L’XI “Rassegna delle Befane” a Pitigliano il 30 dicembre

Anche quest’anno, sabato 30 dicembre 2017 alle ore 17, si tiene a Pitigliano presso l’Auditorium della Banca TE.MA la “Rassegna delle Befane della Collina e della Montagna”, che ha raggiunto il traguardo della undicesima edizione. Partecipano i gruppi di Pitigliano, Montorio, Pian di Palma di Saturnia, Poggio Murella, San Martino sul Fiora, San Quirico di Sorano, Tre Case di Piancastagnaio. La Rassegna, come gli anni precedenti, è sponsorizzata della Banca TE.MA – Credito Cooperativo, proseguendo la linea della precedente Banca di Credito Cooperativo di Pitigliano, che ha sempre sostenuto la manifestazione. Inoltre la Rassegna delle Befane, che vede la partecipazione di rappresentanti del locale Gruppo Teatrale “I Giubbonai” nelle vesti della famiglia che aspetta l’arrivo della Befana, gode anche del  patrocinio della Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali (SIPBC) ONLUS, interessata alla valorizzazione dei “beni immateriali” della tradizione popolare; non a caso la Rassegna viene presentata dal prof. Angelo Biondi, vicepresidente della Sezione Toscana della SIPBC ONLUS, che è anche l’ispiratore e l’organizzatore della manifestazione fin dal suo inizio. Aspetto fondamentale della Rassegna, ormai rimasta l’unica del genere in tutta l’area della Toscana meridionale, è la rappresentazione della tradizione integrale che ciascun gruppo rappresenta e va a cantare poi nella propria località, la sera e la notte del 5 gennaio, così da valorizzare il contenuto ed il significato originale di questa bella tradizione popolare ed evitare le distorsioni portate dalle mode del momento. Questa scelta, di preciso significato culturale, è stata compresa e ogni volta premiata dal pubblico, che  numeroso ed interessato ha sempre affollato il capace Auditorium della Banca in località Il Piano presso Pitigliano.

Un po’ di storia
befane2E’ noto che in passato ed ancora oggi l’area ”forte” della tradizione della Befana in Maremma  è stata ed è la parte meridionale della Provincia di Grosseto, l’area a sud dell’Ombrone, che divide in due parti quasi uguali il territorio grossetano. Infatti la zona settentrionale, dove predomina il Maggio, risulta in parte non interessata a questa manifestazione oppure registra presenze più sporadiche o di più recente introduzione, specialmente nella pianura, dove la tradizione della Befana è stata introdotta talvolta da gente venuta da fuori per i lavori stagionali o più frequentemente grazie allo spostamento più recente di popolazione proveniente dalle colline e dalla montagna con la Riforma Agraria. La Befana è ancora molto sentita dalle popolazioni della fascia territoriale che va dall’Amiata meridionale alla pianura orbetellana (Orbetello ed Argentario esclusi), comprendendo oltre alla Montagna, tutta la vasta area collinare dal territorio di Scansano-Manciano a quello di Pitigliano-Sorano, sconfinando anche nei paesi laziali vicini al confine toscano. Certo la tradizione della Befana, arrivata agli anni Duemila, si è dovuta confrontare anche in questa zona  con i rapidissimi cambiamenti della modernità e con la fine della civiltà contadina, che costituiva il suo “humus” basilare ed in cui era nata, come tante altre tradizioni quasi scomparse, ma nel complesso la forma tradizionale della Befana si mantiene ancora piuttosto integra in questa vasta area, dove non sono modificati i canti di questua e le modalità fondamentali di “canta’ la Befana”.
Un aiuto ed un forte stimolo al rilancio della Befana è venuto dall’iniziativa della “Rassegna delle Befane della Collina e della Montagna”, che si tiene a Pitigliano ed è giunta quest’anno alla sua undicesima edizione. Questa Rassegna è ormai rimasta l’unica del genere in tutta l’area della Toscana meridionale, caratterizzandosi con l’obbligo per ciascun gruppo di presentare rigorosamente la propria tradizione in modo da conservarne essenzialmente l’originalità ed evitare possibili distorsioni portate dalle mode del momento. Non a caso la Rassegna si tiene tra il Natale e l’Epifania, quindi nel periodo in cui è più sentito lo spirito della tradizione e in cui i gruppi spontanei si organizzano per il “cinque di gennaio”.
Tale Rassegna annuale, coordinata e presentata dal sottoscritto, è resa possibile grazie alla sensibilità culturale di Banca TE.MA – Credito Cooperativo, proseguendo la linea della precedente Banca di Credito Cooperativo di Pitigliano, che ha sempre sostenuto la manifestazione fin dall’inizio, mettendo anche a disposizione il grande Auditorium della Banca stessa presso Pitigliano. Quest’anno partecipano alla Rassegna ben sette  gruppi: quelli di Pitigliano, Montorio, Pian di Palma di Saturnia, Poggio Murella, San Martino sul Fiora, San Quirico di Sorano, Tre Case di Piancastagnaio. Questi gruppi ben rappresentano le aree forti della Befana: la Montagna dell’Amiata, il pitiglianese-soranese e il mancianese e sono in grado di esprimere, pur nella base comune, la diversità e l’originalità di ogni gruppo sia nelle modalità rappresentative e cerimoniali che nella musica e nel canto, a dimostrazione della straordinaria ricchezza di questa tradizione popolare. Al suo crescente successo di pubblico contribuisce anche la partecipazione di esponenti del Gruppo di Teatro Dialettale locale “I Giubbonai”, nelle vesti della famiglia che aspetta l’arrivo della Befana, mentre sancisce la validità culturale della Rassegna il  patrocinio della Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali (SIPBC) ONLUS, interessata alla valorizzazione dei “beni immateriali” della tradizione popolare come i canti di questua della Befana.

Angelo Biondi

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