Il fuoco che brucia l’inverno

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Ph Nicola Tisi

E come ogni anno arriva la Torciata di san Giuseppe, il 19 marzo, per ricordarci che l’inverno è passato e abbiamo da vivere una nuova primavera. Festa ancestrale ma dal valore ancora attuale; motivo ciclico che ci rassicura e ci conforta e ci identifica.
Il programma dell’evento è corposo e inizia venerdì 15 marzo con il Progetto Teatro e musica dal vivo “La chiamavano Bocca di rosa… Parola di Faber”. Appuntamento nuovo e importante sarà quello di domenica 17 marzo con la proiezione di documentari sui riti del fuoco dalle 10,00 alle 14,30 presso gli Ex granai della fortezza Orsini. Verranno infatti ospitati i rappresentati dei paesi e delle cittadine che come Pitigliano hanno dei riti e dei festeggiamenti legati al fuoco. Ci ha spiegato il Presidente dell’Associazione Promo.fi.ter Francesco Corti che gli ospiti porteranno filmati e foto delle loro feste e inoltre potranno esporre alcuni dei loro prodotti tipici grazie alla collaborazione con la condotta slow food Pitigliano. Questa novità servirà come ha detto Corti “a creare una rete di associazioni che hanno feste con il fuoco”. Ha aggiunto che ci sarà la proiezione del documentario “Le notti della torciata” di Thora Fjeldsted e Fabrizio Frascaroli in Piazza Garibaldi domenica 17 alle 18,00.  Mentre come di consueto ci sarà sia la domenica che il martedì lo spettacolo degli artisti di strada grossetani, oltre che il VI Trail delle Vie cave con premi offerti dall’Associazione Avis di Pitigliano. E alle 15,30 sempre del 17 marzo al Teatro Salvini ci sarà il convegno “Le notti di fuoco nelle tradizioni popolari italiane”. Il clou della manifestazione sarà come di consueto martedì 19 quando avrà luogo la Torciata; a partire dalle 21,00 nel centro storico del paese. I torciatori isseranno sulle proprie spalle le torce infuocate e daranno alle fiamme il pupazzo di paglia, che brucerà e darà inizio ad un nuovo periodo dell’anno.

E quindi non resta che pronunciare come ogni anno: Viva viva san Giuseppe!

Il convegno
Domenica 17 marzo dalle 15,30 ci sarà il convegno sui riti del fuoco. All’interno della discussione avverrà anche la presentazione degli studi fatti da Edo Galli e Giulio Bardi e raccolti nel volume “Fuocarili e falò rituali nell’amiata e nelle maremme della Toscana” edizione Effigi. I due scrittori interverranno per parlare di alcune delle più importanti festività legate al rito del fuoco della Maremma. Come ad esempio la Focarazza di Santa Caterina, i fuochi natalizi di Santa Fiora, i vari falò dell’epifania, i fuochi del carnevale nei quali si brucia un fantoccio simbolo della cattiva stagione che se ne va o quelli estivi dell’Assunta.
Il libro analizza l’aspetto antropologico dei rituali legati al fuoco nel territorio maremmano e amiatino e l’aspetto storico dell’evoluzione del focarile nel corso della cultura contadina, curato in modo specifico da Edo Galli.

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