Le aziende del territorio interviste ai protagonisti: Sassotondo

Nei mesi scorsi, come ogni anno, si sono svolte numerose manifestazioni legate al mondo dell’enologia. Il nostro territorio ha visto numerose aziende partecipare a questi eventi riscontrando successi e ottenendo molte soddisfazioni. Il mese scorso abbiamo iniziato sul nostro NCT cartaceo una serie d’interviste per conoscere meglio i nostri produttori, le loro aziende e le loro esperienze. La prima azienda che abbiamo incontrato è quella di un nostro storico collaboratore Edoardo Ventimiglia, proprietario insieme alla moglie Carla Benini dell’azienda vitivinicola Sassotondo situata a cavallo tra i comuni di Sorano e Pitigliano.
SassotondoLa “Prowein” di Düsseldorf, il Vinitaly, il “Ciliegiolo d’Italia” a Narni due eventi importanti che hanno visto la partecipazione in prima linea dei vini di Sassotondo. Qualche considerazione.
Sono eventi profondamente diversi. Alla Prowein di Düssendorf è stata una esperienza positiva. Ci siamo tornati dopo qualche anno ed è andata bene. Abbiamo notato un’espansione della fiera, anche dal punto di vista degli spazi. Certo è una fiera a cui devi partecipare in modo già preparato e organizzato mesi prima. Si parte dall’Italia già con incontri e appuntamenti fissati, poi può anche capitare che avvenga qualcosa di nuovo e inaspettato. Vinitaly è diverso dal Prowein, anche se quest’anno abbiamo notato un miglioramento anche lì, segno che chi ha organizzato ha lavorato bene. C’era un ambiente maggiormente internazionale, speriamo che riconquisti sempre più mercato mondiale.
A Narni vi è una manifestazione ancora differente tutta dedicata a questo vitigno fantastico che è il Ciliegiolo dove si nota il grande impegno di Narni e dei produttori che la organizzano (quest’anno terza edizione). La nostra azienda ha ricevuto il premio come miglior ciliegiolo con il base 2015. È una grande manifestazione che sarebbe bello replicare anche da noi anche perché in Maremma questo vitigno sta diventando molto importante.

Parliamo un po’ di questo vitigno, Sassotondo è stata una delle prime aziende a crederci poi in molti l’hanno seguita.
Noi abbiamo iniziato con il Ciliegiolo nel 1997, secondi in Maremma e in Italia, preceduti dall’azienda “Rascioni e Cecconello”. Adesso si contano solo in Maremma circa 230ha, il ciliegiolo è il quarto vitigno a bacca rossa come produzione con vini anche di alta qualità. Questo vitigno sta diventando importante per l’identità del territorio maremmano.

Quando si partecipa a certi eventi qual è il riscontro tra i compratori? Soprattutto tra quelli esteri, cosa apprezzano e quanto conoscono le nostre zone?
La Maremma si sta facendo conoscere, mentre Pitigliano ha un po’ perso il suo appeal, probabilmente a causa di scelte politiche e organizzative. Noi del Consorzio di Tutela del Bianco di Pitigliano abbiamo iniziato a fare azioni per invertire questa rotta, perché c’è bisogno di fare qualcosa per promuovere questa terra. La Maremma pian piano si farà conoscere, c’è la voglia di rappresentare la Toscana.

Ad esempio quali sono state queste iniziative?
Ricerca di identità. Abbiamo ad esempio promosso le iniziative legate ai vini vulcanici-Vulcania (ora volcanic wines), che rendono così caratteristici i nostri prodotti, speciali e diversi dagli altri. Insieme all’associazione Volcanic Wines, che raggruppa le DOC vulcaniche italiane dal Veneto alla Sicilia, abbiamo promosso degustazioni non solo in Italia ma anche all’estero. Questo elemento si lega poi ad una terra che ha cultura e natura uniche. Insomma bisogna fare qualcosa di qualità. Non si deve avere paura di presentarsi al mondo. Non bisogna avere paura nemmeno delle possibili critiche né del confronto. E poi bisognerebbe fare una comunicazione specifica legata al territorio, studiandone le peculiarità e comunicandole al mondo. Creare un vero e proprio legame con il territorio.

FullSizeRender 2Esiste una crisi di questo settore?
Non esiste una vera e propria crisi ma in questo territorio, in particolare Pitigliano e Sorano, si stanno perdendo tante aziende. Si assiste a un progressivo depauperamento del vigneto che viene o tagliato o acquistato da grandi aziende e qui non voglio fare polemiche perché viene comunque creato lavoro, ma sarebbe importante ogni piccola realtà; non è così da altre parti vicino a noi. Basti guardare a Manciano per rendersi conto di trend opposti. Bisogna fare scelte che sostengano e diano spazio a tutte le aziende anche a quelle medio piccole e soprattutto fare in modo che il vino crei redditività come è in altri posti. C’è una perdita di identità (ancora) anche culturale e anche nei contadini stessi, magari non si investe sul vino (soprattutto per le ragioni di cui sopra) e si investe su altro.

Concludendo…
La nostra terra ha una grande potenzialità, che però rischia di finire se non gestita bene. C’è un pericolo per le aziende produttrici di Pitigliano e Sorano, meno per la zona di Manciano dove in questi ultimi anni hanno aperto stanno nuove cantine. La situazione è pericolosa ma abbiamo le potenzialità per essere competitivi.

 

Alessandro Zecchini, Elena Tiribocchi

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