Parliamo di turismo con Tiziana Babbucci

intervisSi abusa spesso nei nostri paesi del termine “Turismo”. A farlo sono i soggetti più disparati, le istituzioni, gli operatori stessi, gli addetti ai lavori. Cos’è e cosa dobbiamo realmente aspettarci da questo settore? Nelle scorse settimane abbiamo incontrato Tiziana Babbucci giovane imprenditrice soranese che in questo settore lavora ogni giorno.
Con il suo “Terre del Tufo Travel & Tours” ha creato un tour operator innovativo, una figura diversa rispetto a quello che offriva il territorio in passato. Una chiacchierata a trecentosessanta gradi non solo sulla sua attività ma anche sul termometro turistico delle nostre zone. Prospettive (tante), problematiche (vedi prospettive) e soluzioni, offerte da una ragazza che crede ancora nel nostro territorio.

Presentati, di cosa si occupa la tua attività?
Terre del Tufo è un piccolo tour operator che nasce nell’aprile 2016 con l’idea di promuovere e valorizzare principalmente il nostro territorio, dall’Amiata alla Tuscia. Il lavoro da fare sul territorio è in divenire: ogni giorno nascono nuove collaborazioni con strutture ricettive, guide turistiche ed ambientali, professionisti del settore per creare un prodotto che possa rispondere sempre meglio alle esigenze di chi visita la nostra zona. È anche l’unica realtà nel comprensorio che offre anche servizi di agenzia di viaggi (dalle vacanze, alle crociere, alla biglietteria).

IntervistaE Tiziana Babbucci chi è?
Tiziana Babbucci è una ragazza che dopo anni lontano da casa per studio- prima lingue a Perugia, un anno in Inghilterra per perfezionare l’inglese, poi un master a Roma in Management del Turismo- ha deciso di tornare alle origini per lavorare sul territorio e per il territorio. È faticoso? Assolutamente sì. A volte mi chiedo “Ma chi me l’ha fatto fare”? Assolutamente sì! Ma non mollo. Vado avanti con l’idea che collaborando tutti insieme, possiamo far crescere e maturare la nostra filiera turistica al fine di creare un prodotto turistico vendibile.

Turismo, una parola spesso usata senza troppo sapere realmente di cosa si parli nelle nostre zone, facciamo un po’ il punto della situazione.
Dati statistici alla mano, possiamo dire che il territorio delle colline del Fiora negli ultimi anni ha visto la domanda turistica crescere gradualmente. Senza dubbio le motivazioni che spingono il turista a trascorrere le proprie vacanze in questa area sono sicuramente legate alle eccellenze enogastronomiche, al vasto patrimonio storico, culturale e naturalistico. Di recente ho parlato con alcuni operatori e confrontando i dati sulle presenze si nota che il nostro (come già sappiamo) è un territorio particolarmente soggetto alla stagionalità, quindi i turisti vi si concentrano maggiormente durante la bella stagione, mentre scelgono altre mete durante l’inverno. Inoltre in media non si soffermano per più di 3 notti, indipendentemente dal fatto che siano italiani o stranieri. Certamente il turismo che ci interessa è quello di tipo slow: una modalità di turismo che pone la qualità al primo posto e che considera il viaggio un importante strumento di conoscenza e confronto e che permette di entrare ogni giorno, in un modo non vincolante, in contatto con la storia, le tradizioni di un territorio e la sua cultura materiale.

 

Quindi quali sono le problematiche principali?
La frammentata offerta turistica e la difficoltà nel reperire informazioni dettagliate che permettano al viaggiatore che ancora sta decidendo la destinazione della sua prossima vacanza, fanno sì che anche se la scelta dovesse ricadere sul nostro territorio, di sicuro non prenoterà per una settimana. Questo perché proprio per la mancanza di informazioni (parlo di un sito di destinazione da consultare prima di recarsi qui, ma anche di materiale cartaceo da poter consultare una volta arrivato in loco) il turista non sa che cosa fare e che cosa visitare. Mentre il nostro punto di forza è l’essere vicini ad importanti punti di interesse come le terme di Saturnia, il Monte Amiata, il lago di Bolsena, tutte raggiungibili in breve tempo in macchina. Ed è prima di tutto su un concetto più ampio di destinazione che dobbiamo pensare se vogliamo superare il problema della stagionalità. In secondo luogo è necessario avere un calendario degli eventi ben definito già all’inizio dell’anno per permettere al viaggiatore di organizzarsi secondo i suoi interessi e perché no, magari ritornare se altri eventi successivi lo attraggono.

Parliamo un po’ di cultura turistica, secondo me un altro tasto dolente delle nostre zone, gli operatori se dovresti dare un voto, su che livello stiamo?
Direi che raggiungiamo appena la sufficienza.  Ovviamente le eccezioni ci sono (per fortuna!) però in generale ho notato che purtroppo c’è una scarsa attitudine a fare rete tra operatori, a collaborare, a partecipare ad iniziative comuni. Siamo una piccola, piccolissima realtà con un ricchissimo patrimonio culturale, naturalistico ed enogastronomico: fare rete o creare un club di prodotto da racchiudere sotto un marchio ben identificabile, equivarrebbe a fare realmente la differenza, a far conoscere finalmente il nostro territorio con tutte le sue sfaccettature. A tal proposito ho un progetto, ma è ancora in fase embrionale, non posso svelare nulla.

Cosa ti aspetti dal futuro sia per l’attività che per il settore quali prospettive vedi basandosi anche sulle nostre amministrazioni?
In generale sono una persona che cerca di vedere sempre la parte positiva, anche quando le cose non vanno particolarmente bene. Quindi mi sento di dirti che ci vorrà tempo, ma riusciremo a far crescere il territorio e gli operatori per quanto riguarda il comparto turistico. Le amministrazioni mi sembrano molto più intente a collaborare rispetto agli anni precedenti e questo già è un grande passo avanti. Sicuramente dobbiamo iniziare a promuoverci insieme, come un’unica destinazione. Al turista non interessano le divisioni territoriali: può dormire a Sorano e visitare Pitigliano, mangiare a Manciano e fare il bagno alle terme di Saturnia; ha attraversato 3 comuni, ma non lo sa e non gli interessa. Quello che vede e percepisce è una destinazione unica. Ed è quello che dovremmo vedere anche noi come cittadini e come operatori. Quindi per quanto riguarda la mia attività continuerò innanzitutto a proporre nelle fiere italiane ed internazionali il nostro territorio, alcuni operatori locali mi hanno già contattata per essere presenti con il loro materiale che porterò molto volentieri. Poi sicuramente trasformerò quelle che al momento sono idee in progetti concreti coinvolgendo le amministrazioni e gli operatori turistici. Spero che questi vengano accolti positivamente e che possiamo crescere insieme al fine di promuovere e vendere una destinazione unica nel suo genere.

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