Verbasco thapsus

verbascum-pulverulentumTasso Barbasso, Barbaraschio, Barbaresco, Tasse barbasse
Il Verbasco appartiene alla famiglia delle Scrofulariaceae, è una pianta biennale, originaria delle zone asiatiche ed europee.
Il fusto è legnoso ed eretto, va dagli 80 ai 150 cm e talvolta è ramificato. Le foglie sono grandi, vellutate di color verde pallido.  I fiori gialli sono raccolti in una lunga e grossa spiga e la loro fioritura inizia in maggio. Il verbasco è diffuso nei terreni incolti, ai margini delle strade di campagna e in terreni sassosi ben soleggiati. In Italia è una pianta che si trova spontanea sia nelle zone marittime che in quelle montane.

Proprietà terapeutiche
La pianta è ricca di flavonoidi che, come è ormai noto, svolgono un’azione anticancerogena oltre che antinfiammatoria  e potenziano l’azione della vitamina C, fornisce anche vitamine B2, B5, B12 e D, magnesio e zolfo. Il verbasco contiene saponine, così chiamate per la loro caratteristica di formare schiuma a contatto con l’acqua, che svolgono un’azione di fluidificazione del muco e sono presenti in quasi tutte le piante. Le mucillagini che calmano la tosse, hanno un effetto antinfiammatorio ed emolliente anche nei confronti dello stomaco e dell’intestino. I tannini hanno, come caratteristica principale, quella di essere astringenti, per cui utile anche in caso di diarrea. In caso di affezioni delle prime vie respiratorie, i suoi componenti risultano utili e confermano la validità del suo uso tradizionale come emolliente, espettorante, calmante e antinfiammatorio.
Per le emorroidi e le irritazioni della pelle: i principi attivi della pianta svolgono un’azione antinfiammatoria, calmante e astringente. Parti usate: fiori e foglie. Raccolta: durante tutta la fioritura. Utile in caso di malattie dell’apparato respiratorio: tosse, tracheiti, bronchiti, asma, stati influenzali con catarro; e cura le malattie della pelle: orticaria, pruriti, dermatosi squamose, ustioni, geloni, foruncolosi, acne, ferite e piaghe.

Modalità di assunzione. Infuso, decotto, tintura madre.
Tisana antinfluenzale e per la tosse
Preparate una miscela di 100gr con i fiori secchi di verbasco, malva e violetta. Fare un infuso con 25 gr di miscela in un litro di acqua.Filtrare accuratamente con una garza e berne 3-4 tazze al giorno.
Infuso per asma, tosse, bronchiti e tracheiti
Preparare un infuso con 10 g di fiori secchi di verbasco. Lasciare riposare 10 minuti  a recipiente coperto, quindi filtrare. Prenderne tre tazze al giorno ben calde, di cui una la mattina a digiuno e una la sera prima di coricarsi.
NotaI preparati a base di verbasco devono essere filtrati prima di essere bevuti, in quanto la peluria che ricopre la pianta ha effetto irritante per la mucosa della bocca.
Per le malattie della pelle, ferite e piaghe.
Fare un decotto con due manciate di fiori e foglie secche in un litro d’acqua, bollire dieci minuti e filtrare. A questo punto imbevete una pezzuola e applicatela sulle zone colpite più volte al giorno fino a miglioramento.
Tintura madre 
E’ indicata in tutti i casi di bronchite asmatica, bronchite, tonsillite, tosse e tracheite. Modalità d’uso:  3-4 gocce per ogni 10 kg di peso in mezzo bicchiere d’acqua, da 2 a 3 volte al giorno ( mattino a digiuno e prima di coricarsi) fino a scomparsa dei sintomi. Per uso esterno è indicata su emorroidi, ascessi e scottature.

Controindicazioni
Il verbasco non presenta controindicazioni alle dosi terapeutiche normali, eccetto ipersensibilità individuale. Se ne sconsiglia l’utilizzo in gravidanza e durante l’allattamento.

Curiosità
Il nome del genere è quello usato da Plinio, forse deriva dal latino “barbascum” che significa “barbato”, con riferimento alla diffusa pelosità di queste piante. Il verbasco era considerato una pianta dagli effetti magici perché serviva a scongiurare i cattivi presagi.

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