Alla scoperta della Corte del Re

FT2_5620Continua il viaggio tra le nostre aziende alla scoperta dei protagonisti del territorio. Rispettando quanto offerto dal calendario e sulla scia dell’evento dedicato all’olio nuovo appena svoltosi a Pitigliano siamo andati a visitare l’azienda agricola “La Corte del Re” della famiglia Paoli/Guastini situata nel comune di Sorano il cui oliveto si estende anche in quello di Pitigliano. L’azienda sorge su un piccolo promontorio ventilato, altitudine ideale per la produzione dell’olio d’oliva, trenta ettari per un totale di circa 3000 piante. Qualche settimana fa abbiamo incontrato Margherita e suo figlio Francesco che ci hanno mostrato l’azienda e parlato più in generale della situazione legata al mondo dell’olio nelle terre del tufo, all’attuale produzione e tanto altro.

Partiamo dal presente, quest’annata 2017 come sta andando?
Quantità sicuramente più bassa rispetto allo scorso anno, per la qualità c’era già ottimismo e le prime olive raccolte hanno confermato un ottimo prodotto. Le olive presenti erano belle e sane, l’inizio della stagione autunnale con qualche pioggia ha sicuramente aiutato a superare i danni estivi dovuti alla siccità.

FT2_5627La coltura dell’olio nelle nostre zone è in una fase abbastanza giovane, a livello di mercato e di promozione invece in che fase siamo?
Negli ultimi anni sono nate numerose aziende alcune anche di dimensioni importanti se la produzione è ancora in una fase embrionale, a livello di mercato siamo in quella fase nella quale bisogna intervenire, anzi forse siamo già in ritardo. Per adesso il mercato che abbiamo può essere sufficiente in quanto le aziende a livello produttivo sono ancora piccole ma tra qualche anno quando entreranno in produzione anche le nuove piante il discorso cambierà e ci sarà bisogno di un mercato più ampio e giusto.

Come e dove si dovrebbe intervenire?
Credo che bisognerebbe farlo in due fasi, la prima è formazione del produttore che non è assolutamente scontata anzi..poi promozione del prodotto stesso. Le due cose sono strettamente collegate perché quando si conosce bene e con passione il prodotto che si fa di conseguenza si riesce anche a presentarlo nella maniera giusta. Questo sicuramente non garantisce l’apertura di chissà quale mercato ma almeno garantisce, per la fase in cui siamo una corretta promozione.
Questo non succede?
Al momento no. Naturalmente non è un discorso che vale per tutti ma in linea generale c’è molta approssimazione per chi promuove e di conseguenza vende questo prodotto. L’’olio e quindi l’oliva vanno seguiti in tutti i suoi tempi, in tutte le fasi della produzione, è un prodotto che vuole tanta attenzione che serve poi per poterlo presentare nella maniera giusta.

FT2_5619Parlando più in grande dicevamo dei mercati…
Non è facile entrare dentro determinati circuiti per vendere il prodotto. Il mercato come accade sempre per questi settori è aggressivo e richiede forza che per noi piccole e giovani realtà non è facile mettere sul campo. Una cosa che si potrebbe fare come territorio potrebbe essere quella di non affacciarsi da soli su questi mercati. Costituirsi in piccole realtà, raggrupparsi in una sorta di associazione, senza scomodare la formazione di consorzi, cercare di mettere insieme anche tre/quattro produttori potrebbe aiutare ad ammortizzare i costi e a creare un’identità territoriale, oltre che a risolvere altri problemi di disuguaglianza.

Per esempio?
Per esempio i prezzi. In una stessa zona, oli simili con le medesime caratteristiche non possono avere una differenza di prezzo cosi elevata come succede nelle nostre zone. Lavorare insieme aiuterebbe ad educare i produttori, a cooperare e a rendere più forte questo territorio.

Le chicche del borgo
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