Tutto Emilio Celata

L’intervista fotografica con Emilio Celata, un viaggio a trecentosessanta gradi attraverso la carriera e la vita dell’attore pitiglianese che venerdì 28 dicembre porterà sul palcoscenico dell’auditorium Banca Tema di Pitigliano Alcool-quando tutto offusca la mente: l’anno appena trascorso e quello che verrà attraverso i suoi lavori, il teatro, le amicizie, la politica e tanto altro in questo racconto fotografico.
WhatsApp Image 2018-12-19 at 19.36.58Il 2018-Alcool. Partiamo dal presente, anzi dall’immediato. Alcool è lo spettacolo che mi lascia questo 2018 che volge al termine, presentato per la prima volta al Teatro Boni di Acquapendente lo scorso febbraio.
Perchè abbiamo scelto come titolo “Alcool”? Perchè l’alcol si presenta sotto forma di liquido incolore apparentemente innocuo ma altamente infiammabile e provoca disinibizione comportamentale. Ecco, questo credo che rappresenti al meglio il senso dello spettacolo. L’alcol offusca la mente, confonde le situazioni e modifica la percezione delle cose…in altre parole ci dà una nuova visione del mondo. Forse una mente confusa come quella del personaggio protagonista è la chiave per poter vedere il mondo con occhi nuovi. Detta così può sembrare quasi una cosa positiva…ma la trappola è dietro l’angolo. L’alcol può compromettere per sempre una vita e rendere i giorni tristi e amari (forse è proprio per questo che gli amari si chiamano così). Sono molto orgoglioso di chiudere l’anno portandolo sul palco dell’Auditorium Banca Tema, venerdì 28 dicembre. Vi aspetto numerosi. 
WhatsApp Image 2018-12-19 at 21.42.13Il 2019-D’Io. Questa immagine incuriosisce anche me. Per il secondo anno consecutivo il Teatro Boni ha deciso di produrre un mio spettacolo e questa è per me una grande soddisfazione. Mi incuriosisce perchè voglio capire anch’io cosa uscirà fuori il 3 febbraio. D’IO è un mare di parole in burrasca a cui Nardi, da buon regista visionario, sta cercando di dare forma. “Tu scrivi senza porti limiti poi ci penso io a dare un senso” mi ha detto ingenuamente mesi fa. Credo si sia pentito.

 

 

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Emilio e il teatro. Questo è “Il Drago” di Schwarz. Ero il “Borgomastro”, un sindaco completamente impazzito per il potere. In questo specifico fotogramma cercava di evitare gli oppositori politici fingendosi una teiera. Mi piace che hai scelto questa foto perché è stato lo spettacolo che ha suggellato il rapporto artistico con Sandro Nardi. Non avrei mai pensato di divertirmi tanto facendo teatro anche perché il mio piccolo percorso è cominciato per sbaglio quando con 2 o 3 amici abbiamo partecipato alla prima lezione del laboratorio teatro ragazzi a Pitigliano. A distanza di anni posso confessare che l’ho fatto come favore personale alla professoressa Marella Niccolucci che, dopo un lungo progetto tra il centro culturale e l’amministrazione comunale, era riuscita ad organizzare gratuitamente un laboratorio teatrale ma tutto sarebbe potuto andare in fumo per mancanza di iscrizioni. Ricordo di aver pensato “Va bene…facciamo un paio di lezioni e poi ci ritiriamo”. Sono passati 16 anni e ancora mi diverto come il primo giorno. Il laboratorio di Pitigliano ha fatto divertire tanti ragazzi (tra cui il Sindaco Gentili) e sono contento di sapere che tutte le Amministrazioni hanno creduto e credono ancora in questo progetto.
Dopo qualche anno di laboratori, workshop, stage e tanti chilometri la collaborazione con Nardi si è fatta più intensa. Dalle prime produzioni teatrali con attori professionisti alla messa in scena del nostro spettacolo “SLEEP” fino ad adesso che è regista dei miei testi. Da qualche anno è il Direttore Artistico del Teatro Boni, un teatro magico, perla rara della cultura del nostro territorio. La Te.Bo. (associazione che gestisce il Boni) realizza progetti veramente ambiziosi e, a parer mio, sono energia pura per la nostra zona. Ogni anno oltre 30 spettacoli in cartellone, grandi nomi e attenzione per artisti emergenti e territoriali.

