La Chiesa di S.Michele Arcangelo recuperata a Pitigliano

IMG_0513La chiesetta di S.Michele, ubicata alla fine dell’omonimo viale alberato, da cui si gode uno dei più bei panorami di Pitigliano e della valle sottostante, da tempo si trovava in stato di abbandono e di degrado, tanto da temerne la perdita per il dissesto della parte absidale, la più antica dell’edificio, separata da un arco dal resto della chiesa, che si allarga sostenuta da pilastri su cui posano le travature in legno. Ma negli ultimi tempi il Comune di Pitigliano, che ne è proprietario, ha felicemente avviato il suo restauro, ormai giunto a conclusione con l’inaugurazione effettuata l’8 dicembre 2017 . Il recupero di S.Michele Arcangelo è importante non solo perché restituisce a Pitigliano una delle numerose chiesette che hanno fatto corona da secoli intorno all’abitato ma anche perchè la chiesetta rappresenta un pezzo di storia importante di Pitigliano, che è andata sfumando nel tempo ed è stata quasi dimenticata. La chiesa di S.Michele Arcangelo infatti si collega a due aspetti interessanti della storia locale: il culto di S.Rocco e la Fiera di S.Michele, a Pitigliano comunemente nota come “Fiera del 29”, alludendo al giorno del suo svolgimento: il 29 settembre, festa appunto di S.Michele Arcangelo; questi due filoni storici sono poi confluiti in quello della chiesa di S.Michele.

IMG_0515La Fiera di Pitigliano
La Fiera fu istituita a Pitigliano dal conte Ludovico Orsini nel 1518 e successivamente il conte Alessandro nel 1589 emanò alcuni Capitoli per la sua migliore regolamentazione. In quest’epoca la Fiera, che era sia di merci che di bestiame, si svolgeva intorno a Ferragosto, festività di S.Maria Assunta, e durava sette giorni, tre prima e tre dopo il 15 agosto. Nel 1672 venne spostata per tre giorni alla fine di settembre e successivamente fu limitata alla sola giornata del 29 settembre, festa di S.Michele Arcangelo e giorno stabilito dagli Statuti per iniziare la vendemmia, particolarmente importante in un centro come Pitigliano, dove era notevole la viticultura.

La chiesa di San Rocco
La chiesa di S.Michele in precedenza era intitolata a S.Rocco, il santo taumaturgo che proteggeva dalle pestilenze. L’immagine di S.Rocco insieme alla Madonna con Bambino e S.Sebastiano, un secolo fa si vedeva ancora dipinta nel rudere dell’antica abside, che rimaneva però al di fuori della chiesa di S.Michele, ricostruita più all’interno, forse per movimenti franosi della rupe vicina. Non a caso la chiesetta fu costruita su quella spianata fuori delle mura di Pitigliano, ma in vista dell’abitato, come accadde in molti altri luoghi anche nella nostra Diocesi (Sorano, Semproniano, Scansano, ecc.); ciò  aveva il significato di stare a guardia e difesa del paese e dei suoi abitanti; era come se S.Rocco, protettore dalla peste, fosse stato collocato fuori per impedire che le epidemie potessero raggiungere  Pitigliano, bloccandole prima lungo una via di accesso all’abitato. Non sappiamo quando fu costruita la chiesetta di S.Rocco, di cui abbiamo la prima notizia nel 1576, ma è probabile che sia stata eretta tra la fine del ‘400 e la prima metà del ‘500, forse in occasione di qualche epidemia, la più grave delle quali fu la peste tristemente famosa del 1527. La costituzione di un ospedale di S.Rocco con annessa cappella dentro l’abitato di Pitigliano, nel rione della Fratta, nel tempo fece perdere importanza alla chiesa di S.Rocco fuori le mura, che nel 1629 fu “malamente trovata” anche perché si andava esaurendo l’azione di benefattori, che se ne occupavano in precedenza. Ridotta in pessimo stato la chiesetta  nel 1635 fu interdetta e rimase in abbandono tanto che nel 1660 era ormai avviata al disfacimento.

IMG_0512La chiesa di S.Michele Arcangelo
Però alla fine  del Seicento sui ruderi fu ricostruita una nuova chiesa intitolata a S.Michele Arcangelo ad opera dei Faccendieri di Pitigliano, che la resero sede della loro Confraternita, eleggendo S.Michele come loro protettore. I Faccendieri erano piccoli imprenditori di campagna che si occupavano della semina su buone estensioni di terreno e della commercializzazione del grano, e costituivano una sorta di piccola borghesia benestante in centri agricoli come Pitigliano. I Faccendieri contribuivano alla Fiera di S.Michele, eleggendo tre Signori della Festa, che organizzavano feste e gare come la corsa, la lotta, la giostra e altri giochi. Ecco dunque il collegamento che si venne a creare tra la chiesa di S.Michele Arcangelo, erede di quella precedente di S.Rocco, e la “Fiera del 29”. Inoltre in occasione della ricorrenza del santo il 29 settembre la Confraternita dei Faccendieri con profondo senso religioso, effettuava una processione dalla chiesetta di S.Michele alla Cattedrale di S.Pietro, con la bella statua di S.Michele Arcangelo in legno dorato, acquistata dagli stessi Faccendieri. Purtroppo la statua di S.Michele negli anni ’60 è andata a finire in mano ad un antiquario, che l’ha venduta a Roma. Lavori di restauro furono fatti nel 1792 alla chiesetta, che serviva anche per le sepolture tanto che l’attuale cimitero di Pitigliano è ubicato nei pressi. In epoca più recente la chiesa di S.Michele fu sconsacrata, utilizzata a scopi profani e poi abbandonata. L’azione del Comune, che ha avviato e concluso il suo recupero, ha reso di nuovo agibile un bene culturale situato in un luogo straordinariamente panoramico e suggestivo di Pitigliano.

Angelo Biondi

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