Inaugurata a Firenze la prima mostra del pittore maremmano Pietro Aldi (Manciano 1852-1888)

20191022-Conferenza stampaPer la prima volta a Firenze, nelle sale espositive dell’Accademia delle Arti del Disegno, saranno esposte oltre quaranta opere del pittore mancianese Pietro Aldi, visitabili dal 5 novembre al 31 dicembre 2019. La mostra, organizzata dal Polo Culturale Pietro Aldi, ha quali enti promotori Banca TEMA – Terre Etrusche e di Maremma Credito Cooperativo, TEMA Vita e il Comune di Manciano con la collaborazione del MIBAC – Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e della rete dei Musei di Maremma e il patrocinio della Regione Toscana. Le opere esibite sono per la maggior parte custodite nella collezione di proprietà di Banca TEMA presso il Polo Culturale Pietro Aldi a Saturnia, inaugurato nel 2016 e facente parte della rete museale dei Musei di Maremma. Proprio alla vigilia della mostra, nell’ottobre 2019, il Polo Aldi è stato riconosciuto dalla Regione Toscana quale museo di rilevanza regionale.
La conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa si è svolta il 22 ottobre a Firenze presso la Sala Barile del Consiglio Regionale alla presenza del presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, del consigliere regionale Leonardo Marras; del presidente di TEMA Vita Francesco Gentili, del presidente di Banca TEMA Valter Vincio, del sindaco del Comune di Manciano Mirco Morini, del presidente dell’Accademia dell’Arte del Disegno Cristina Acidini e dei curatori della mostra Francesca Petrucci e Marco Firmati. “Questa prima mostra fiorentina delle opere dell’artista Pietro Aldi intende promuovere il valore culturale della terra di Maremma che lo generò e che ne conserva in maniera sempre più consapevole numerose opere presso il Polo Culturale di Saturnia, istituzione che esprime una parte della missione culturale della Banca e della connessa TEMA Vita, attraverso l’esposizione permanente della collezione, le esposizioni temporanee, le attività didattiche e divulgative” dichiara il presidente di Banca TEMA Valter Vincio.
“Nelle intenzioni dei curatori e degli enti promotori – Banca TEMA, TEMA Vita e Comune di Manciano – e grazie alla generosa disponibilità di diversi enti e privati collezionisti la mostra vuole offrire per la prima volta la più ampia rassegna possibile delle opere di Pietro Aldi, in grado di rendere apprezzabile la sua costante qualità nell’evoluzione del percorso artistico e di permettere un aggiornato giudizio critico sul suo lavoro, da molti ignorato o misconosciuto” afferma Marco Firmati, direttore del Polo Culturale Pietro Aldi.
“Esprimo tutto il mio orgoglio per la grande visibilità che la mostra rende all’artista mancianese Pietro Aldi, conosciuto ai più per la rappresentazione dell’incontro a Teano fra Garibaldi e il re Vittorio Emanuele II nella Sala del Risorgimento del Palazzo Pubblico di Siena, una scena che alcune generazioni di studenti hanno trovato nei sussidiari e nei manuali di storia” dichiara il sindaco di Manciano Mirco Morini. Il catalogo scientifico della mostra, a cura di Marco Firmati e Francesca Petrucci è edito da Effigi (Arcidosso, GR) e presenta contributi di Giovanni Cipriani, Andrea e Giacomo Granchi, Bruno Santi, Ettore Spalletti e Francesca Petrucci, che offrono un quadro aggiornato e completo dell’attività del giovane artista maremmano, in grado di restituirne evoluzione e successo prematuramente interrotti.
L’inaugurazione della mostra si terrà il 5 novembre alle ore 17:30 presso la Sala delle Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno, in Via Ricasoli 68 a Firenze.

 

