La Dolorosa Fugga, mostra d’arte contemporanea dell’artista soranese Fabio Capoccia

WhatsApp Image 2019-05-03 at 21.41.14Lo scorso mese aprile è stata inaugurata a Siena, presso il Palazzo San Niccolò la mostra d’arte contemporanea “La Dolorosa Fugga”, dell’artista soranese Fabio Capoccia. La mostra allestita tra il salone d’ingresso e i piani inferiori del palazzo ospita 30 tavole dipinte a olio – ciascuna di 252×185 cm – che formano quindici cicli pittorici di 370×252 cm, quattro singole tavole – ciascuna di 252x185cm che compongono la sezione Odúsia riferita ai viaggi di Ulisse – e quattro tavole di 185x125cm. Finissage con presentazione mercoledì 12 giugno 2019 alle ore 17:30, la mostra sarà visitabile fino al 15 giugno.

“Né sta poi grande spazio, che ella, sì come la giustizia e la potenza di Dio vuole, come se morta non fosse stata, risurge e da capo incomincia la dolorosa fugga” […]
(Giovanni Boccaccio, Decamerone , Giornata V , Novella VIII )

Nella novella di Boccaccio Nastagio degli Onesti rimane, da principio, sbalordito e inorridito dalla visione che gli si presenta: una donna nuda è inseguita nella pineta di Classe, poco distante da Ravenna, da cani famelici e da un cavaliere. La donna sarà quindi uccisa dal condottiero e il suo cuore dato in pasto alle bestie. Nastagio assiste inerme alla scena. Non può intervenire. Quella che vede è la pena cui la donna è stata condannata per esser stata la causa del suicidio del cavaliere; per non aver ricambiato l’amore di lui ed esser stata lieta della sua morte. La fuga cui è costretta la donna vive una dimensione atemporale e costante. Si propone, agli occhi sgomenti del giovane Nastagio, nella sua cruda realtà, senza variazioni. Intatta. Eterna. E’ una fuga certa, immodificabile per lo spettatore.
La Dolorosa Fugga è un’esposizione che vuole analizzare, tramite il linguaggio pittorico, la società contemporanea nella sua dimensione socio-culturale e antropologica in un periodo storico di grandi cambiamenti culturali; il tema del viaggio inteso nelle sue dimensioni di fuga, ricerca interiore, migrazione, esilio, scoperta, incontro, memoria è il fulcro semantico della mostra. Scappare da qualcosa o da qualcuno verso l’ignoto. Dirigersi, senza altra scelta, verso ciò che non si è ancora vissuto. Arrivare pertanto – se è data la possibilità di una mèta – ad un vissuto altro, forse più umano e necessario. Tra le opere esposte all’ingresso del Palazzo ricordiamo La dolorosa fugga – da cui la mostra prende il titolo che tratta i naufragi nel Mar Mediterraneo – La battaglia di Algeri e Guta. La Chanson de Truà, Ammore, Artù o il moro e Saturà compongono parte dei gruppi esposti nei locali sottostanti l’edificio.

 

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WhatsApp Image 2019-05-03 at 21.41.18Fabio Capoccia
Fabio Capoccia nasce a Pitigliano nel 1986. Consegue il diploma di laurea triennale in Lettere Moderne e si specializza in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Siena con una tesi sulle sceneggiature di Pasolini non approdate sul set. Nel 2013 inizia a seguire i corsi di Dottorato in Italianistica presso l’Università La Sapienza di Roma. Per il Centro Universitario Cattolico cura un progetto di ricerca sul Concilio Vaticano II. Nel 2016 consegue il Diploma di Archivistica presso la Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica. Nel 2015 partecipa alla selezione per l’ingresso della sua Opera artistica in Collezione MAE. Tra le esposizioni più recenti si ricordano De Passione Iesu Christi et Resurrectione allestita dal 20 marzo al 31 maggio 2018 nelle Stanze del Museo Diocesano di Pitigliano. L’istallazione – esibita fino all’aprile 2018 – Hoping Provvidenza nella Hall del municipio di Fiumicino. Ludomagno progettata nel giugno 2017 per la Galleria Angelica, presso la Biblioteca Angelica in Roma.

 

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