Lo “Sfratto…..alimentare”

In Italia tra le cose più apprezzate, insieme alle bellezze artistiche e naturali, ci sono le tradizioni enogastronomiche delle quali il nostro territorio vanta un ragguardevole numero. Le nostre eccellenze alimentari sono conosciute nel mondo. Il nostro patrimonio enogastronomico, basato sulla qualità e sulla salubrità, è riconoscibile ovunque. Prodotti autentici, veri, genuini, frutto di un percorso storico colmo di valori tradizionali e culturali che li rende inimitabili.
I prodotti tipici sono infatti il risultato di informazioni tramandate “a mano” nel tempo che sicuramente hanno subito delle trasformazioni strada facendo, ma si portano dietro un’intelaiatura di purezza alimentare indiscutibile.
La tipicità dei prodotti indica territorio, tradizione, artigianalità che sono le componenti fondamentali per un buon prodotto, un insieme di “doti” che ne genera la buona qualità. Sono le “buone cose di una volta”, che ci regalano quella particolare percezione di piacere nell’assaporarle e quei gusti irripetibili scolpiti nelle nostre origini, che vanno tutelate e rivalutate perché sono tesori enogastronomici da tramandare.

sfratto
Valorizzare quindi i nostri prodotti è un modo per salvare l’identità culturale del nostro territorio e della nostra gente e preservarli è un modo per porre un freno all’omologazione totale dei sapori, valorizzarli quindi è fondamentale. L’utilizzo di questi prodotti determina un insieme di effetti benefici per la nostra comunità sia in termini economici che di immagine. La loro valorizzazione assume un significato e una valenza che va oltre la semplice vendita e crea un valore aggiunto al nostro territorio, perché la loro “radice genuina” è resistente alle nuove mode alimentari.
Ed è proprio nei piccoli comuni come i nostri che questi prodotti hanno la loro espressione più forte. In questi borghi baciati dalla bellezza, pullulano prodotti tipici straordinari tra i quali: vino, olio, formaggi, salumi, carni, pane, dolci, miele ecc. che le aziende locali sapientemente preparano e che ci invidiano ovunque.
Il loro radicamento nel territorio suscita un’attrazione particolare che dobbiamo sapere sfruttare bene perché i prodotti tipici possono essere un” veicolo” importante per generare economia e creare nuovi posti di lavoro.
Non mi dispiacerebbe che i tanti imprenditori locali, custodi dell’identità gastronomica territoriale, fossero ancora di più i protagonisti assoluti della promozione del nostro territorio e si prodigassero per un’offerta alimentare etica e vantaggiosa che sia all’origine della totale affermazione delle nostre antiche e nuove eccellenze enogastronomiche, preservando, come priorità assoluta, i prodotti tipici locali rispetto agli altri prodotti.
Non mi dispiacerebbe che si organizzasse, d’accordo con gli imprenditori locali, un’attività di promozione costante dei prodotti e dei piatti tipici, con manifestazioni sullo stile di “calice di stelle”, da ripetere nel corso di tutto l’anno;
Non mi dispiacerebbe inoltre che le istituzioni pubbliche e private provvedessero a fornire i presupposti per sostenere gli imprenditori in questo progetto di promozione territoriale; creassero dei presidi di tutela che si occupino della promozione e della conservazione delle nostre specialità; presentassero il nostro territorio anche in virtù della sua identità enogastronomica.
Il visitatori che vengono nelle nostre zone vogliono godere dei sapori dei prodotti locali, dei piatti caratteristici, quelli che ci sono stati tramandati “dalla nonna” e/o di quelli che tipici lo sono diventati strada facendo e che ormai fanno parte della nostra cultura. Offrire loro cose che possono trovare ovunque ci fa somigliare a tanti altri territori e non permette di far conoscere le nostre reali caratteristiche storiche e culturali. Offrire invece i piatti e i prodotti tipici del territorio ai nostri ospiti, equivale a dare loro un’occasione di crescita e di arricchimento personale, un modo di vivere un luogo, scoprirlo, comprenderlo, anche attraverso i sapori che lo caratterizzano, per noi invece sarebbe un altro modo per tramandare la nostra cultura e la nostra storia.
In parte lo si sta facendo ma serve ancora più attenzione. Non so se è un progetto semplice ma ritengo che sia un’opportunità, guardare al futuro nel rispetto della nostra tradizione.
Per concludere, visto che tra le tante tipicità del nostro territorio c’è lo sfratto, del quale oramai sappiamo tutto, le origini, la ricetta ecc., oggi lo voglio adoperare come sostantivo. Noi, già perché anche noi non addetti ai lavori possiamo fare la nostra parte, possiamo aiutare il progetto usando lo “sfratto alimentare”. “Sfrattiamo” dalle nostre tavole tutti quei prodotti forestieri figli della globalizzazione, arginiamo l’invasione dei prodotti taroccati, di quelle imitazioni malfatte che tentano di sopprimere le nostre eccellenze alimentari e dedichiamoci ai nostri prodotti tipici locali che “so boni “e….. fanno bene a tutti.

Con un sincero augurio di cuore di una rapida ripresa di tutte le attività e di un loro proficuo lavoro.

A presto.

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