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Pietro Aldi pittore (Manciano, 1852-1888)
Pietro Aldi, tra gli ultimi grandi allievi di Luigi Mussini all’Istituto di Belle Arti di Siena, ha avuto una vita breve, ma estremamente produttiva e intensa: ha affrontato temi storici e di genere, ritratti, paesaggi, nelle varie tecniche della pittura ad olio, ad acquerello e a tempera, realizzando numerosi quadri da cavalletto e impegnative tele destinate alle esposizioni pubbliche, oltre a grandi scene murali in edifici pubblici e in cappelle cimiteriali. Dopo l’importante mostra organizzata a Manciano nel 1988, la sua figura artistica è stata celebrata a Saturnia nel 1999 in occasione dell’apertura al pubblico della collezione della locale Banca di Credito Cooperativo, ereditata ed implementata da Banca TEMA. Per valorizzare l’artista, Banca TEMA, nel 2016, ha aperto il Polo Culturale Pietro Aldi, promotore anche di questa esposizione, che intende offrire, per la prima volta a Firenze, una vasta rassegna delle opere del pittore, così da far conoscere la sua costante qualità e l’evoluzione di un percorso artistico ancora poco noto. I primi anni a Siena: l’Istituto di Belle Arti e l’Allunato Biringucci. Dal 1864 al ’73 Pietro Aldi frequentò l’Istituto di Belle Arti di Siena, diretto da Luigi Mussini: la Natura morta con pelliccia e liuto (cat.1) fu presentata all’Esposizione annuale dell’Istituto nel 1871, mentre l’anno seguente Aldi vinse il concorso annuale per il saggio d’invenzione in pittura con L’allegoria delle tre arti (cat.2) e, per il suo paese di origine, eseguì Ghino di Tacco che giura sui Vangeli lo sterminio degli uccisori del padre suo (cat. 3). Nel 1873 Pietro concludeva il percorso scolastico con la vittoria alla Scuola del Nudo (cat. 4) e al concorso triennale della Scuola di Pittura con il quadro a olio d’invenzione sul tema L’ostracismo di Aristide, dalle Vite di Plutarco (cat.5). Nel 1873-74 realizzò i personaggi storici della famiglia Ricasoli, dipinti nella sala da pranzo del castello di Brolio (cat. 6). Il 13 aprile 1874, con il quadro storico Corradino di Svevia a Tagliacozzo (cat.7), Pietro ottenne l’Alunnato Biringucci – un assegno per consentire gli studi a giovani artisti in formazione – da parte della Società di Esecutori delle Pie Disposizioni, che gli permise di soggiornare a Venezia, Firenze e Roma. Nel 1876 il pittore presentò i risultati del suo aggiornamento nel dipinto L’adultera (cat.8), eseguito come studio preparatorio di un quadro di grandi dimensioni sull’incontro tra Cristo e la Maddalena, di cui realizzò anche un bozzetto (cat.9). Conclusosi nel ’78 l’Alunnato Biringucci, Aldi ottenne una breve proroga e un assegno per recarsi a Parigi con l’invio alla Società di Esecutori di Pie Disposizioni dei dipinti Donne senesi che lavorano alle fortificazioni, di cui è presente in mostra uno studio (cat. 10), e All’oratorio (cat.11). Nello stesso anno l’Aldi partecipò all’Esposizione Artistica Romana con il quadro di soggetto medievale «Buoso da Doara traditore di Cremona sua patria, mentre mendico viene riconosciuto da alcuni suoi concittadini che escono da una chiesa», di cui presentiamo il bozzetto (cat. 12).

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La maturità: tra Roma e Manciano Dal 1876 Pietro Aldi divise la sua esistenza tra Roma e Manciano, costretto talvolta a lunghi soggiorni nella casa paterna per problemi di salute. Accanto alle opere di maggiore impegno, di soggetto storico o religioso, di grandi dimensioni e presentate alle esposizioni pubbliche più importanti, il pittore proponeva una produzione di soggetti ameni destinati a un pubblico borghese, che apprezzava particolarmente le scene galanti in abito rinascimentale come questa Serenata a Venezia (cat 13), o il delizioso Raffaello e la Fornarina (cat.14), un tema diffuso dal gusto romantico, mentre forse destinati all’ambientazione di scene di genere furono gli Interni di Palazzo Corsini a Roma (cat. 15,16). L’intensa attività dell’Aldi è testimoniata dalla lista di opere eseguite in poco tempo dopo la conclusione dell’Alunnato Biringucci, fra cui Salvator Rosa fanciullo sorpreso mentre dipinge sui muri della Certosa di Napoli, presentato nel 1881 all’Esposizione artistica veneziana, di cui presentiamo il bozzetto (cat. 17). Nel 1882 Aldi eseguì uno dei suoi dipinti più celebri, Le ultime ore della libertà senese, esposto l’anno seguente alla Mostra Internazionale di Roma dove riscosse grande successo, decretando la fama dell’artista come pittore di storia; i molti disegni e bozzetti realizzati (cat.18) dichiarano la lunga e complessa elaborazione del dipinto, che riprendeva il tema del precedente Le donne senesi che lavorano alle fortificazioni, del 1878, per esaltare una delle pagine più drammatiche della storia cittadina. A un dramma contemporaneo è invece ispirata l’Allegoria della catastrofe di Casamicciola (cat. 18), un dipinto del 1884 che testimonia la sentita risposta dell’artista al disastroso terremoto che distrusse Casamicciola e altri centri dell’isola d’Ischia il 28 luglio 1883.

 

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