 

 

WhatsApp Image 2018-12-27 at 10.37.22Corrado Re. Amico e artista completo. Cantautore eclettico che sa facilmente passare dalla poesia dei suoi brani a sketch ironici e pungenti. Con lui è tutto un altro tipo di teatro. Insieme abbiamo scritto diversi spettacoli di teatro-canzone tra cui “Bouche d’Hercule” che ci ha fatto girare diverse piazze e teatri. In realtà più che per gli spettacoli ci siamo fatti conoscere per interventi mirati (spesso sulla politica locale) sotto il nome de “I Fratelli Cercatesto”.
Abbiamo sempre detto quello che pensavamo, tirato fuori problematiche politiche (territoriali e nazionali) senza dare mai soluzioni concrete o trovandole assolutamente irreali e irrealizzabili. In un certo senso possiamo dire di aver anticipato i tempi politici che stiamo vivendo e a nostro modo ci siamo sempre considerati, per autoproclamazione come fanno tutti, il partito del popolo. Nell’ormai lontano 2012 portammo in piazza un monologo dal titolo “ascesa di un leader” dove profetizzavamo che in quel disordine politico qualcuno avrebbe potuto sfruttare le storture della democrazia facendo forza solo sul carisma e mai sui contenuti concreti. Un nemico a cui dare le colpe, un buon sistema di comunicazione alle spalle, slogan, pentole a pressione in regalo ai primi iscritti al partito ed ecco che il piccolo personaggio protagonista della scenetta diventava leader indiscusso. Per fortuna era solo un monologo surreale.

 

 

 

 

WhatsApp Image 2018-12-27 at 17.37.35La politica. Questa foto è di quando sono stato Assessore nell’amministrazione Seccarecci. Dino Seccarecci è sicuramente tra le persone che più hanno influito nella mia vita. Una persona generosa e attenta che mi ha fatto conoscere ed apprezzare il lato più bello della politica, quello di dedicare coscientemente parte del nostro tempo alle Istituzioni e alla società. Il dolore per la sua scomparsa è forte e si fa ancora più vivo ogni volta che sento il bisogno di un consiglio o di un commento sulla politica locale. È stata un’esperienza bellissima. Se ho abbandonato la politica? Credo che in piccole comunità la politica non si possa mai abbandonare. È nascosta in tutto quello che facciamo per il nostro territorio e non solo nelle elezioni.

 

 

 

WhatsApp Image 2018-12-28 at 10.39.16La tua Pitigliano. Pitigliano sta vivendo un periodo un po’ particolare, ma come del resto tutti i piccoli paesi turistici. Ha una bella immagine, uno splendido posto per i turisti per passare un week end ecc..ma viverci diventa oggettivamente sempre più difficile. Credo ci sia un grande progetto di accentramento che va avanti da molti anni; ci vogliono tutti vicini, tutti stretti in città così costiamo molto meno! Mi viene in mente il discorso ospedale che abbiamo anche trattato nei nostri spettacoli con Corrado, tanto caro ai miei concittadini (e anche a me) oltre che a tutto il territorio. Continua lenta e insesorabile la distruzione dell’ospedale, poco per volta per evitare la rivolta dei cittadini ma pezzetto pezzetto va avanti. È un po’ il gioco della politica, il gioco della compensazione, si toglie una cosa per inserirla un’altra meno utile e così ci si accorge di meno; così come dicevamo nello spettacolo si esulta troppo per le piccole cose concesse e ci si incazza troppo poco per quelle tolte. Nello spettacolo facevo finta di essere un’amministratore della regione che cercava di calmare i cittadini con questo giochino della compensazione e diceva “a Pitigliano non si nasce più ma in compesno ci si muore bene. Accontentatevi!”. Ecco penso che questa sia un po il riassunto della compensazione politica di cui sopra. Poi ricordo che si ironizzò anche sugli esperimenti della regione che dopo la medicina integrata avrebbe sperimentato a Pitigliano la “medicina verbale-meno costosa e poco impattante sull’organismo umano”. In pratica funziona che il paziente si reca all’ospedale e gli viene data una pacca sulla spalla dicendogli frasi del tipo “Non cresce l’osso se non hai la febbre addosso” e viene rimandato a casa.
Credo che i pitiglianesi abbiano una grande capacità di adattarsi ai cambiamenti come la storia del nostro paese dimostra. Sappiamo sempre quando è il momento di rimboccarci le maniche. Spesso nascono polemiche accese in paese per piccole cose ma di fronte a problemi importanti ancora si sente vivo il sentimento di comunità, cosa rara per questo secolo.

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