essere quasi 550 miliardi.</p>
<p><strong>Deep Web<br />
</strong>A dispetto dei numerosi luoghi comuni non tutto quello che si trova nel <em>Deep Web</em> è materiale illegale infatti puoi trovare facilmente: banche dati, documenti legali, estratti conto, rapporti scientifici, cartelle cliniche, social network. Esistono alcuni siti, per esempio quelli accessibili tramite un login o quelli creati al momento dai server durante la navigazione di un utente, che fanno parte del <em>Deep Web</em>.</p>
<p><strong>Dark Web<br />
</strong>Il <em>Dark Web</em> è invece una piccola parte del <em>Deep Web</em> anch’essa non indicizzata dai motori di ricerca, per potervi accedere è necessario usare strumenti particolari e alcuni accorgimenti per evitare spiacevoli sorprese. Navigare nel <em>Dark Web </em>non è come navigare nell’internet che noi tutti conosciamo e usiamo, per accedere ad alcuni siti è necessario essere invitati, per altri è necessario avere l’indirizzo preciso perché, come dicevamo prima, non essendo indicizzati non vengono trovati dai motori di ricerca, a questo proposito esistono delle “liste” di siti del <em>Dark Web</em> presenti su <em>Hidden Wiki</em> che fornisce servizi nascosti disponibili tramite la rete Tor. Per la navigazione non è possibile utilizzare i comuni browser: Chrome, Safari, Firefox, Edge e via dicendo, ma bisogna usare browser appositi come per esempio Tor <em>“che permette una comunicazione anonima per internet basata sulla seconda generazione del protocollo di rete di onion routing: tramite il suo utilizzo è molto più difficile tracciare l&#8217;attività Internet dell&#8217;utente essendo finalizzato a proteggere la privacy degli utenti, la loro libertà e la possibilità di condurre delle comunicazioni confidenziali senza che vengano monitorate o intercettate”</em>, tuttavia l’utilizzo di Tor non permette di navigare in modalità totalmente anonima, per ovviare a questo ci sono altri espedienti che però non verranno esposti in questo breve articolo.<br />
Sul <em>Dark Web</em> si trova e si vende di tutto specialmente beni illegali come droga, armi, denaro contraffatto, titoli di studio falsi, materiale illegale di ogni tipo e provenienza, identità rubate, medicinali illegali, pillole anabolizzanti o prodotti che escono dal mercato legale ed entrano in quello “nero” a prezzi decuplicati come sta accadendo negli ultimi mesi per i vaccini. Esistono anche servizi illegali: furto di identità, hackeraggi, omicidi e violenze su commissione, insomma qualsiasi cosa di natura non lecita per cui una persona sia disposta a pagare. I pagamenti non vengono effettuati tramite carte di credito, bonifici bancari o l’utilizzo dei comuni conti correnti ma con i Bitcoin ovvero una moneta virtuale che non tiene traccia di alcun tipo di movimento.<br />
Non è tutto, il <em>Dark Web </em>viene utilizzato anche come luogo di scambio di idee, basti pensare ai confronti politici all’interno di paesi con regimi dittatoriali o allo scambio di libri proibiti.<br />
Navigare nella zona oscura della rete non è illegale, ma è illegale una parte di quello che si trova al suo interno ed essendo fuori da ogni tipo di controllo è facile finire nei guai anche senza accorgersene, c’è la possibilità di scaricare, anche inavvertitamente, qualche malware, materiale illegale, o peggio che qualcuno lo scarichi nel nostro computer, nel <em>Dark Web</em> dietro ai numerosi nickname di qualunque tipo possono celarsi i peggior cyber-criminali della rete, persone che possono trovare e rubare i nostri dati senza nessun tipo di difficoltà e in pochissimo tempo, dati che poi vengono rivenduti sul <em>Dark Web.</em> Ecco perché questa parte di internet è monitorata dalle Forze dell’Ordine sia direttamente o indirettamente appoggiandosi a società. Un altro rischio da non sottovalutare è la dipendenza che crea questo tipo di navigazione soprattutto nelle persone curiose o che soffrono di solitudine.<br />
Concludendo abbiamo visto che per entrare nel Deep Web non c’è bisogno di fare nulla di particolare, lo facciamo già tutti i giorni senza saperlo, per quanto riguarda il Dark Web l’unico consiglio e di NON PROVARE A ENTRARCI per nessun motivo, è pericoloso.</p>
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